Tecnologie d’avanguardia e 22 anni di ricerche dietro il progetto di Flyover Zone

Arriva Rome Reborn, l'app per esplorare l'antica Caput Mundi

Rome Reborn © Flyover Zone Productions
 

Francesca Grego

21/11/2018

I fasti di Roma si rinnovano in un’app. È Rome Reborn, la più grande ricostruzione digitale di una città antica realizzata finora, e ci porta dritto nell’Urbe di Costantino: oltre 7 mila edifici e 14 chilometri quadrati da percorrere in lungo e in largo nell’abbraccio delle Mura Aureliane, tra decorazioni ormai cancellate dal tempo e monumenti immortali da scoprire nel loro aspetto originario.
Senza muoversi da casa, si può sorvolare la Caput Mundi nell’esperienza “Flight Ancient Rome”, passeggiare sul basolato antico dei Fori Imperiali per raggiungere l’Arco di Settimio il Severo e il Tempio di Vesta, o entrare nella Basilica di Massenzio per ammirarne le magnifiche volte dipinte di blu e oro, mentre sono in arrivo le ricostruzioni visitabili del Colosseo e del Pantheon. Per i più socievoli, infine, c’è anche la possibilità di fermarsi a conversare con i visitatori incontrati lungo il cammino grazie a chat create a questo scopo.
 
Un progetto davvero imponente, sviluppato in ben 22 anni di lavoro da un team internazionale di accademici ed esperti di tecnologia per Flyover Zone Productions. Disponibile in tre lingue (inglese, italiano e cinese), fruibile anche senza visori 3D, Rome Reborn è approvata dalla Society for Classical Studies e ha un costo variabile da 1,99 a 7 dollari in base alla lunghezza del percorso scelto.
“Ricostruire Roma è un sogno antico”, ha commentato in occasione del lancio il direttore Bernard Frischer, che per questo progetto ha ricevuto il Pioneer Award e il premio Tartessos per l’archeologia virtuale: “L’idea mi è venuta quando al Museo della Civiltà Romana dell’Eur ho visto per la prima volta il plastico di Italo Gismondi realizzato tra il 1935 e il 1971”.
 
Gioco e conoscenza si incontrano per le strade di Rome Reborn, che si presenta come un luogo di avventure e scoperte, come un supporto didattico – già sperimentato con un campione di ragazzi e famiglie – e come un’occasione di approfondimento, grazie alla sua solida base scientifica.
“L’aggiorneremo con il progresso degli studi e delle tecnologie”, ha spiegato Paolo Liverani, professore di archeologia classica all’università di Firenze: “Di progetti come questo, realizzato in 22 anni di lavoro, rifatto tre volte e con tali risultati, non ne ricordo altri. È colorato, come era Roma al tempo, e dinamico: potremo per esempio ripercorrere il cammino di Costantino quando entrò trionfante nella capitale dell’Impero”.
 
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