Cenni biografici

 

29/05/2001

Marcus Rothkowitz nasce a Dvinsk, in Russia, il 26 settembre del 1903 da una famiglia di farmacisti che emigrerà negli Stati Uniti, per stabilirsi a Portland, nell’Oregon nel 1913. Iscrittosi all’università di Yale, studia con l’intenzione di diventare ingegnere, ma desisterà ben presto, trasferendosi a New York nel 1923. Qui, tra i corsi della Art Students League, ci sono anche quelli di Max Weber, che incoraggia il giovane artista a formarsi uno stile alla Cezanne. Ma decisivo fu l’incontro di Rothko con l’artista americano Milton Avery, che con la sua semplificazione coloristica di soggetti domestici ebbe una grande influenza sulla sua formazione, in particolar modo per quel che riguarda il trattamento colori. Proprio la casa di Avery era luogo d’incontro per artisti che spesso si riunivano per sedute di disegno dal vivo. Nel 1928 i due artisti furono selezionati per una mostra organizzata dall’Art Students League alla galleria Opportunity di New York. Nel 1929 Rothko comincia a insegnare ai bambini presso il Centro Accademico del Centro Ebraico di Brooklyn, una posizione che manterrà per oltre vent’anni e che influenzerà la sua stessa arte, che negli anni trenta ricerca un approccio emozionale ai soggetti (scene di strada e interni con figure) lontano dai modi convenzionali, fino a deformarne la visione. Nel 1933 le prime due personali: al Portland Art Museum e a New York, alla Contemporary Arts Gallery, dove vengono esposti ritratti, paesaggi, nudi e scene cittadine. Nel 1935 fonda con altri artisti il gruppo “The Ten” di orientamento espressionista e astratto, con cui esporrà otto volte nel periodo fino al 1939. Negli anni quaranta Rothko subisce il fascino dei surrealisti (soprattutto Miro’ e André Masson) studiandone simboli e linguaggi, dall’inconscio alle mitologie arcaiche greche e cristiane, ed esplorando tecniche della scrittura automatica, che gli aprirà nuove strade verso il non-ogggettivo. Il 1940 lo vede tra i fondatori della Federazione di Pittori e Scultori Moderni che si oppone politicamente al Congresso degli Artisti Americani. Le sue opere surrealiste vengono esposte nella personale che Peggy Guggenheim allestisce per lui alla galleria Art Of This Century di New York nel 1945. Nel 1948 fonda la scuola d’arte Subject of the Artists, che però chiuderà in un anno. Quando Rothko esporrà da solo nel 1954 all’ Art Institute di Chicago avrà ormai maturato il suo famoso stile pittorico, definito “colour field”, caratterizzato da rapporti cromatici tra grandi rettangoli dai contorni sfumati. Riconosciuto come appartenente alla New York School, nel 1958 accetta la sua prima commissione, una serie di dipinti per il ristorante Four Seasons. Nel 1961 gli vengono commissionate alcune pitture murali per il Holyoke Center dell’Università di Harvard. Dal 1964 al 1967 Rothko lavora alla sua terza ed ultima commissione: una cappella romana cattolica a Houston che gli darà l’opportunità di gestire un intero spazio pittorico monumentale e di confrontarsi con la spiritualità del tema. Dal 1968 una serie di opere su carta in acrilico (non si sa bene se studi per lavori più grandi) in dimensioni ridotte, testimonia l’ultima faticosa fase della vita dell’artista, afflitto da gravi disturbi fisici e depressivi che lo spingeranno al suicidio in data 25 febbraio 1970. Nel 1971 viene inaugurata a Houston la Rothko Chapel.

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