Gli Etruschi a Palazzo Grassi
courtesy of Palazzo Grassi |
Etruschi
26/02/2004
Trentasei sale, più di settecento reperti, quasi quattro chilometri quadrati di superficie di spazio espositivo. Sono i numeri, i grandi numeri, della mostra sugli Etruschi che Palazzo Grassi ospita fino al primo luglio del 2001.
Lo sforzo organizzativo è stato notevole: le opere provengono da un’ottantina fra musei, collezioni private e istituzioni culturali di 13 paesi del mondo.
Un po’ di numeri, un po’ di curiosità girovagando tra le opere esposte. La statuta più alta quella cosiddetta dell’Arringatore, proveniente dal museo archeologico di Firenze: un metro e ottanta di bronzo. Una tonnellata e mezzo pesa invece il “sarcofago della necropoli dello Sperandio”, proveniente dal Museo Archeologico nazionale di Perugia. Il reperto più pesante ed imponente.
Tra gli oggetti più piccoli: lo “scarabeo con aruspice”, proveniente da Berlino, di circa un centimetro quadrato. Stesse dimensioni per alcune preziose gemme lavorate provenienti dal museo archeologico di Firenze.
Gli Etruschi ormai hanno conquistato anche la California. La “Statuetta di Tinia”, che proviene dal Getty Museum di Los Angeles, è il reperto che ha viaggiato di più per raggiungere Palazzo Grassi.
Ma forse per evidenziare la straordinarietà dell’esposizione veneziana e del lavoro organizzativo, occorre raccontare una storia più che snocciolare cifre e curiosità. La storia del carro di Castel S. Mariano. L’opera ritrova la sua unitarietà a Palazzo Grassi per la prima volta in duecento anni. Fu scoperto nel 1812 a Corciano, in provincia di Perugia e subito venne venduto all’asta a pezzi. Fino a ieri, era smembrato in quattro musei di altrettante città europee: Perugia, Monaco di Baviera, Parigi e Berlino. Oggi i pezzi sono stati ricomposti dai curatori della mostra di Palazzo Grassi e per vedere questo carro femminile a due ruote, non bisognerà più compiere un itinerario attraverso mezza Europa.
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