Il potere, le arti, la guerra

Malatesta
 

26/02/2004

La fine dei restauri del Tempio Malatestiano e di Castel Sismondo è la grande occasione da cui la prestigiosa mostra riminese "Il potere, le arti, la guerra -Lo splendore dei Malatesta" prende le mosse. La signoria dei Malatesta rivivrà i suoi splendori rinascimentali proprio in uno dei suoi luoghi principali: il Castello che Sigismondo Pandolfo fece edificare tra il 1437 ed il 1446, e che per questo evento aprirà per la prima volta al pubblico. L’imponente dimora, infatti, dopo la morte di Sigismondo avvenuta nel 1468, fu trasformato dapprima in quartier militare e successivamente in carcere. La mostra, curata da Andrea Emiliani e Antonio Paolucci, in collaborazione con l’Assessorato ala Cultura del Comune di Rimini, i Musei Comunali, la Diocesi di Rimini e le Soprintendenze territoriali, si presenta come illustrazione delle vicende quattrocentesche di Rimini, capitale dello stato malatestiano. Vengono presentate armature, cimieri, barde da cavallo, armi da difesa e da torneo che stanno a testimoniare la vocazione belligerante della Dinastia. L’aspetto militare viene affrontato anche dal punto di vista tecnico e scientifico grazie all’apporto di antichi manoscritti, disegni originali e ricostruzioni degli impressionanti strumenti di assedio secondo i progetti dell’epoca. Tutta questa parte va legata al nome di Roberto Valturio (1405-75) umanista, abbreviatore apostolico al servizio di papa Eugenio IV, ma in questa sede principalmente autore del trattato “De re militari”, vero encomio per le imprese di Sigismondo Malatesta, corredato di disegni di macchine opera di Matteo de’ Pasti. La sezione più affascinante dell’esposizione è quella che celebra lo “Splendore dei Malatesta” rievocando la vita e gli svaghi di corte: suppellettili, arredi, le stupende maioliche provenienti dal Victoria and Albert Museum di Londra, le monete e medaglie dei membri della dinastia opera di Pisanello, Matteo de’ Pasti, Leon Battista Alberti. Seguono infine le grandi committenze di “arte alta” fatte dai Malatesta ad alcuni tra i principali artisti del tempo. Fulcro di questa sezione è il grande polittico di Michele Giambono e del Maestro di Roncaiette (oggi nella Pinacoteca del palazzo Malatestiano di Fano) rappresentane "La Vergine e Santi". Il Quattrocento è splendidamente rappresentato dal “San Gerolamo” di Piero della Francesca datato e firmato 1450 (proveniente dai Musei di Berlino) e dal rilievo, opera di Agostino di Duccio, raffigurante “La Madonna con il Bambino e due angeli” (oggi al Louvre). Altre opere di grande interesse sono il “Cristo nel sepolcro” di Marco Zoppo, “La Madonna dell’Orchestra” di Giovanni Boccati (concessi rispettivamente dal Museo di Pesaro e dalla Pinacoteca Nazionale dell’Umbria), ma soprattutto i due fondamentali dipinti provenienti dai Musei riminesi: la “Pietà” di Giovanni Bellini e la “Pala con San Vincenzo Ferrer, S. Sebastiano e S. Rocco” di Domenico Ghirlandaio. Quest’ultima si presenta come vera e propria celebrazione della famiglia Malatesta, dato che oltre alla predella che presenta storie della vita di Vincenzo Ferrer, vede ai piedi del santo la famiglia di Pandolfo IV. IL POTERE LE ARTI LA GUERRA – LO SPLENDORE DEI MALATESTA Fino al 15 giugno 2001 Castel Sismondo – Piazza Malatesta – Rimini Orario: 9-19; lunedì chiuso Ingresso: intero 15.000 – ridotto 8.000 Informazioni: Tel. 0541 29192 – Fax 0541 28660 Prenotazioni: Tel. 0541 439326 – Fax 0541 28660 e-mail fondcarim@iol.it - www.fondcarim.it

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