Per il Giorno della Memoria, mostre ed eventi nelle principali città italiane.

L’Arte di Ricordare

Bruno Canova | L'arte della guerra
 

Francesca Grego

20/01/2017

“Prego di volermi concedere la liberazione”, scriveva cortesemente un prigioniero alle autorità fasciste, in una lettera esposta in questi giorni all’Archivio di Stato di Brescia. Per i milioni di persone cui la liberazione non è stata concessa, si celebra il 27 gennaio il Giorno della Memoria, a 62 anni dall’apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz.

Da Udine a Reggio Calabria, da Alba a Oristano, non si contano le manifestazioni e gli eventi organizzati per condividere il ricordo e soprattutto la lezione che la storia ci ha impartito a caro prezzo: mostre, conferenze, spettacoli teatrali, iniziative didattiche, maratone, reading, flash mob, senza esclusioni di linguaggi e formati.

In primo piano la posa nelle città italiane di nuove Pietre d’Inciampo, parti del più grande monumento decentrato del pianeta: 56 mila sampietrini d’ottone, ognuno per una vittima della Shoah, incastonati sulle strade di 20 Paesi europei, proprio davanti all’ultimo domicilio della persona deportata. Ad arricchire la sconcertante mappa della memoria quest’anno ci saranno nuove Stolpersteine a Venezia, Torino, Milano, Roma, ma anche in centri minori; chiunque infatti può richiederle per i propri familiari.

Fra le città italiane storicamente più attive per il Giorno della Memoria c’è certamente la Capitale, che da ben nove anni può contare sulla Biennale Arte in Memoria curata da Adachiara Zevi. Le rovine della Sinagoga di Ostia, il più antico tempio ebraico d’Occidente, ospiteranno le opere di artisti come Horst Hoheisel, Ariel Schlesinger, Luca Vitone e Sara Enrico. Sempre a Roma si segnala Sopravvissuti, del fotografo Simone Gosso, alla Casa della Memoria e della Storia.

Pe l’occasione apre le sue porte ai visitatori gratuitamente il Museo della Memoria di Assisi, dedicato ai trecento ebrei salvati dall’accoglienza dei Francescani, con una grande mostra di fotografie, oggetti e documenti inediti a cura di Marina Rosati.

Altra tappa da non perdere la personale Mai più di Bruno Canova al Museo Il Correggio (Correggio, Reggio Emilia). L’artista testimone della Shoah, internato nel campo di concentramento di Brüx come prigioniero politico, presenta una serie di dipinti e collage di grandi dimensioni, molti dei quali appartenenti al ciclo L’Arte della Guerra. 

Particolarmente ricchi i programmi di Torino e Venezia. Nella città lagunare spicca l’esposizione Frantz e il Golem, con le tavole sognanti dell’illustratore Maurizio Quarello ispirate all’opera della scrittrice di origini ebraiche Irene Cohen Janca, oltre a diverse mostre fotografiche.

Nel capoluogo subalpino, al Polo del Novecento - Palazzo San Daniele, Ricordi Futuri 2.0 accosta le testimonianze dirette di interviste e filmati d’epoca alla memoria rielaborata dagli artisti nelle opere di una stimolante collettiva. Palazzo dal Pozzo della Cisterna dedica invece un’importante esposizione alla figura di Jan Karski, militare polacco tra i primi a informare gli Alleati delle politiche di sterminio della Germania hitleriana.   

A Milano si può visitare la mostra Dalle leggi antiebraiche alla Shoah. Sette anni di Storia italiana nella nuovissima struttura del Memoriale dell’Olocausto, sorto nell’area della Stazione Centrale da cui partivano i vagoni diretti verso i lager dell’Europa Orientale, mentre alla Casa della Memoria Different Wars mette a confronto le narrazioni della guerra e dello sterminio in sei diversi Paesi coinvolti.

Infine il museo MADRE di Napoli celebra il Giorno della Memoria con un reading e una mostra centrati sull’opera di Fabio Mauri, artista contemporaneo che ha dedicato parte della propria ricerca all’imporsi del nazifascismo e alla persecuzione antiebraica.

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