L’atelier Tirelli

Abito indossato da Kirsten Dunst nel film Marie Antoinette di Sophia Coppola
09/04/2009
Nel novembre 1964 Umberto Tirelli apre la sua sartoria con due macchine da cucire, cinque sarte, una modista, una segretaria e un autista-magazziniere.
Da allora la sartoria Tirelli è cresciuta sempre più, proporzionalmente alla sua fama. La sua attività si è concentrata soprattutto su due fronti: costumi concepiti e creati per il teatro di prosa e d’opera, così per il cinema.
Il grande atelier romano ha vestito i protagonisti di almeno una trentina di film, ricevendo gli Oscar per i miglior costumi e tanti altri premi italiani e stranieri, assegnati a diversi costumisti hai quali la sartoria Tirelli ha dato il suo contributo realizzativo; oltre ad altre decine di film che, pur non avendo ricevuto nessun premio, hanno ottenuto un grande successo di pubblico.
Dal 26 aprile, al 6 settembre, un’affascinante selezione di questi abiti è in mostra a Gorizia, al Palazzo Petzenstein. Sono esposti abiti che hanno vestito le più belle attrici del mondo come Claudia Cardinale nel suo abito bianco, per il ballo ne Il Gattopardo, Nicole Kidman in Ritorno a Cold Mountain, Monica Bellucci in N-Io e Napoleone e in I fratelli Grimm, nei panni dell’incantevole strega. Ad arricchire l’esposizione anche gli abiti indossati da grandi interpreti maschili come Donald Sutherland nel famoso e premiato Casanova di Fellini o Helmut Berger nel Ludwig di Visconti.
Rimangono nella memoria collettiva queste prestigiose firme registiche che come, Pier Paolo Pasolini, Gianfranco Zeffirelli, Alessandro Baricco, Sergio Leone, Martin Scorsese, Sofia Coppola, Mel Gibson, si sono affidati alla bravura della sartoria Tirelli. Ma difficilmente, il pubblico ricorda e riconosce il lavoro dei grandi costumisti, che con la loro creatività, con la loro fantasia, aiutano a far sì che i film siano unici, e possano rimanere nella nostra memoria.
L’esposizione permette di ripercorrere, in parte, la storia del cinema, di rivivere le emozioni di grandi film che amiamo ricordare, passando attraverso un incantevole particolare: i costumi, che sono nati dall’inventiva dei costumisti e hanno preso vita dal magnifico lavoro dell’atelier Tirelli.
Umberto Tirelli era un appassionato collezionista di abiti antichi: li cercava nelle soffitte delle famiglie aristocratiche o sulle bancarelle dei mercati, li acquistava per poterli studiare nella loro fattura.
In questo modo è riuscito a raccogliere una collezione alla quale oggi appartengono 15.000 capi autentici.
Così Umberto Tirelli non si è limitato solo a collezionare abiti storici, ma li ha fatti rivivere vestendo i protagonisti del palcoscenico e del grande schermo.
L’atelier degli Oscar. I costumi della sartoria Tirelli per il grande cinema
Gorizia, Musei Provinciali, Palazzo Attems Petzenstein
26 aprile- 6 settembre 2009
Orari: tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 Lunedì chiuso
Ingresso: intero: € 6,00 ridotto: € 4,00
Da allora la sartoria Tirelli è cresciuta sempre più, proporzionalmente alla sua fama. La sua attività si è concentrata soprattutto su due fronti: costumi concepiti e creati per il teatro di prosa e d’opera, così per il cinema.
Il grande atelier romano ha vestito i protagonisti di almeno una trentina di film, ricevendo gli Oscar per i miglior costumi e tanti altri premi italiani e stranieri, assegnati a diversi costumisti hai quali la sartoria Tirelli ha dato il suo contributo realizzativo; oltre ad altre decine di film che, pur non avendo ricevuto nessun premio, hanno ottenuto un grande successo di pubblico.
Dal 26 aprile, al 6 settembre, un’affascinante selezione di questi abiti è in mostra a Gorizia, al Palazzo Petzenstein. Sono esposti abiti che hanno vestito le più belle attrici del mondo come Claudia Cardinale nel suo abito bianco, per il ballo ne Il Gattopardo, Nicole Kidman in Ritorno a Cold Mountain, Monica Bellucci in N-Io e Napoleone e in I fratelli Grimm, nei panni dell’incantevole strega. Ad arricchire l’esposizione anche gli abiti indossati da grandi interpreti maschili come Donald Sutherland nel famoso e premiato Casanova di Fellini o Helmut Berger nel Ludwig di Visconti.
Rimangono nella memoria collettiva queste prestigiose firme registiche che come, Pier Paolo Pasolini, Gianfranco Zeffirelli, Alessandro Baricco, Sergio Leone, Martin Scorsese, Sofia Coppola, Mel Gibson, si sono affidati alla bravura della sartoria Tirelli. Ma difficilmente, il pubblico ricorda e riconosce il lavoro dei grandi costumisti, che con la loro creatività, con la loro fantasia, aiutano a far sì che i film siano unici, e possano rimanere nella nostra memoria.
L’esposizione permette di ripercorrere, in parte, la storia del cinema, di rivivere le emozioni di grandi film che amiamo ricordare, passando attraverso un incantevole particolare: i costumi, che sono nati dall’inventiva dei costumisti e hanno preso vita dal magnifico lavoro dell’atelier Tirelli.
Umberto Tirelli era un appassionato collezionista di abiti antichi: li cercava nelle soffitte delle famiglie aristocratiche o sulle bancarelle dei mercati, li acquistava per poterli studiare nella loro fattura.
In questo modo è riuscito a raccogliere una collezione alla quale oggi appartengono 15.000 capi autentici.
Così Umberto Tirelli non si è limitato solo a collezionare abiti storici, ma li ha fatti rivivere vestendo i protagonisti del palcoscenico e del grande schermo.
L’atelier degli Oscar. I costumi della sartoria Tirelli per il grande cinema
Gorizia, Musei Provinciali, Palazzo Attems Petzenstein
26 aprile- 6 settembre 2009
Orari: tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 Lunedì chiuso
Ingresso: intero: € 6,00 ridotto: € 4,00
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