Paolo Mussat Sartor: l’occhio dell’arte

Courtesy of Alberto Scaduto | Arte e Fiera
 

08/02/2001

Arte Fiera 2001 non solo mercato ma anche tributo alla fotografia, o meglio ad un fotografo il cui lavoro ha avuto un’incisività straordinaria nello sviluppo dell’esperienza artistica degli ultimi trent’anni. Un omaggio a Paolo Mussat Sartor celebrato con una mostra intitolata “Arte e Artisti nei ritratti Paolo Mussat Sartor 1968 -1990”. L’opera del fotografo offre agli spettatori l'opportunità di osservare da un punto di vista originale i protagonisti di una stagione dell'arte - quella compresa tra gli anni '60 e '70 - tanto celebrata e discussa, sottolineando gli aspetti più azzardati e inattesi. A Bologna sono state esposte immagini di Cy Towmbly, Joseph Beuys, Richard Long, Emilio Vedova, dei protagonisti dell’arte povera Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Gilberto Zorio e Claudio Parmeggiani. E poi ritratti dei galleristi Gian Enzo Sperone, Tucci Russo, Eva Menzio e Christian Stein. Nato nel 1947 a Torino Mussat Sartor ha iniziato la propria carriera in gioventù scattando le prime foto a diciannove anni come autodidatta, senza avere alle spalle nessuna preparazione accademica. Nel giro di due anni comincia a lavorare a stretto contatto con Sperone, la galleria torinese attorno alla quale nasceva l’arte povera e che in breve tempo si affermerà a livello europeo. Con una vena quasi documentaristica il fotografo torinese ha saputo immortalare in una galleria di immagini le trasformazioni dell’arte italiana grazie soprattutto al legame diretto che lo univa ai personaggi di spicco e agli avvenimenti di quegli anni. La mostra bolognese è solo l’ultima tappa di un lungo percorso espositivo che lo ha visto protagonista in Italia e all’estero.

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