Un modello per l'arte contemporanea

Rivoli
 

26/07/2001

Nel 1984 la reggia dei Savoia diventa museo d’arte contemporanea e come Vittorio Amedeo II aveva invitato a corte il grande architetto Filippo Juvarra così oggi la Regione Piemonte e il museo hanno invitato in occasione della prima mostra i grandi artisti contemporanei: molte delle opere sono nate dentro e per il museo a partire dalla decorazione con nuvole sulla volta nel vano scala di Felice Carena alle vere e proprie acquisizioni come “Impronte di pennello” di Niele Toroni, 1984; “La stanza di Rheinsberg” di Baumgarten, 1986; “Paolo Uccello 1450 – 1989” di Fabro, 1989; “Pannelli e torre” di Sol LeWitt, 1992. Tutti questi lavori sono infatti realizzati dagli autori specificamente per gli spazi del castello, dove la nuova arte felicemente coesiste, quasi completandola, con gli affreschi e le strutture del ‘600 e ‘700. La collezione è nata in seguito alla prima esposizione “Ouverture”, una mostra temporanea che ha aperto l’attività del museo nel 1985 e che era nata con l’intento di costituire successivamente parte della permanente attraverso donazioni o prestiti a lungo termine, e così continua a rimpinguarsi tuttora. Le opere, oltre 200, documentano l’arte internazionale dagli anni ‘70 a oggi attraverso sculture, dipinti e installazioni passando dall’arte “povera” a quella “concettuale”, alla fotografia. Le stanze del castello ospitano le opere d'arte distribuite lungo il percorso secondo temi o monografie. Il lungo restauro dell’architetto Andrea Bruno basato sui concetti di “reversibilità del nuovo e rispetto dell’autentico” ha reso finalmente accessibili gli ampi spazi dell’edificio, rendendo il visitatore testimone dei vari cambiamenti. Nel 1996 l’architetto torinese ha consegnato anche la cosiddetta Manica Lunga, un lungo fabbricato distaccato dal castello, che costituiva la pinacoteca di Carlo Emanuele I e che oggi racchiude all’interno della vecchia volumetria uno spazio del tutto nuovo consono alle attuali esigenze di areazione e illuminazione. Qui si trovano gli uffici, una caffetteria, una libreria, una biblioteca e una sala conferenze e all’ultimo piano un’ampia sala dedicata alle mostre temporanee che sono legate contestualmente alla permanente. Nel 1984 la direzione artistica del museo è stata affidata all’olandese Rudi Fuchs, un nome internazionale già collaudato per rendere Rivoli all’altezza dell’Europa. Nel 1990 ha preso il suo posto Ida Gianelli, direttore artistico, affiancata dal comitato per l’arte in Piemonte e da un Consiglio di amministrazione: un interessante connubio tra gestione pubblica e privata, primo caso in Italia, che facilita l’esecuzione dei lavori e alleggerisce le spese grazie agli sponsors privati. All’avanguardia è l’attività del dipartimento educazione che si occupa, oltre che della didattica museale, attraverso mostre specifiche e pubblicazioni, anche della formazione per gli insegnanti e le figure professionali interne al museo: attiva laboratori, conferenze, stages e borse di studio; si interessa di sensibilizzare e promuovere tutte le attività secondo il principio per cui è il museo che va verso il suo pubblico. CASTELLO DI RIVOLI P.zza Mafalda di Savoia, Rivoli (TO) martedì/venerdì 10 – 17 sabato e domenica 10 – 19 ingresso £12000

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