Il progetto frutto della collaborazione tra la piattaforma online Sketchfab e il British Museum
Un Museo in casa
L.S.
13/11/2014
Esporre un pezzo della collezione del British Museum nel vostro salotto? Da oggi è possibile. Basta dotarsi di una stampante 3D.
Operando in collaborazione con la piattaforma online Sketchfab, che mette a disposizione degli utenti scansioni tridimensionali, il grande museo londinese ha realizzato 14 modelli 3D di sarcofagi, busti e statue provenienti dalle sue prestigiose raccolte perchè chiunque possa scaricarcarli e stamparli a casa propria.
La “downloadable collection” per adesso include tra le sue opere un busto di Giove proveniente dalla Villa di Adriano, una testa in granito del faraone egizio Amenemhat III, una figura in pietra del dio Azteco Xiuhcoatl, un’iconica statua Moai dell’Isola di Pasqua, ma l’offerta è destinata a crescere se si considerano le proporzioni del patrimonio a monte, costituito da circa otto milioni di oggetti.
Con questo programma, il British Museum si accoda all’iniziativa già promossa dal Metropolitan Museum di New York che ha avviato una sperimentazione simile nel 2012. L’idea è quella di sviluppare nuove interazioni con la collezione del museo e mettersi ad osservare come gli utenti sfrutteranno questa occasione.
Operando in collaborazione con la piattaforma online Sketchfab, che mette a disposizione degli utenti scansioni tridimensionali, il grande museo londinese ha realizzato 14 modelli 3D di sarcofagi, busti e statue provenienti dalle sue prestigiose raccolte perchè chiunque possa scaricarcarli e stamparli a casa propria.
La “downloadable collection” per adesso include tra le sue opere un busto di Giove proveniente dalla Villa di Adriano, una testa in granito del faraone egizio Amenemhat III, una figura in pietra del dio Azteco Xiuhcoatl, un’iconica statua Moai dell’Isola di Pasqua, ma l’offerta è destinata a crescere se si considerano le proporzioni del patrimonio a monte, costituito da circa otto milioni di oggetti.
Con questo programma, il British Museum si accoda all’iniziativa già promossa dal Metropolitan Museum di New York che ha avviato una sperimentazione simile nel 2012. L’idea è quella di sviluppare nuove interazioni con la collezione del museo e mettersi ad osservare come gli utenti sfrutteranno questa occasione.
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