Dal 9 novembre 2016 al 19 febbraio 2017
Il San Girolamo scrivente di Caravaggio alla Pinacoteca Ambrosiana
Caravaggio, San Girolamo, 1605-1606, Olio su tela, 157 x 112 cm, Roma, Galleria Borghese
Ludovica Sanfelice
08/11/2016
Milano - Mentre nella vicina Pinacoteca di Brera imperversa il dibattito sull'opportunità di esporre l'opera Giuditta e Oloferne di dubbia attribuzione caravaggesca, il San Girolamo scrivente, un Caravaggio certamente autentico farà il suo ingresso alla Pinacoteca Ambrosiana.
Qui il dipinto realizzato dal Merisi agli inizi del Seicento (al culmine del periodo romano come La Cena di Emmaus) e conservato nella preziosa collezione della Galleria Borghese di Roma, rimarrà ospite per un trimestre in qualità di sostituto della Canestra di frutta che invece percorrerà il cammino opposto e si trasferirà alla Galleria Borghese per una rassegna dedicata al maestro lombardo.
L'eccezionale esposizione milanese dell'opera, caratterizzata da un perfetto rigore compositivo e da un rocambolesco gioco di luci e ombre, completerà la sua offerta affiancando al dipinto una serie di otto disegni conservati in Ambrosiana e raccolti per mettere in luce l'evoluzione dell'iconografia del San Girolamo. Un'illustrazione di Albrecht Dürer, San Girolamo nello studio; un'opera di Giulio Romano: San Girolamo traduce la Bibbia; il San Girolamo nel deserto di Guercino e quello di Donato Creti; il San Girolamo di Giuseppe Nuvolone e L'ultima comunione di San Girolamo di Giacomo Zoboli, il San Girolamo tormentato di Giovanni Dell'Opera e infine San Gregorio e San Gerolamo di Isidoro Bianchi.
Qui il dipinto realizzato dal Merisi agli inizi del Seicento (al culmine del periodo romano come La Cena di Emmaus) e conservato nella preziosa collezione della Galleria Borghese di Roma, rimarrà ospite per un trimestre in qualità di sostituto della Canestra di frutta che invece percorrerà il cammino opposto e si trasferirà alla Galleria Borghese per una rassegna dedicata al maestro lombardo.
L'eccezionale esposizione milanese dell'opera, caratterizzata da un perfetto rigore compositivo e da un rocambolesco gioco di luci e ombre, completerà la sua offerta affiancando al dipinto una serie di otto disegni conservati in Ambrosiana e raccolti per mettere in luce l'evoluzione dell'iconografia del San Girolamo. Un'illustrazione di Albrecht Dürer, San Girolamo nello studio; un'opera di Giulio Romano: San Girolamo traduce la Bibbia; il San Girolamo nel deserto di Guercino e quello di Donato Creti; il San Girolamo di Giuseppe Nuvolone e L'ultima comunione di San Girolamo di Giacomo Zoboli, il San Girolamo tormentato di Giovanni Dell'Opera e infine San Gregorio e San Gerolamo di Isidoro Bianchi.
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