Dall'8 maggio un nuovo polo culturale nelle Fiandre
Al BRUSK di Bruges il passato della perla fiamminga incontra l’AI
Simulation in Brusk © Refik Anadol
Samantha De Martin
23/04/2026
Mondo - Nel nuovo polo culturale destinato a diventare il cuore pulsante del Bruges Museum Quarter, la lunga tradizione artistica della città fiamminga dialoga con le forme più avanzate della creatività contemporanea.
L’8 maggio apre i battenti il Brusk, lo spazio espositivo firmato dagli studi Robbrecht and Daem Architects e Olivier Salens Architects. Con i suoi ventimila metri quadrati articolati su due livelli - al piano terra un community space dotato di reception, bookshop e caffetteria - e un auditorium con un'ampia programmazione di spettacoli, conferenze ed eventi; al primo piano, le due sale espositive che riproducono la spazialità delle chiese medievali - il BRUSK sfodera la sua visione a partire dai due eventi espositivi inaugurali.
Dall’8 maggio all’8 novembre l’artista turco americano Refik Anadol, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, offrirà un’esperienza immersiva concepita appositamente per il Brusk. L’artista, tra i principali protagonisti dell’arte generativa contemporanea, presenterà la sua esperienza costruita sui dati raccolti a Bruges, dalle reti urbane medievali alle strutture architettoniche, dalle collezioni artistiche della città ai flussi metropolitani. Anadol rielaborerà le informazioni raccolte da modelli di intelligenza artificiale, addestrati dal suo team negli ultimi anni su milioni di immagini provenienti da metropoli di tutto il mondo. L’ambiente che il pubblico vedrà tradurrà la città in un archivio dinamico fatto di forme, movimenti e variazioni luminose, dove la dimensione fisica e quella digitale si sovrappongono e mutano costantemente.
Attraverso queste opere generate dai dati raccolti, Bruges intratterrà un dialogo con città di tutto il mondo - da Stoccolma, a Seoul, fino a New York - allargando la riflessione sul modo in cui la tecnologia può rappresentare anche le dinamiche invisibili che definiscono uno spazio urbano.
Ma l’agenda del nuovo polo culturale fiammingo non tralascerà la storia e le connessioni che in passato hanno reso la città uno dei più importanti e vibranti snodi commerciali del medioevo, ponte tra Scandinavia, Mediterraneo, Oriente cristiano e mondo islamico.
Fino al 6 settembre, nel solco di un pensiero espositivo che vuole unire passato e presente della città, la mostra Bigger Picture esplorerà le connessioni del suo passato. Un passato raccontato in cinque capitoli ricchi di oggetti e storie provenienti da diverse epoche e continenti che mettono in luce le interazioni tra la Bruges medievale e il resto del mondo. A dare forma a questo racconto saranno opere provenienti dalla collezione di Musea Brugge e da diverse istituzioni internazionali, come la Passione di Cristo di Hans Memling dai Musei Reali di Torino - Galleria Sabauda, il Ritratto di Mehmet II di Giovanni Bellini dalla National Gallery di Londra e il Ritratto di Suleiman dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Non mancheranno mappe medievali come la Tabula Rogeriana conservata a Oxford, reperti archeologici e arazzi monumentali, ma anche manoscritti eccezionali come il “Ritratto di Alessio Comneno I” della Biblioteca Apostolica Vaticana (Vaticano), fino a reperti archeologici e imponenti arazzi.
L’inaugurazione del nuovo polo culturale di Brusk diventa l’occasione per riscoprire l’anima internazionale di Bruges, città storica con il Museo Groeninge e i tesori dei Primitivi Fiamminghi, il Gruuthuse dedicato alla storia della città, il St-Janshospitaal, antico ospedale San Giovanni, oggi museo dedicato a Hans Memling, e al tempo stesso laboratorio creativo in continua evoluzione.
L’8 maggio apre i battenti il Brusk, lo spazio espositivo firmato dagli studi Robbrecht and Daem Architects e Olivier Salens Architects. Con i suoi ventimila metri quadrati articolati su due livelli - al piano terra un community space dotato di reception, bookshop e caffetteria - e un auditorium con un'ampia programmazione di spettacoli, conferenze ed eventi; al primo piano, le due sale espositive che riproducono la spazialità delle chiese medievali - il BRUSK sfodera la sua visione a partire dai due eventi espositivi inaugurali.
Dall’8 maggio all’8 novembre l’artista turco americano Refik Anadol, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, offrirà un’esperienza immersiva concepita appositamente per il Brusk. L’artista, tra i principali protagonisti dell’arte generativa contemporanea, presenterà la sua esperienza costruita sui dati raccolti a Bruges, dalle reti urbane medievali alle strutture architettoniche, dalle collezioni artistiche della città ai flussi metropolitani. Anadol rielaborerà le informazioni raccolte da modelli di intelligenza artificiale, addestrati dal suo team negli ultimi anni su milioni di immagini provenienti da metropoli di tutto il mondo. L’ambiente che il pubblico vedrà tradurrà la città in un archivio dinamico fatto di forme, movimenti e variazioni luminose, dove la dimensione fisica e quella digitale si sovrappongono e mutano costantemente.
Attraverso queste opere generate dai dati raccolti, Bruges intratterrà un dialogo con città di tutto il mondo - da Stoccolma, a Seoul, fino a New York - allargando la riflessione sul modo in cui la tecnologia può rappresentare anche le dinamiche invisibili che definiscono uno spazio urbano.
Ma l’agenda del nuovo polo culturale fiammingo non tralascerà la storia e le connessioni che in passato hanno reso la città uno dei più importanti e vibranti snodi commerciali del medioevo, ponte tra Scandinavia, Mediterraneo, Oriente cristiano e mondo islamico.
Fino al 6 settembre, nel solco di un pensiero espositivo che vuole unire passato e presente della città, la mostra Bigger Picture esplorerà le connessioni del suo passato. Un passato raccontato in cinque capitoli ricchi di oggetti e storie provenienti da diverse epoche e continenti che mettono in luce le interazioni tra la Bruges medievale e il resto del mondo. A dare forma a questo racconto saranno opere provenienti dalla collezione di Musea Brugge e da diverse istituzioni internazionali, come la Passione di Cristo di Hans Memling dai Musei Reali di Torino - Galleria Sabauda, il Ritratto di Mehmet II di Giovanni Bellini dalla National Gallery di Londra e il Ritratto di Suleiman dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Non mancheranno mappe medievali come la Tabula Rogeriana conservata a Oxford, reperti archeologici e arazzi monumentali, ma anche manoscritti eccezionali come il “Ritratto di Alessio Comneno I” della Biblioteca Apostolica Vaticana (Vaticano), fino a reperti archeologici e imponenti arazzi.
L’inaugurazione del nuovo polo culturale di Brusk diventa l’occasione per riscoprire l’anima internazionale di Bruges, città storica con il Museo Groeninge e i tesori dei Primitivi Fiamminghi, il Gruuthuse dedicato alla storia della città, il St-Janshospitaal, antico ospedale San Giovanni, oggi museo dedicato a Hans Memling, e al tempo stesso laboratorio creativo in continua evoluzione.
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