A Parigi fino al 24 agosto
Chiaroscuro contemporaneo. Alla Bourse de Commerce la tecnica si fa atmosfera
Clair-Obscur, Bourse de Commerce - Collection Pinault, Paris © Tadao Ando Architect & Associates, Niney et Marca Architectes, agence Pierre-Antoine Gatier. Photo Nicolas Brasseur
Francesca Grego
09/03/2026
Mondo - “Contemporaneo è chi fissa lo sguardo sul proprio tempo per percepirne non le luci, ma l’oscurità”, ha scritto il filosofo Giorgio Agamben: “Colui che sa vedere questa oscurità, che è in grado di scrivere intingendo la penna nelle tenebre del presente”. Parte da queste riflessioni la nuova mostra inaugurata alla Bourse de Commerce, lo spazio espositivo della Collezione Pinault a Parigi. Con un centinaio di opere di circa 20 artisti moderni e contemporanei, fino al prossimo 24 agosto Clair-Obscur esplora l’eredità dell’antica tecnica del chiaroscuro, indagando luce e ombra nella loro dimensione simbolica e narrativa. Installazioni, sculture, dipinti trasformano gli ambienti della Bourse de Commerce in un paesaggio luminoso e crepuscolare ad un tempo, per offrire ai visitatori un’esperienza sensoriale al confine tra il visibile e l’invisibile. Alberto Giacometti, Jean Dubuffet, Bruce Nauman, Sigmar Polke, Carol Rama, Wolfgang Tillmans, Philippe Parreno, Bill Viola sono alcuni dei protagonisti dell’allestimento, che si sviluppa intrecciando generazioni e linguaggi in un viaggio tra atmosfere e stati d’animo, come suggeriscono i titoli delle diverse sezioni: Notturno, Germinazione, Incandescenza, Nebbia, Ombre.
Di origine cinquecentesca, il chiaroscuro diventa popolare nel XVII secolo, in particolare con Caravaggio, che lo usa per intensificare la tensione drammatica e spirituale dei suoi dipinti. Nel Settecento troverà in Goya un interprete straordinario, che lo perfezionerà per immergersi nelle tenebre dell’animo umano. Si ispirano a lui l’Axial Age di Sigmar Polke, allucinata apparizione di una cappella e la rilettura delle celebri pitture nere della Quinta del Sordo firmata da Philippe Parreno.
Da tecnica di consolidata tradizione, insomma, il chiaroscuro si è trasformato in dispositivo visivo e concettuale, dispiegando ancora la sua influenza sull’arte contemporanea: “una sensibilità - afferma la curatrice Emma Lavigne - che “si avverte tanto nella palette smorzata delle tele enigmatiche e malinconiche di Victor Man quanto nella poetica delle opere di Bill Viola, che si ispira ai maestri antichi per far emergere, in una temporalità rallentata, corpi che affiorano dall’ombra”.
Le venti vetrine del Passage della Bourse de Commerce ospitano invece un’installazione creata da Laura Lamiel a partire da oggetti di recupero, superfici d’acciaio e tubi fluorescenti. Per l’artista francese il chiaroscuro è “un processo psichico”: usata “come un pennello”, la luce diventa il mezzo per rivelare emozioni, memorie e presenze latenti.
Sotto la cupola zenitale del museo, Camata di Pierre Huyghe trasforma il palcoscenico circolare della Rotunda in un anfiteatro senza tempo. Qui un rituale metafisico - “strano, robotico balletto” - filmato dall'artista nel deserto di Atacama ci spinge a riflettere su quale sia il posto dell'umanità nell'universo, passando dalla notte al giorno, dall'ombra alla luce, dalla terra al cielo, dal rituale al cosmo, dall'umano al non umano, in un movimento potenzialmente infinito.
Di origine cinquecentesca, il chiaroscuro diventa popolare nel XVII secolo, in particolare con Caravaggio, che lo usa per intensificare la tensione drammatica e spirituale dei suoi dipinti. Nel Settecento troverà in Goya un interprete straordinario, che lo perfezionerà per immergersi nelle tenebre dell’animo umano. Si ispirano a lui l’Axial Age di Sigmar Polke, allucinata apparizione di una cappella e la rilettura delle celebri pitture nere della Quinta del Sordo firmata da Philippe Parreno.
Da tecnica di consolidata tradizione, insomma, il chiaroscuro si è trasformato in dispositivo visivo e concettuale, dispiegando ancora la sua influenza sull’arte contemporanea: “una sensibilità - afferma la curatrice Emma Lavigne - che “si avverte tanto nella palette smorzata delle tele enigmatiche e malinconiche di Victor Man quanto nella poetica delle opere di Bill Viola, che si ispira ai maestri antichi per far emergere, in una temporalità rallentata, corpi che affiorano dall’ombra”.
Le venti vetrine del Passage della Bourse de Commerce ospitano invece un’installazione creata da Laura Lamiel a partire da oggetti di recupero, superfici d’acciaio e tubi fluorescenti. Per l’artista francese il chiaroscuro è “un processo psichico”: usata “come un pennello”, la luce diventa il mezzo per rivelare emozioni, memorie e presenze latenti.
Sotto la cupola zenitale del museo, Camata di Pierre Huyghe trasforma il palcoscenico circolare della Rotunda in un anfiteatro senza tempo. Qui un rituale metafisico - “strano, robotico balletto” - filmato dall'artista nel deserto di Atacama ci spinge a riflettere su quale sia il posto dell'umanità nell'universo, passando dalla notte al giorno, dall'ombra alla luce, dalla terra al cielo, dal rituale al cosmo, dall'umano al non umano, in un movimento potenzialmente infinito.
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