Dal 1° settembre al 2018 a Pavia, Napoli, San Pietroburgo

I Longobardi: una mostra "epocale" sul popolo che cambiò la storia

Corredo con guarnizioni di cintura in ferro ageminato con decoro a stuoia di tipo merovingio, Aosta, Soprintendente per i beni e le attività culturali Regione autonoma Valle d’Aosta | Courtesy of Villaggio Globale International
 

Samantha De Martin

05/09/2017

Pavia - Già dalla presentazione si intuiva che si sarebbe trattato un evento straordinario. Pavia risfoglia un capitolo fondamentale della propria storia attraverso una mostra “epocale” che unisce la città delle cento torri a Napoli e San Pietroburgo, nel segno dei Longobardi.

Il Castello visconteo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l'Ermitage accendono i riflettori sul “popolo che cambiò la storia”, accogliendo un percorso di visita che si avvale delle più moderne tecnologie museali.
Ed è certo che quando Autari, giunto presso lo Stretto di Messina, toccando una colonna aveva giurato - stando a una leggenda - che fin lì si sarebbero estesi i confini del suo popolo, non avrebbe mai immaginato che la stirpe germanica dalla lunga barba avrebbe travalicato l'Italia per approdare, a distanza di secoli, fino in Russia, tra le sale di uno dei musei più prestigiosi al mondo, e in ben tre sedi museali, con tanto di videomapping, ricostruzioni olografiche e postazioni multimediali interattive.

Dal 1° settembre al 3 dicembre la mostra Longobardi, un popolo che cambia la storia accoglie i visitatori nelle Scuderie del Castello visconteo di Pavia, per spostarsi, a partire dal 15 dicembre, al Museo Archeologico Nazonale di Napoli - città che non fu mai longobarda ma che è la sede perfetta per riflettere sulle intense relazioni che i Longobardi del sud intrattennero nella Longobardia Minor, con Capua e Benevento - e, ad aprile 2018, all'Ermitage di San Pietroburgo, protagonista per la prima volta in assoluto di una mostra su questo popolo.

L'allestimento ripercorre, da nord a sud, l'epopea, ma anche le tradizioni, i riti, i monumenti di un popolo che, a partire da quel lontano 568, anno del suo arrivo in Italia, ha determinato un cambiamento geopolitico epocale in un territorio diviso, ma altamente caratterizzato da intense relazioni culturali e politiche. Una stirpe che ha rivoluzionato il tessuto storico, culturale, linguistico di un Paese travolto da irreversibili sconvolgimenti.
Eppure il “dente” di quel popolo, ricordato da Dante in un celebre verso, oltre a sgretolare l'intero sistema economico-sociale di impronta romana, aveva anche saputo ricucire una nuova realtà politica, fondendosi e integrandosi con il sostrato romano.

Pavia, illustre capitale del regno longobardo, sarà al centro di un viaggio che si preannuncia avvincente, alla scoperta di questa civiltà misteriosa. L'importanza dell'appuntamento si evince anche dai numeri: 300 le opere presentate, quasi cento i musei che hanno prestato i loro capolavori, 58 i corredi funerari esposti integralmente, due gli anni di lavoro richiesti per preparare l'evento. Non mancano i video originali, le installazioni multimediali - tra touchscreen, oleogrammi, ricostruzioni 3D - e le cripte longobarde pavesi aperte per la prima volta al pubblico e inserite in un apposito itinerario.
Voci del passato longobardo emergono anche dai preziosi manoscritti e dalle epigrafi in mostra. Da San Gallo giunge il più antico dei codici contenenti il famoso Editto di Rotari del 643, mentre da Cava de’ Tirreni arriva il Codice delle Leggi Longobarde del 1005, contenente anche l’Origo gentis Langobardorum, con miniature a tutta pagina in cui è illustrata la saga del popolo.
Sorprendente è poi la testimonianza, in mostra, di necropoli inedite, recentemente indagate con metodi multidisciplinari, che consentono di risalire ai riti, ai sistemi sociali, alle migrazioni delle genti longobarde. A impreziosire e rendere esclusivi i percorsi espositivi, raffinate e inedite manifatture, i corni potori in vetro, le anfore, le lucerne, il pluteo con croci da Castelseprio, e ancora iscrizioni funebri e arredi liturgici che testimoniano il lento incedere del cattolicesimo in continua alternanza alla fede ariana.

Al visitatore sarà data l'opportunità di ripercorrere la grande epopea longobarda anche grazie alle suggestioni offerte da un allestimento originalissimo, basato su evocazioni cromatiche e materiche e affidato ad Angelo Figus, creativo e designer, autore di un “caleidoscopio lungo 80 metri” che narra in modo ludico e contemporaneo l'avventura longobarda.

La mostra rappresenta il luminoso risultato di oltre quindici anni di nuove indagini archeologiche su siti e necropoli altomedievali, condotte con il supporto di innovative analisi diagnostiche e con il coinvolgimento di oltre 50 studiosi.
Organizzato da Villaggio Globale International, l'atteso evento offrirà una panoramica di ampio respiro - dalla metà del VI secolo alla fine del I millennio - sulla spiccata identità dei Longobardi e sull'eredità del popolo che, nel 568, guidato da Alboino, varca le Alpi Giulie e inizia la sua espansione sul suolo italiano. Una data spartiacque della storia d’Italia, che vede infrangersi, in seguito all'ingresso di un popolo “invasore”, quell’unità politico-amministrativa della Penisola, raggiunta e sancita al tempo di Augusto.

Il pubblico è invitato a muoversi da una sezione introduttiva - nella quale, attraverso mappe e contenuti video viene sinteticamente rappresentata la situazione geopolitica alla metà del VI secolo - alla sezione che esplora i tratti più tipici della cultura tradizionale longobarda: i contesti funerari, il sacrificio del cavallo, le offerte alimentari.
Il percorso tocca poi i culti, le sculture e le iscrizioni, i manoscritti, e ancora i territori della Longobardia meridionale, con città come Benevento, Capua, Salerno, per concludersi con la fioritura delle nuove fondazioni religiose, come Montecassino e San Vincenzo al Volturno.

Ma Il viaggio alla scoperta dei Longobardi prosegue anche fuori dai musei. A Pavia, infatti, un ricco calendario di appuntamenti e attività collaterali accompagna i visitatori, durante i weekend e per tutta la durata della mostra, all'interno delle cripte longobarde di Sant'Eusebio, San Felice e San Giovanni Domnarum, dove sarà possibile effettuare alcune visite. Da non perdere poi i cinque itinerari gratuiti al femminile, che invitano gli appassionati a indagare i luoghi della città legati alla memoria delle donne longobarde.

Quella che unirà per alcuni mesi Pavia, Napoli e San Pietroburgo, si preannuncia, infine, una mostra family friendly. Tra gli eventi collaterali si inserisce, infatti Pit - Stop. Mamme e bimbi nei luoghi longobardi, tre appuntamenti gratuiti dedicati a genitori e figli, tra visite in mostra, percorsi cittadini e cacce al tesoro.

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