L'omaggio di Urbino al padre di Raffaello
Giovanni Santi, Visitazione, 1488 ca., particolare
25/03/2013
Pesaro e Urbino - La Visitazione, una delle opere più importanti di Giovanni Santi, padre di Raffaello, è stato restaurata e sarà esposta al pubblico dal 29 marzo al 3 giugno 2013 a Urbino, nella Sala dei Banchetti di Palazzo Ducale. L’inaugurazione è in programma il 28 marzo. Il lavoro di restauro, curato dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici delle Marche in collaborazione con l’Istituto di Scienze Ambientali dell’Università di Urbino ha comportato un rilevamento integrale del disegno preparatorio tramite Riflettografia IR, tecnica che riesce a penetrare negli strati della materia e che ha rivelato quindi ciò che si nascondeva al di sotto degli strati pittorici.
La tavola proviene dalla Chiesa di Santa Maria Nuova a Fano, importante luogo di culto della città, che conserva, insieme ad altre opere, anche due pale d’altare di Pietro Perugino, il maestro di Raffaello, che, secondo la tradizione, ebbe proprio qui, in questa chiesa, il primo incontro col suo giovanissimo allievo. E a volere questo incontro pare fu lo stesso Giovanni Santi, all’epoca molto famoso come pittore e a capo di una bottega di artisti che vide passare anche Piero della Francesca e Melozzo. La sua fama è stata poi a lungo offuscata da quella del figlio fino a quando, in tempi recenti, sul finire del Novecento, la critica non lo ha rivalutato.
Nicoletta Speltra
La tavola proviene dalla Chiesa di Santa Maria Nuova a Fano, importante luogo di culto della città, che conserva, insieme ad altre opere, anche due pale d’altare di Pietro Perugino, il maestro di Raffaello, che, secondo la tradizione, ebbe proprio qui, in questa chiesa, il primo incontro col suo giovanissimo allievo. E a volere questo incontro pare fu lo stesso Giovanni Santi, all’epoca molto famoso come pittore e a capo di una bottega di artisti che vide passare anche Piero della Francesca e Melozzo. La sua fama è stata poi a lungo offuscata da quella del figlio fino a quando, in tempi recenti, sul finire del Novecento, la critica non lo ha rivalutato.
Nicoletta Speltra
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