Un Festival che eleva l'arte ad ambasciatrice di pace
Al via "Stagioni Russe": il 2018 è l'anno dell'Italia

La cerimonia di chiusura del Festival Russian seasons 2017 in Giappone
Samantha De Martin
15/01/2018
Roma - Nel 2018 l’Uccello di Fuoco volteggerà sull’Italia con la sua danza di luce, diffondendo il beneaugurante messaggio di fiducia e di speranza attraverso le infinite forme dell’arte.
Nell’anno in cui l’Ermitage dedica mostre importanti alla storia e alle eccellenze italiane - dagli esponenti dell’Arte povera ai Longobardi, da Michelangelo a Piero della Francesca - il Festival Stagioni Russe, con la sua icona rappresentata dal protagonista dell’antica fiaba russa - l’Uccello di Fuoco - che ispirò all’impresario russo Sergei Diaghilev il celebre balletto su musiche di Igor Stravinskij, prende il via con un calendario nutrito di appuntamenti che spaziano dalla musica all’arte.
L’apertura, solenne, si è svolta ieri a Roma nell’ambito della tournée del Teatro statale accademico Mariinskij.
I numeri di questo sontuoso festival, svoltosi nel 2017 in Giappone, e che nel 2019 toccherà gli Stati Uniti, per raggiungere, nel 2020, la Germania, sono già importanti: 58 concerti di musica sinfonica, 54 rappresentazioni teatrali, 43 balletti e diverse mostre, per un totale di 255 eventi in quaranta città italiane. E anche il parterre di partecipanti si preannuncia di tutto rispetto, con le bande iconiche russe, le compagnie di opera, balletto, prosa e folclore, le opere provenienti dai maggiori musei russi, ad accrescere il dialogo interetnico nel quale è la cultura ad indossare gli abiti di ambasciatrice di pace.
Ad inaugurare il Festival è stata l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con una solenne cerimonia alla presenza della delegazione russa guidata da Olga Glodez, vice presidente del Governo della Federazione Russa, e dell'orchestra Sinfonica del leggendario teatro Mariinskij, sotto la direzione di Valery Gergiev per l'esecuzione, in programma fino al 16 gennaio, del ciclo integrale delle celebri Sinfonie.
Dal 14 gennaio, l’antica istituzione musicale con sede a Roma ospiterà anche la mostra Tchaiko-vsky. La sinfonia della vita, che racconta la storia della creazione delle sinfonie di Čajkovskij e l'ultima opera, la più positiva e gioviale, intitolata Iolanta. In mostra ci saranno foto ritratto uniche del compositore Peter Tchaikovsky, i manoscritti delle sinfonie, le copertine delle prime edizioni delle sue opere non postume.
Fino al 31 gennaio, invece, la Reggia di Caserta sfodera il progetto intermuseale Secolo dei Musei, con cento capolavori provenienti dalle residenze imperiali di San Pietroburgo.
«Il progetto delle Stagioni Russe in Italia - ha detto la vice primo ministro della Federazione Russa, Olga Golodets, all’agenzia Nova - deve trasformare i legami culturali già esistenti fra i due paesi e portarli a un livello più alto. Esiste uno speciale legame con l’Italia, la cui cultura stimiamo e amiamo. San Pietroburgo è stata costruita con il contributo di architetti italiani, ma il contributo culturale del vostro paese si estende anche ad altri settori, come la musica».
Il calendario completo delle mostre è ancora in fase di aggiornamento, ma è certo che le iniziative saranno molteplici.
Leggi anche:
• Antonio Ligabue: l'arte del poeta contadino conquista la Russia
• La Rivoluzione russa. Da Djagilev all'astrattismo
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L’apertura, solenne, si è svolta ieri a Roma nell’ambito della tournée del Teatro statale accademico Mariinskij.
I numeri di questo sontuoso festival, svoltosi nel 2017 in Giappone, e che nel 2019 toccherà gli Stati Uniti, per raggiungere, nel 2020, la Germania, sono già importanti: 58 concerti di musica sinfonica, 54 rappresentazioni teatrali, 43 balletti e diverse mostre, per un totale di 255 eventi in quaranta città italiane. E anche il parterre di partecipanti si preannuncia di tutto rispetto, con le bande iconiche russe, le compagnie di opera, balletto, prosa e folclore, le opere provenienti dai maggiori musei russi, ad accrescere il dialogo interetnico nel quale è la cultura ad indossare gli abiti di ambasciatrice di pace.
Ad inaugurare il Festival è stata l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con una solenne cerimonia alla presenza della delegazione russa guidata da Olga Glodez, vice presidente del Governo della Federazione Russa, e dell'orchestra Sinfonica del leggendario teatro Mariinskij, sotto la direzione di Valery Gergiev per l'esecuzione, in programma fino al 16 gennaio, del ciclo integrale delle celebri Sinfonie.
Dal 14 gennaio, l’antica istituzione musicale con sede a Roma ospiterà anche la mostra Tchaiko-vsky. La sinfonia della vita, che racconta la storia della creazione delle sinfonie di Čajkovskij e l'ultima opera, la più positiva e gioviale, intitolata Iolanta. In mostra ci saranno foto ritratto uniche del compositore Peter Tchaikovsky, i manoscritti delle sinfonie, le copertine delle prime edizioni delle sue opere non postume.
Fino al 31 gennaio, invece, la Reggia di Caserta sfodera il progetto intermuseale Secolo dei Musei, con cento capolavori provenienti dalle residenze imperiali di San Pietroburgo.
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Il calendario completo delle mostre è ancora in fase di aggiornamento, ma è certo che le iniziative saranno molteplici.
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