A Roma dal 23 maggio

Dall'età arcaica al Novecento, al Circo Massimo un viaggio nel tempo tra bighe e tabernae

Una ricostruzione multimediale del Circo Massimo, parte del percorso Circo Maximo Experience. Courtesy Zètema Progetto cultura
 

Samantha De Martin

22/05/2019

Roma - Dai fasti dell’età imperiale al Novecento in 40 minuti, attraverso un percorso itinerante, disponibile in sei lingue, tra quadrighe in corsa, antiche tabernae, il tifo degli appassionati e l’Arco di Tito ricostruito in realtà aumentata in tutta la sua imponente bellezza.
È la potenza della tecnologia, bellezza, che fa rivivere la storia e ricostruisce il variegato volto del Circo Massimo, grazie all’utilizzo di visori di tipo Zeiss VR One Plus accoppiati con smartphone iPhone e sistemi auricolari stereofonici, che offriranno ai visitatori un’esperienza unica di fruizione del sito archeologico.
Apre al pubblico da domani, 23 maggio, il progetto innovativo di valorizzazione in realtà aumentata e in realtà virtuale del Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità.
Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies - Circo Maximo Experience è un progetto che implementa tecnologie interattive di visualizzazione mai realizzate prima in un’area all’aperto di così ampie dimensioni.

Indossando gli appositi visori si potrà compiere un viaggio attraverso ben sette epoche storiche, dalla prima costruzione in legno del Circo ai fasti dell’età imperiale, dal medioevo i primi decenni del Novecento. L’esperienza, fruibile nelle diverse ore del giorno, si articola in otto tappe.
Si comincia con la Valle Murcia - l'area situata tra il colle Palatino e l’Aventino, da sempre luogo d’incontro e scambio tra le popolazioni, nonché sede di culti e riti propiziatori per la fertilità dei campi - per proseguire con le trasformazioni subite dal Circo dal I secolo a.C. al I secolo d.C. Devastanti incendi interessarono l’originaria struttura in legno antecedente a quella in muratura realizzata da Traiano. A questa fase appartengono le strutture oggi visibili.
Si passa poi a esplorare la struttura del Circo Massimo in età imperiale, quando, all’apice del suo splendore, si arricchisce di simboli e significati religiosi, ospitando anche le battute di caccia con animali esotici.

Un'altra tappa è dedicata all’imponente Arco di Tito - il cui attraversamento costituiva un momento fondamentale dei cortei trionfali in onore dei generali e degli imperatori vittoriosi - e ancora alle tabernae, situate nella fascia esterna del Circo, molto frequentate, con le loro merci disparate, non soltanto in occasione degli spettacoli.
La penultima tappa del viaggio consentirà allo spettatore di immergersi nelle trasformazioni che interessarono l’area del Circo Massimo dal medioevo alla prima metà del Novecento. Le ultime gare nel Circo risalgono infatti alla prima metà del VI secolo d.C.
Dopo aver subito, nel tempo, diverse trasformazioni, partire dal 1936 l’area del Circo Massimo fu concessa al Partito Nazionale Fascista, che la utilizzò come spazio espositivo ma anche come vero e proprio stabilimento balneare costituito da tre piscine, smantellate nel 1940 con l’inizio della guerra.
L’ultima tappa di visita, Un giorno al Circo, consentirà, infine, di assistere a un'emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento del pubblico e capovolgimenti di carri.

Al percorso si accede da viale Aventino tutti i giorni dalle 9.30 alle 19 (ora legale); Dalle 9.30 alle 16.30 (ora solare). Ultimo ingresso fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.
In caso di pioggia non sarà possibile fruire dell’esperienza multimediale.

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