Restaurata la facciata della basilica romana
La nuova luce di Santa Maria in Trastevere
La facciata della basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, dopo il restauro. Courtesy of Soprintendenza Speciale di Roma
Samantha De Martin
08/05/2018
Roma - Adesso le tante anime di Santa Maria in Trastevere - che raccontano le tappe più significative della storia di Roma, dall’Alto Medioevo alle fasi rinascimentale e barocca fino all’Ottocento - si possono nuovamente sfogliare come un prezioso album sul quale la storia, nei secoli, ha scritto, con minuziosa pazienza, pagine ricche di arte.
Dopo un anno e mezzo di lavori meticolosi articolati in varie fasi, condotti dal team di restauratori della Soprintendenza Speciale di Roma e circa 400mila euro di fondi spesi, la facciata di uno dei luoghi simbolo della capitale torna a restituire allo sguardo la secolare evoluzione storico-artistica della basilica fondata, secondo la tradizione, da papa Callisto I nel secondo decennio del III secolo, e compiuta da Giulio I negli anni ’40 del IV.
La struttura attuale risale al XII secolo, quando l’edificio venne ricostruito per volere di Innocenzo II, utilizzando anche materiale di spoglio, in particolare marmi, capitelli e colonne, di cui ancora oggi si riconoscono quelli provenienti dalle Terme di Caracalla.
Lo studio delle fonti, la campagna diagnostica e infine la pulitura e il restauro caratterizzato da tecnologie reversibili, avanzate e innovative, hanno riguardato tipologie di manufatti molto diverse: il mosaico medioevale, la pittura parietale ottocentesca, le statue e le strutture in travertino e granito settecentesche, i consolidamenti della muratura e la realizzazione dei percorsi per l'acqua piovana.
Ed eccoli, più brillanti che mai, i mosaici del XII secolo che tagliano orizzontalmente la facciata della basilica - divenuti illeggibili con il passare del tempo e adesso abbaglianti - con l’oro splendente e la Madonna che domina la scena. Adesso il dialogo tra le pitture ottocentesche di Silverio Capparoni, dai colori finalmente nitidi, e le colonne in granito, le statue in travertino del portico settecentesco opera dell’architetto Carlo Fontana, si fa ascoltare regalando a chi guarda una sensazione di rinascita.
«Questo di Santa Maria in Trastevere - ha spiegato il Soprintendente Francesco Prosperetti è stato molto atteso dai romani. Gli affreschi ottocenteschi che risultavano ormai sbiaditi hanno riacquistato leggibilità e il mosaico medioevale l'originaria lucentezza. Un restauro ben riuscito ma particolarmente difficile per l'esigenza di trovare il giusto equilibrio tra il recupero della decorazione ottocentesca e la conservazione dello splendido mosaico medioevale. Grazie alle risorse messe a disposizione dal ministero e dalla Soprintendenza Speciale di Roma torna a splendere una delle piazze più belle della città per il godimento dei cittadini e dei turisti».
Dopo un anno e mezzo di lavori meticolosi articolati in varie fasi, condotti dal team di restauratori della Soprintendenza Speciale di Roma e circa 400mila euro di fondi spesi, la facciata di uno dei luoghi simbolo della capitale torna a restituire allo sguardo la secolare evoluzione storico-artistica della basilica fondata, secondo la tradizione, da papa Callisto I nel secondo decennio del III secolo, e compiuta da Giulio I negli anni ’40 del IV.
La struttura attuale risale al XII secolo, quando l’edificio venne ricostruito per volere di Innocenzo II, utilizzando anche materiale di spoglio, in particolare marmi, capitelli e colonne, di cui ancora oggi si riconoscono quelli provenienti dalle Terme di Caracalla.
Lo studio delle fonti, la campagna diagnostica e infine la pulitura e il restauro caratterizzato da tecnologie reversibili, avanzate e innovative, hanno riguardato tipologie di manufatti molto diverse: il mosaico medioevale, la pittura parietale ottocentesca, le statue e le strutture in travertino e granito settecentesche, i consolidamenti della muratura e la realizzazione dei percorsi per l'acqua piovana.
Ed eccoli, più brillanti che mai, i mosaici del XII secolo che tagliano orizzontalmente la facciata della basilica - divenuti illeggibili con il passare del tempo e adesso abbaglianti - con l’oro splendente e la Madonna che domina la scena. Adesso il dialogo tra le pitture ottocentesche di Silverio Capparoni, dai colori finalmente nitidi, e le colonne in granito, le statue in travertino del portico settecentesco opera dell’architetto Carlo Fontana, si fa ascoltare regalando a chi guarda una sensazione di rinascita.
«Questo di Santa Maria in Trastevere - ha spiegato il Soprintendente Francesco Prosperetti è stato molto atteso dai romani. Gli affreschi ottocenteschi che risultavano ormai sbiaditi hanno riacquistato leggibilità e il mosaico medioevale l'originaria lucentezza. Un restauro ben riuscito ma particolarmente difficile per l'esigenza di trovare il giusto equilibrio tra il recupero della decorazione ottocentesca e la conservazione dello splendido mosaico medioevale. Grazie alle risorse messe a disposizione dal ministero e dalla Soprintendenza Speciale di Roma torna a splendere una delle piazze più belle della città per il godimento dei cittadini e dei turisti».
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