Fino al 3 agosto
La Roma di Albert Watson in mostra a Palazzo Esposizioni
Albert Watson, Roma Codex © Azienda Speciale Palaexpo | Foto: © Alberto Novelli
Samantha De Martin
03/06/2025
Roma - Per oltre due anni “sir Albert Watson” ha girovagato per Roma senza una meta.
Guidato soltanto dal ritmo della città eterna, il fotografo che ha immortalato personalità del calibro di Alfred Hitchcock, Steve Jobs, Kate Moss, ha catturato l’energia della capitale frugando tra volti, architetture, movimenti, rintracciandone lo spirito più autentico utile a un’esplorazione fotografica della dialettica tra grandeur storica e vitalità quotidiana.
Ne è emerso un ritratto collettivo della Roma di oggi, un omaggio nel quale i momenti umani intimi e spontanei dialogano con l’imponenza architettonica e storica della città, in un gioco di rimandi tra Roma e coloro che la abitano e la definiscono.
Fino al 3 agosto incontriamo questa città a Palazzo Esposizioni, all’interno della mostra Roma Codex, la più grande esposizione fotografica mai realizzata in Italia dedicata al fotografo Albert Watson, tra i più iconici del nostro tempo.
Promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo con Studio F.P., la mostra, a cura di Clara Tosi Pamphili, getta uno sguardo fotografico potente e intuitivo sulla città, esplorata ben oltre i suoi stereotipi visivi.

Albert Watson, Roma Codex © Azienda Speciale Palaexpo | Foto: © Alberto Novelli
Il fotografo newyorkese abbatte infatti ogni gerarchia facendo in modo che un ritratto, un paesaggio, un interno, un volto anonimo o una celebrità convivano con la medesima intensità narrativa. Nel suo complesso Roma Codex offre una bussola visiva, al tempo stesso istintiva e meticolosa, per decifrare un luogo ricco di contrasti. Da questo progetto nato da un'idea originale di Studio F.P. che insieme all'Azienda Speciale Palaexpo ha curato e prodotto interamente il lavoro fotografico interpretato dal grande fotografo, scaturisce un racconto antropologico contemporaneo della sua essenza più autentica.
“Non ho voluto osservare Roma con idee preconcette o con la pressione di dover immortalare ciò che il pubblico si aspetta di vedere. La città trabocca di storia, ma io ero interessato a ciò che accade tra i monumenti, nell’energia delle sue strade, nei volti, nel movimento. Ho fotografato in modo istintivo, passando da scuole di danza a club underground, da studi d’artista a caffè notturni. Alcuni momenti erano pianificati, molti altri sono stati frutto del caso. È questa la magia di Roma: si svela, strato dopo strato, se si ha la pazienza di guardarla” spiega Watson.
Albert Watson, Roma Codex © Azienda Speciale Palaexpo | Foto: © Alberto Novelli
Duecento fotografie in bianco e nero e a colori, molte di grande formato, allestite nelle prime tre principali sale di Palazzo Esposizioni Roma, disposte secondo una logica dettata dall'istinto, guidano gli ospiti dal Colosseo all’Ara Pacis, dal Foro Romano a Villa Medici, ma anche attraverso luoghi meno convenzionali come Cinecittà Studios, la Cripta dei Cappuccini, Campo de' Fiori, la Via Appia Antica, la Terrazza del Gianicolo, Porta Portese, l’Imperial Circus. Ci tuffiamo in via dei Pianellari per perderci al cospetto della Piramide Cestia. Ponte Sisto sembra in preda a una magia, mentre via di san Pietro in carcere è un intimo angolo di blu, lo stesso che incornicia un’esibizione del Circo Orfei.
Il tessuto umano della città vibra nei ritratti di Paolo Sorrentino, Valeria Golino, Luca Bigazzi, Luca Zingaretti, Isabella Ferrari, Benedetta Porcaroli, Riccardo Scamarcio, Celeste Della Porta, Kasia Smutniak, Saul Nanni, Pierfrancesco Favino, Elisabetta Benassi, solo per citarne alcuni.
Rifuggendo dall’ovvio, Watson traccia un atlante stratificato dello spirito effervescente e pulsante della città, un luogo in continua evoluzione dai tempi più remoti, crocevia di culture e mondi diversi, sospesa tra l’ingombro della sua storia e l’energica avanguardia del presente.
Guidato soltanto dal ritmo della città eterna, il fotografo che ha immortalato personalità del calibro di Alfred Hitchcock, Steve Jobs, Kate Moss, ha catturato l’energia della capitale frugando tra volti, architetture, movimenti, rintracciandone lo spirito più autentico utile a un’esplorazione fotografica della dialettica tra grandeur storica e vitalità quotidiana.
Ne è emerso un ritratto collettivo della Roma di oggi, un omaggio nel quale i momenti umani intimi e spontanei dialogano con l’imponenza architettonica e storica della città, in un gioco di rimandi tra Roma e coloro che la abitano e la definiscono.
Fino al 3 agosto incontriamo questa città a Palazzo Esposizioni, all’interno della mostra Roma Codex, la più grande esposizione fotografica mai realizzata in Italia dedicata al fotografo Albert Watson, tra i più iconici del nostro tempo.
Promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo con Studio F.P., la mostra, a cura di Clara Tosi Pamphili, getta uno sguardo fotografico potente e intuitivo sulla città, esplorata ben oltre i suoi stereotipi visivi.

Albert Watson, Roma Codex © Azienda Speciale Palaexpo | Foto: © Alberto Novelli
Il fotografo newyorkese abbatte infatti ogni gerarchia facendo in modo che un ritratto, un paesaggio, un interno, un volto anonimo o una celebrità convivano con la medesima intensità narrativa. Nel suo complesso Roma Codex offre una bussola visiva, al tempo stesso istintiva e meticolosa, per decifrare un luogo ricco di contrasti. Da questo progetto nato da un'idea originale di Studio F.P. che insieme all'Azienda Speciale Palaexpo ha curato e prodotto interamente il lavoro fotografico interpretato dal grande fotografo, scaturisce un racconto antropologico contemporaneo della sua essenza più autentica.
“Non ho voluto osservare Roma con idee preconcette o con la pressione di dover immortalare ciò che il pubblico si aspetta di vedere. La città trabocca di storia, ma io ero interessato a ciò che accade tra i monumenti, nell’energia delle sue strade, nei volti, nel movimento. Ho fotografato in modo istintivo, passando da scuole di danza a club underground, da studi d’artista a caffè notturni. Alcuni momenti erano pianificati, molti altri sono stati frutto del caso. È questa la magia di Roma: si svela, strato dopo strato, se si ha la pazienza di guardarla” spiega Watson.
Albert Watson, Roma Codex © Azienda Speciale Palaexpo | Foto: © Alberto Novelli
Duecento fotografie in bianco e nero e a colori, molte di grande formato, allestite nelle prime tre principali sale di Palazzo Esposizioni Roma, disposte secondo una logica dettata dall'istinto, guidano gli ospiti dal Colosseo all’Ara Pacis, dal Foro Romano a Villa Medici, ma anche attraverso luoghi meno convenzionali come Cinecittà Studios, la Cripta dei Cappuccini, Campo de' Fiori, la Via Appia Antica, la Terrazza del Gianicolo, Porta Portese, l’Imperial Circus. Ci tuffiamo in via dei Pianellari per perderci al cospetto della Piramide Cestia. Ponte Sisto sembra in preda a una magia, mentre via di san Pietro in carcere è un intimo angolo di blu, lo stesso che incornicia un’esibizione del Circo Orfei.
Il tessuto umano della città vibra nei ritratti di Paolo Sorrentino, Valeria Golino, Luca Bigazzi, Luca Zingaretti, Isabella Ferrari, Benedetta Porcaroli, Riccardo Scamarcio, Celeste Della Porta, Kasia Smutniak, Saul Nanni, Pierfrancesco Favino, Elisabetta Benassi, solo per citarne alcuni.
Rifuggendo dall’ovvio, Watson traccia un atlante stratificato dello spirito effervescente e pulsante della città, un luogo in continua evoluzione dai tempi più remoti, crocevia di culture e mondi diversi, sospesa tra l’ingombro della sua storia e l’energica avanguardia del presente.
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