Dal 7 giugno a Torino
La Flagellazione di Cristo di Caravaggio alla Reggia di Venaria
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Flagellazione, 1607, olio su tela, 213x266 cm. Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte I Per gentile concessione del FEC-Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno
Samantha De Martin
07/06/2024
Torino - La luce costruisce i volumi che sbucano dall’oscurità. La bellezza e l’incarnato chiaro del Cristo si contrappongono ai corpi scuri dei carnefici, in procinto di sottoporlo alla flagellazione.
La Flagellazione di Cristo di Caravaggio, presentata in un allestimento apposito, arriva alla Reggia di Venaria ad arricchire la mostra “Capodimonte da Reggia a Museo. Cinque secoli di capolavori da Masaccio a Andy Warhol”.
Da oggi, venerdì 7 giugno, il capolavoro realizzato nel 1607 per la chiesa di San Domenico Maggiore durante il primo soggiorno napoletano del maestro, rappresentativo dell’ultima maniera di Caravaggio, custodito dal 1972 al Museo di Capodimonte, si potrà ammirare in tutto il suo splendore.

"Capodimonte da Reggia a Museo. Cinque secoli di capolavori da Masaccio a Andy Warhol". Reggia di Venaria. Foto M. Borsano
L’opera caravaggesca si unisce agli oltre sessanta lavori esposti nelle Sale delle Arti della Reggia, in prestito dalle collezioni artistiche di Capodimonte, che annoverano i più grandi maestri della storia dell’arte, da Masaccio a Parmigianino, da Caravaggio a Tiziano.
La Flagellazione era stata destinata alla cappella della famiglia de Franchis, nella chiesa di San Domenico Maggiore, a Napoli. Ma al terzo tentativo accertato di furto, nel 1972, la tela fu spostata a Capodimonte, diventando l’unico Caravaggio delle collezioni. Nell’ultimo allestimento, dal 2022, il quadro è esposto da solo, a metà del secondo piano, in una sala dedicata, mentre dal 2018 è stato provvisto di una cornice intagliata e dorata in oro zecchino, recuperata nei depositi del museo.
Seconda delle commissioni pubbliche pervenuteci dei due soggiorni di Caravaggio a Napoli, l’opera mostra il Cristo legato a una colonna, flagellato da due carnefici, mentre un terzo, accovacciato in basso, è intento a legare alcune fascine per sferrare un ulteriore colpo. Mentre il Cristo appare uno dei nudi più umani e veri che siano mai stati dipinti, le figure degli scherani sono realizzate con pochi colori e quasi senza disegno.

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Flagellazione, 1607, Olio su tela, 213 x 266 cm, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
L’ultimo stile del Caravaggio, di cui questo dipinto rappresenta una delle espressioni più alte, prevede un’esecuzione rapida, volutamente antiaccademica. Gli esami e gli approfondimenti diagnostici, rivelatisi decisivi negli studi caravaggeschi degli ultimi anni, hanno rivelato come, al di sotto della figura del flagellatore di destra, l'artista avesse immaginato, in un primo tempo, un ritratto, probabilmente quello del committente stesso.
Leggi anche:
• I tesori di Capodimonte in mostra a Torino
La Flagellazione di Cristo di Caravaggio, presentata in un allestimento apposito, arriva alla Reggia di Venaria ad arricchire la mostra “Capodimonte da Reggia a Museo. Cinque secoli di capolavori da Masaccio a Andy Warhol”.
Da oggi, venerdì 7 giugno, il capolavoro realizzato nel 1607 per la chiesa di San Domenico Maggiore durante il primo soggiorno napoletano del maestro, rappresentativo dell’ultima maniera di Caravaggio, custodito dal 1972 al Museo di Capodimonte, si potrà ammirare in tutto il suo splendore.

"Capodimonte da Reggia a Museo. Cinque secoli di capolavori da Masaccio a Andy Warhol". Reggia di Venaria. Foto M. Borsano
L’opera caravaggesca si unisce agli oltre sessanta lavori esposti nelle Sale delle Arti della Reggia, in prestito dalle collezioni artistiche di Capodimonte, che annoverano i più grandi maestri della storia dell’arte, da Masaccio a Parmigianino, da Caravaggio a Tiziano.
La Flagellazione era stata destinata alla cappella della famiglia de Franchis, nella chiesa di San Domenico Maggiore, a Napoli. Ma al terzo tentativo accertato di furto, nel 1972, la tela fu spostata a Capodimonte, diventando l’unico Caravaggio delle collezioni. Nell’ultimo allestimento, dal 2022, il quadro è esposto da solo, a metà del secondo piano, in una sala dedicata, mentre dal 2018 è stato provvisto di una cornice intagliata e dorata in oro zecchino, recuperata nei depositi del museo.
Seconda delle commissioni pubbliche pervenuteci dei due soggiorni di Caravaggio a Napoli, l’opera mostra il Cristo legato a una colonna, flagellato da due carnefici, mentre un terzo, accovacciato in basso, è intento a legare alcune fascine per sferrare un ulteriore colpo. Mentre il Cristo appare uno dei nudi più umani e veri che siano mai stati dipinti, le figure degli scherani sono realizzate con pochi colori e quasi senza disegno.

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Flagellazione, 1607, Olio su tela, 213 x 266 cm, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
L’ultimo stile del Caravaggio, di cui questo dipinto rappresenta una delle espressioni più alte, prevede un’esecuzione rapida, volutamente antiaccademica. Gli esami e gli approfondimenti diagnostici, rivelatisi decisivi negli studi caravaggeschi degli ultimi anni, hanno rivelato come, al di sotto della figura del flagellatore di destra, l'artista avesse immaginato, in un primo tempo, un ritratto, probabilmente quello del committente stesso.
Leggi anche:• I tesori di Capodimonte in mostra a Torino
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Mondo | A Madrid dal 25 novembre al 1° marzo
Il Museo del Prado "riscopre" Anton Raphael Mengs
-
Dal 24 al 30 novembre sul piccolo schermo
La settimana dell’arte in tv, dal capolavoro perduto di Klimt ai dipinti di Vermeer sotto la lente
-
Firenze | Uno spazio rinnovato per l’opera iconica dell’arte etrusca
Riapre la sala della Chimera. Al Museo Archeologico Nazionale di Firenze un’esperienza immersiva tra teatralità e contemplazione
-
Mondo | A Sindelfingen, vicino a Stoccarda, fino al 21 giugno 2026
Mario Schifano: quando l'arte è propaganda
-
Mondo | Dal 5 dicembre al 3 maggio
Arts of the Earth: Bilbao immagina il museo del futuro
-
Bologna | In mostra dal 14 novembre al 15 febbraio
Michelangelo e Bologna, una storia da rivivere a Palazzo Fava