Dal 16 novembre al 19 febbraio a Palazzo Madama
Odissee. Da Ulisse a Pistoletto, 60mila anni di viaggi in mostra a Torino

Pompeo Batoni, Enea che fugge da Troia in fiamme, 1754-56, olio su tela, Torino, Musei Reali - Galleria Sabauda
Samantha De Martin
13/11/2017
Torino - Il viaggio incontra l’arte e si fa bronzo, marmo, terracotta per raccontare il cammino plurimillenario dell’umanità sulla terra, dalle peregrinazioni mitologiche di Ulisse alle migrazioni dell’uomo contemporaneo.
La Corte medievale di Palazzo Madama, dal 16 novembre al 19 febbraio, diventa una sorta di macchina del tempo, nella quale dipinti e sculture, antichi libri e miniature indiane, carte geografiche e argenti ebraici - disposti in ordine crolologico in dodici sezioni - raccontano la storia del pianeta terra e dei suoi abitanti, un po’ artisti, un po’ conquistatori ed eroi.
E se viaggio fa rima con Ulisse, ma anche con Enea, dispora ebraica e crociate, pellegrinaggi e colonizzazioni, emigrazioni europee verso le Americhe, il percorso tra le cento opere provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama e da diversi musei nazionali - dal Museo Egizio di Torino al Museo Archeologico di Aosta, dal Museo del Bargello di Firenze al Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli - si preannuncia avvincente ed estremamente vario.
A fare da sfondo alle vetrine di questo percorso intitolato Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi, ideato dal direttore di Palazzo Madama, Guido Curto, le grandi carte geografiche elaborate appositamente per la mostra da Libreria Geografica che pubblica anche il catalogo.
In questa fitta tela disegnata da avvicinamenti e scontri - come quello tra Romani e barbari, evidenziato in tutta la sua drammaticità nello straordinario pettorale da cavallo in bronzo, il balteo, prestito eccezionale del MAR-Museo Archeologico Regionale di Aosta - si inseriscono alcuni reperti di arte ostrogota e longobarda, oggetti in vetro e anche un pianoforte meccanico di inizio Novecento dal Musée Savoisien di Chambéry, testimonianza dell’emigrazione in Francia e in Sud America tra Otto e Novecento.
Ci sono anche la Venere di Laussel - un bassorilievo inciso su un blocco di calcare circa 25mila anni fa, con ritratta una figura femminile che tiene nella mano destra un corno di bisonte - e un vaso per l’acqua (hydria) datato 520 a.C. con raffigurato l’accecamento di Polifemo, in questo cammino nell’arte del viaggio, dal quale non mancano dipinti e sculture. Come l’Enea che fugge da Troia in fiamme di Pompeo Batoni, una Dea Minerva del II secolo o ancora un anello nunziale in oro del II secolo d.C.
L'opera specchiante Love Difference di Michelangelo Pistoletto, con il bacino del Mediterraneo sullo sfondo di una bandiera immaginaria, chiude questo percorso che corre per circa 70mila anni raccontando storie di popoli perennemente in viaggio.
Leggi anche:
• Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi
La Corte medievale di Palazzo Madama, dal 16 novembre al 19 febbraio, diventa una sorta di macchina del tempo, nella quale dipinti e sculture, antichi libri e miniature indiane, carte geografiche e argenti ebraici - disposti in ordine crolologico in dodici sezioni - raccontano la storia del pianeta terra e dei suoi abitanti, un po’ artisti, un po’ conquistatori ed eroi.
E se viaggio fa rima con Ulisse, ma anche con Enea, dispora ebraica e crociate, pellegrinaggi e colonizzazioni, emigrazioni europee verso le Americhe, il percorso tra le cento opere provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama e da diversi musei nazionali - dal Museo Egizio di Torino al Museo Archeologico di Aosta, dal Museo del Bargello di Firenze al Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli - si preannuncia avvincente ed estremamente vario.
A fare da sfondo alle vetrine di questo percorso intitolato Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi, ideato dal direttore di Palazzo Madama, Guido Curto, le grandi carte geografiche elaborate appositamente per la mostra da Libreria Geografica che pubblica anche il catalogo.
In questa fitta tela disegnata da avvicinamenti e scontri - come quello tra Romani e barbari, evidenziato in tutta la sua drammaticità nello straordinario pettorale da cavallo in bronzo, il balteo, prestito eccezionale del MAR-Museo Archeologico Regionale di Aosta - si inseriscono alcuni reperti di arte ostrogota e longobarda, oggetti in vetro e anche un pianoforte meccanico di inizio Novecento dal Musée Savoisien di Chambéry, testimonianza dell’emigrazione in Francia e in Sud America tra Otto e Novecento.
Ci sono anche la Venere di Laussel - un bassorilievo inciso su un blocco di calcare circa 25mila anni fa, con ritratta una figura femminile che tiene nella mano destra un corno di bisonte - e un vaso per l’acqua (hydria) datato 520 a.C. con raffigurato l’accecamento di Polifemo, in questo cammino nell’arte del viaggio, dal quale non mancano dipinti e sculture. Come l’Enea che fugge da Troia in fiamme di Pompeo Batoni, una Dea Minerva del II secolo o ancora un anello nunziale in oro del II secolo d.C.
L'opera specchiante Love Difference di Michelangelo Pistoletto, con il bacino del Mediterraneo sullo sfondo di una bandiera immaginaria, chiude questo percorso che corre per circa 70mila anni raccontando storie di popoli perennemente in viaggio.
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