Luca Beatrice racconta Millais e Rossetti, ma anche Tim Burton e i Cure
Preraffaelliti, si leva il velo sulla mostra a Palazzo Chiablese
Proserpine, Dante Gabriel Rossetti, 1874
E. Bramati
19/04/2014
Torino - Palazzo Chiablese apre al pubblico l'attesissima mostra "Preraffaelliti. L'utopia della bellezza", che fino al 13 luglio 2014 presenterà per la prima volta a Torino e in Italia alcuni capolavori indiscussi della Confraternita, summa pittorica dell’età vittoriana.
L'esposizione, curata da Alison Smith, arriva in seguito ad un tour mondiale, di cui fanno parte 70 capolavori provenienti dalla collezione della Tate di Londra. Accanto a questi, la voce di Luca Beatrice racconterà le influenze di questo movimento artistico sulla cultura occidentale, tra gotico e dark, a partire dagli anni ‘80.
Autentici precursori dello stile New Gothic e, per alcuni aspetti, eredi delle tematiche preraffaellite sono ad esempio i registi Tim Burton e Francis Ford Coppola, con le loro poetiche visionarie, ma anche la moda dark di Alexandre McQueen, Karl Lagerfeld, John Galliano e Jean Paul Gaultier o, ancora, i gruppi del dark inglese come i Big Four, i Joy Division, i Bauhaus e, soprattutto, i Cure.
Quella dei Preraffaelliti è infatti una storia di ribellione, che ha inizio con tre giovanissimi artisti, John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, determinati ad opporsi al soffocante establishment del loro tempo.
La Confraternita, da loro fondata nel settembre del 1848, aveva l’obiettivo radicale di cambiare la società attraverso l'arte, ispirandosi agli ideali del passato e del primissimo Rinascimento, della natura e della letteratura.
Accanto a personaggi (principalmente femminili) tratti da Dante e da Shakespeare, irreali eppure dipinti nel modo più veritiero e naturale possibile, emergono temi simbolici e religiosi, espressi con un’intensità che spesso sconvolse i critici d’arte vittoriani, e che li portò addirittura ad essere additati come fonte di oscuri messaggi teologici.
Esortati dalle idee del loro mecenate John Ruskin, i membri del movimento furono perfino portatori di messaggi sociali, proponendo il ritorno ad un mondo più giusto, basato sul reciproco sostegno tra classi sociali.
Successivamente, intorno al 1855, un gruppo di giovani artisti, ispirati in particolare al lavoro di Rossetti, formò una seconda generazione di Preraffaelliti, che andarono oltre l’opera dei fondatori cimentandosi con l’interior design e con la realizzazione di mobili, tessuti e carte da parati.
Attraverso sette sezioni, la mostra consentirà di ammirare celebri opere come l'"Ofelia" di Millais, "L’amata (La sposa)" e la "Proserpina" di Rossetti e la "Sidonia von Bork" di Edward Burne?Jones.
L'esposizione, curata da Alison Smith, arriva in seguito ad un tour mondiale, di cui fanno parte 70 capolavori provenienti dalla collezione della Tate di Londra. Accanto a questi, la voce di Luca Beatrice racconterà le influenze di questo movimento artistico sulla cultura occidentale, tra gotico e dark, a partire dagli anni ‘80.
Autentici precursori dello stile New Gothic e, per alcuni aspetti, eredi delle tematiche preraffaellite sono ad esempio i registi Tim Burton e Francis Ford Coppola, con le loro poetiche visionarie, ma anche la moda dark di Alexandre McQueen, Karl Lagerfeld, John Galliano e Jean Paul Gaultier o, ancora, i gruppi del dark inglese come i Big Four, i Joy Division, i Bauhaus e, soprattutto, i Cure.
Quella dei Preraffaelliti è infatti una storia di ribellione, che ha inizio con tre giovanissimi artisti, John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, determinati ad opporsi al soffocante establishment del loro tempo.
La Confraternita, da loro fondata nel settembre del 1848, aveva l’obiettivo radicale di cambiare la società attraverso l'arte, ispirandosi agli ideali del passato e del primissimo Rinascimento, della natura e della letteratura.
Accanto a personaggi (principalmente femminili) tratti da Dante e da Shakespeare, irreali eppure dipinti nel modo più veritiero e naturale possibile, emergono temi simbolici e religiosi, espressi con un’intensità che spesso sconvolse i critici d’arte vittoriani, e che li portò addirittura ad essere additati come fonte di oscuri messaggi teologici.
Esortati dalle idee del loro mecenate John Ruskin, i membri del movimento furono perfino portatori di messaggi sociali, proponendo il ritorno ad un mondo più giusto, basato sul reciproco sostegno tra classi sociali.
Successivamente, intorno al 1855, un gruppo di giovani artisti, ispirati in particolare al lavoro di Rossetti, formò una seconda generazione di Preraffaelliti, che andarono oltre l’opera dei fondatori cimentandosi con l’interior design e con la realizzazione di mobili, tessuti e carte da parati.
Attraverso sette sezioni, la mostra consentirà di ammirare celebri opere come l'"Ofelia" di Millais, "L’amata (La sposa)" e la "Proserpina" di Rossetti e la "Sidonia von Bork" di Edward Burne?Jones.
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