Una raccolta fondi per riportare a Torino il suo oro bianco

AM Torino | Massimo d'Azeglio, Natura morta con fiori e oggetti (fiori e vasetto), 1843 ca. GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.
 

08/02/2013

Torino - Nel 1709, durante il regno di Augusto II il Forte, in Polonia, grazie agli esperimenti di un alchimista che riesce a riprodurre quel materiale ceramico, lucido e candido nella produzione del quale erano maestri i Cinesi, nel 1710 nasce la Real Fabbrica di Porcellane di Meissen, una località molto vicina a Dresda. Possedere oggetti prodotti qui, a quel tempo, è privilegio di pochi e tra questi pochi c’è uno dei ministri più fidati di Augusto II, vale a dire Pietro Roberto Taparelli, nobile piemontese, conte di Lagnasco, generale di cavalleria, ambasciatore all’Aia, Roma e Vienna. 

Dalla manifattura reale di Meissen, infatti,  gli giunge, non si sa se per una commissione o per dono, un prezioso servizio da caffè, thè e cioccolata, contrassegnato dalle armi della sua nobile famiglia e da un decoro ispirato alle porcellane giapponesi Kakiemon, con “fiori indiani” sparsi. Alla morte del generale il servizio passa di mano in mano tra gli eredi. Tra questi c’era il grande Massimo d’Azeglio, che, nella primavera del 1843, decise di porre una delle tazzine del servizio in porcellana nella composizione di un suo dipinto di fiori, ancora oggi conservato alla Galleria Civica d’Arte Moderna, a Torino

Se non fosse stato per quel gesto, probabilmente oggi di quel servizio di rara bellezza si sarebbe persa la memoria.  Invece nel 2010 Cristina Maritano, curatore delle collezioni di ceramica di Palazzo Madama, incuriosita, inizia a cercare notizie su quell’oggetto in porcellana che compare nel dipinto e, con l’aiuto di Johanna Lessman, esperta di porcellane di Meissen, nel 2011 ritrova l’intero servizio formato da quarantatre pezzi, completamente integro, nonostante gli anni. E’ in vendita ma per comprarlo occorrono 66mila sterline (circa 80mila euro), da raccogliere entro il 31 marzo 2013. 

Nasce così l’idea dell’iniziativa di crowdunding: “Torino, i suoi cittadini e il suo museo hanno l’opportunità di una sfida nuova e inedita: quella di compiere un gesto di generosità verso la storia e verso la cultura; di impegnarsi per il restauro di una memoria che riguarda non solo il patrimonio artistico, ma anche l’eredità di una famiglia, i Taparelli d’Azeglio, che tanto ha dato in termini di impegno civile, morale e culturale  per le radici di una nuova Nazione”, si legge sulla homepage del sito Internet di Palazzo Madama (www.palazzomadamatorino.it). Una iniziativa volta anche a celebrare, oltre alla memoria di Roberto, Massimo e Emanuele d’Azeglio, grandi appassionati d’arte dell’Ottocento,  anche il 150° anniversario della fondazione del Museo Civico d'Arte Antica.

Nicoletta Speltra



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