Fino al 31 marzo in mostra a Palazzo Meizlik i gioielli dell’Istituto dell’Arte Realista di Mosca

Ad Aquileia la pittura russa è un libro aperto sull’anima

Britov K.N., Flood near the Pokrov Monastery on the River Nerl, 1996 | Courtesy of Fondazione Aquileia
 

Francesca Grego

19/02/2019

Udine - “Luce diffusa, spazi e sovrumani silenzi, venti gelidi o brezze delicate, natura incantata, figure di monaci a sintetizzare l’umanità intera sospesa sulla sponda dell’infinito a leggere e a interrogarsi”: Oriente e Occidente si confrontano ancora una volta ad Aquileia nella mostra appena inaugurata a Palazzo Meizlik, dove l’anima incontra i sensi parlando…russo.
Frutto della collaborazione tra la Fondazione Aquileia e il Consiglio Patriarcale per la Cultura di Mosca, in partnership con il Comune di Aquileia, l’Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede, l’Istituto dell’Arte Realista Russa e la società ART-Courier, “Libro Aperto. Soggetti religiosi nell’arte dei pittori russi dei secoli XX e XXI” porta in Italia uno spaccato dell’arte venuta dall’Est, in un sorprendente abbraccio di realismo e spiritualità.
 
In mostra 35 tele in gran parte provenienti dall’Istituto dell’Arte Realista Russa, il principale museo privato moscovita, che dal 2011 sfoggia su 4500 metri di spazi espositivi una delle più importanti raccolte di pittura nazionale dedicate al genere realistico.
Nella selezione pensata per il pubblico italiano, i visitatori potranno scoprire nomi che in Russia godono di una reputazione consolidata – da Sergej Gerasimov a Michail Končhalovskij e Andrej Tutunov – insieme a una nuova leva di talenti emergenti, lungo un percorso che spazia tra l’arte sovietica e il tardo Novecento, per arrivare ai nostri giorni. Paesaggi, scene di vita quotidiana, cupole dorate e apparizioni mistiche punteggiano la strada di un altrove che non è soltanto fisico, toccando da vicino – con inevitabile spaesamento - il mistero della vita e “la presenza di Dio, inafferrabile e familiare al tempo stesso”, come scrive nel suo contributo critico alla mostra don Alessio Geretti.
 
Non è un caso che tutto questo accada ad Aquileia. Storico crocevia di culture e sede di un’antichissima comunità cristiana che trovò espressione nel Patriarcato, la cittadina friulana porta impresso nel DNA un intreccio di bellezza e spiritualità che individua i suoi esiti più alti nei preziosi mosaici della Basilica: qui quel che a un occhio superficiale può apparire come un eccezionale repertorio di piante, frutti, animali, oggetti e persone, a un altro livello rappresenta una porta dischiusa sulla profondità della rivelazione teologica.
“Ancora una volta attraverso l’arte Aquileia riesce a essere luogo di dialogo e ponte tra Oriente e Occidente”, commenta il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi, richiamando la storia cosmopolita della città, ma anche le numerose iniziative portate avanti di recente nel segno della diplomazia culturale: “Il messaggio spirituale dell’arte russa giunge nella culla del cristianesimo e ci regala uno sguardo sul mondo della grande cultura russa che un contributo così importante ha dato alla cultura e all’arte europea”.
 
La mostra “Libro Aperto. Soggetti religiosi nell’arte dei pittori russi dei secoli XX e XXI” sarà visitabile fino al 31 marzo nelle sale di Palazzo Meizlik.
 
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