Il Museo Archeologico al centro di un progetto di ricerca internazionale

Dall’antica Aquileia, storie di ceramiche e civiltà

Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, un momento del progetto di ricerca sulle ceramiche di età romana
 

Francesca Grego

25/10/2018

Udine - Non basta conservare, restaurare, esporre: l’archeologia è una fonte perenne di nuove domande. Lo sanno bene al MAN di Aquileia, che in questi giorni si trasforma in un centro di ricerca e ospita il corso di “Perfezionamento internazionale sulla ceramica di età romana”: un progetto realizzato dalle Università di Verona e Innsbruck con il Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Magonza, in collaborazione con il Polo Museale e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio della Fondazione Aquileia.
Ma perché mai esperti e studenti di otto paesi europei (Italia, Germania, Austria, Spagna, Francia, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca) si sono dati appuntamento proprio qui dal 22 al 26 ottobre? Cosa avranno da raccontare le ceramiche del Museo Archeologico Nazionale?
 
Essenziali e quotidiane o adorne di splendidi decori, le ceramiche sono importantissime testimonianze storiche perché ci aiutano a ricostruire le rotte e le dinamiche dei commerci nel mondo antico. A differenza delle derrate alimentari resistono bene al passaggio del tempo e, variando in relazione alle mode e agli stili di vita, rappresentano una miniera di informazioni sull’evoluzione dell’economia e sui contatti tra i popoli nel corso dei secoli.
In particolare, le ceramiche del MAN di Aquileia ne hanno di storie da svelare. In epoca romana la cittadina fu un nodo nevralgico dei traffici tra il Mediterraneo e il Nord Est dell’Impero: merci provenienti dall’Africa, dalla Grecia, dalla penisola iberica e dalle coste siro palestinesi si incontravano qui in una metropoli cosmopolita, mentre le botteghe locali erano attive nella produzione di vasellame, anfore e lucerne. Un patrimonio valorizzato dal nuovo allestimento del Museo Archeologico, che mette in scena la straordinaria vivacità commerciale e produttiva della città antica, mentre nuove sorprese attendono gli studiosi nei depositi, custodi di un gran numero di ulteriori reperti.
 
È questa la ragione per cui gli organizzatori Diana Dobreva e Florian Schimmer hanno scelto Aquileia. Qui dimostrazioni di archeologia sperimentale e visite guidate al nuovo itinerario espositivo potranno affiancare le lezioni tradizionali, sfruttando appieno le peculiarità del museo.
“Per il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia è molto importante poter ospitare attività come questa”, commenta la direttrice Marta Novello: “la ricerca rappresenta infatti uno degli elementi cardine dell’attività museale ed è grazie a essa e ai suoi risultati che il museo può continuare a essere un organismo vivo, in grado di rinnovarsi e acquisire gli strumenti per presentarsi al pubblico in forme continuamente aggiornate”.
 
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