Dal 18 marzo il dipinto tornerà ad essere esposto a Pallazzo Borromeo all'Isola Bella
Il mistero svelato di Margherita Medici
Ritratto di Margherita Medici di Marignano con i figli Federico II, Vitaliano V e Carlo
L. Sanfelice
10/02/2016
Verbano-Cusio-Ossola - Il Ritratto di Margherita Medici di Marignano con i figli Federico II, Vitaliano V e Carlo nascondeva una sorpresa.
Osservando il maestoso dipinto che rappresenta la moglie e i rampolli di Gilberto II Borromeo, gli storici dell'arte avevano intuito da tempo che qualcosa non tornava. Il ritratto, collocato in una delle sale di Palazzo Borromeo all'Isola Bella, mostrava infatti stili e pennellate differenti e tradiva una doppia paternità, in particolare attorno alla figura del più giovane dei figli, raffigurato sulla destra in secondo piano con pennellate dal tratto più morbido e fluido.
L'opera riconducibile alla mano del pittore manierista lombardo Panfilo Nuvolone del resto custodiva un segreto proprio in quell'area e a rivelarlo è stato il restauro voluto dai Principi Borromeo che ha finalmente fugato i dubbi avanzati in precedenza sottoponendo il dipinto ad una serie di riflettografie che hanno permesso di accertare che il San Carlo fanciullo non era previsto nella stesura originale.
Dove oggi si ammira la piccola figura, l'equipe che sotto la guida di Carlotta Beccaria ha eseguito gli esami ha rintracciato una prosecuzione del tendaggio che inquadra i personaggi, prova del fatto che San Carlo venne aggiunto in seguito.
La congettura più verosimile è che per completare il ritratto della nobile famiglia, i Borromeo si siano rivolti a Carlo Francesco Nuvolone, figlio dell'autore dell'originale.
I visitatori potranno ammirare i risultati del complesso intervento dal prossimo 18 marzo quando il ritratto tornerà ad essere esposto nel Palazzo.
Osservando il maestoso dipinto che rappresenta la moglie e i rampolli di Gilberto II Borromeo, gli storici dell'arte avevano intuito da tempo che qualcosa non tornava. Il ritratto, collocato in una delle sale di Palazzo Borromeo all'Isola Bella, mostrava infatti stili e pennellate differenti e tradiva una doppia paternità, in particolare attorno alla figura del più giovane dei figli, raffigurato sulla destra in secondo piano con pennellate dal tratto più morbido e fluido.
L'opera riconducibile alla mano del pittore manierista lombardo Panfilo Nuvolone del resto custodiva un segreto proprio in quell'area e a rivelarlo è stato il restauro voluto dai Principi Borromeo che ha finalmente fugato i dubbi avanzati in precedenza sottoponendo il dipinto ad una serie di riflettografie che hanno permesso di accertare che il San Carlo fanciullo non era previsto nella stesura originale.
Dove oggi si ammira la piccola figura, l'equipe che sotto la guida di Carlotta Beccaria ha eseguito gli esami ha rintracciato una prosecuzione del tendaggio che inquadra i personaggi, prova del fatto che San Carlo venne aggiunto in seguito.
La congettura più verosimile è che per completare il ritratto della nobile famiglia, i Borromeo si siano rivolti a Carlo Francesco Nuvolone, figlio dell'autore dell'originale.
I visitatori potranno ammirare i risultati del complesso intervento dal prossimo 18 marzo quando il ritratto tornerà ad essere esposto nel Palazzo.
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