Castello Normanno (Castello di Venere)

Erice, Via Vito Carvini 2

 
  • Dove: Erice, Via Vito Carvini 2
  • Indirizzo: Via Vito carvini 2
  • E-Mail: info@fondazioneericearte.org
  • Telefono: +39 366 6712832
  • Apertura: dal 1 gennaio all'ultima domenica di marzo
    feriali: su prenotazione telefonica (da effettuarsi almeno 24 ore prima);
    sabato e festivi: ore 10 - 16

    dal giorno successivo ultima domenica di marzo al 31 maggio
    tutti i giorni: ore 10 - 18

    dal 1 giugno al 14 luglio
    tutti i giorni: ore 10 - 19

    dal 15 luglio al 14 settembre
    tutti i giorni: ore 10 - 20

    dal 15 settembre all'ultima domenica di ottobre
    tutti i giorni: ore 10 - 19

    dal giorno successivo all'ultima domenica di ottobre al 31 dicembre
    feriale: su prenotazione telefonica (da effettuarsi almeno 24 ore prima);
    sabato e festivi: ore 10 - 16
  • Costo: intero 4 € (12 € in caso di biglietto integrato castello + Museo + Torretta + Quartiere Spagnolo + erice in miniatura)

    Ridotto 2 € (6 € in caso di biglietto integrato: castello + Museo + Torretta + Quartiere Spagnolo + erice in miniatura)
 
DESCRIZIONE:
Il Castello Normanno di Erice, o Castello di Venere, sorge sulle rovine di quello che in origine era un santuario a cui in epoca romana si sovrappose un tempio dedicato alla Venus Erycina. Qui risiedevano le sacerdotesse che praticavano l’arte della prostituzione sacra con i pellegrini che si recavano sul picco roccioso per rendere omaggio alla dea.
I resti della struttura oggi visibili corrispondono alla fortezza che i Normanni eressero nel 1100 recuperando i materiali lapidei preesistenti. Il castello funzionava anche da carcere ed era collegato alle Torri del Balio da un ponte levatoio, successivamente sostituito dalla gradinata che ancora oggi è possibile ammirare.
Fino al XVI secolo la struttura fu presidio militare spagnolo. Il passaggio nelle mani del Comune avvenne con la riforma borbonica (1818-1819), ma alla fine del secolo, il conte Agostino Pepoli siglò con l'amministrazione della città un accordo: in cambio della concessione effettuò una bonifica dell’area, creò un giardino, restaurò due delle tre torri ormai diroccate, e ricostruì la torre pentagonale andata distrutta nel XV secolo.
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