A Place in the Sun - Biennale Arte Venezia 2026
Genti Korini, A Place in the Sun (still), 2026, Three-channel video installation | Courtesy © the artist
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Arsenale - Padiglione Albania
Indirizzo: Campo de la Tana
Curatori: Małgorzata Ludwisiak (curator)
Enti promotori:
- Ministry of Tourism
- Culture and Sport
Il Padiglione Albanese alla 61ª Biennale di Venezia presenta A Place in the Sun, un'installazione video dell'artista albanese Genti Korini, curata dalla curatrice e critica d'arte polacca Małgorzata Ludwisiak.
Nell'opera video a tre canali, recitazione dal vivo, marionette, animazione e una colonna sonora originale convergono per formare un teatro fittizio allestito in Zaum, un linguaggio sperimentale transrazionale sviluppato dai poeti futuristi russi all'inizio del XX secolo. Zaum fu creato come un "linguaggio puro", privo di regole grammaticali e sintattiche, con l'intento di decostruire l'ordine sociale. L'artista utilizza l'irrazionalità di Zaum per condurre lo spettatore ai limiti del linguaggio e oltre le possibilità di comunicazione, permettendogli di creare uno spazio in cui tutto può essere detto in modo nuovo.
Da un lato, la mostra diagnostica l'Albania come un "luogo da qualche parte", invariabilmente definito da proiezioni esterne e interne su di essa. Dall'altro lato, diventa un'espressione poetica di tutte le culture invisibili, le lingue minoritarie e l'ignoto. Il principale punto di riferimento per l'artista è la rivista "A Bloodless Murder" e il suo "Numero sull'Albania" (1916), pubblicato da un gruppo d'avanguardia con sede a Pietrogrado (oggi San Pietroburgo). Questa rivista satireggiava le pretese nazionalistiche e imperialiste della Russia pre-rivoluzionaria,ritraendo l'Albania attraverso un prisma di esotismo e fantasia orientalista. All'interno dello sguardo coloniale presentato in Albanian Issue, l'Albania emerge simultaneamente come una frontiera romanticizzata e come palcoscenico per gerarchie di civiltà, rivelando più sulle ansie e le ambizioni dei suoi osservatori stranieri che sul paese stesso.
I dipinti, i video, gli oggetti e le fotografie di Genti Korini, così come il suo ultimo film, Spider's Envy, presentato a Manifesta 14 (2022), ruotano attorno alla storia dell'Albania e al suo rapporto con la modernità, al suo patrimonio passato e presente e alle tensioni tra realtà e finzione, meno come narrazioni fisse che come condizioni instabili. Questo progetto rappresenta la continuazione del consolidato interesse di Genti Korini per le identità culturali e le loro complesse manifestazioni. Korini collega l'inquietudine del presente e le proiezioni sull'ignoto ai sogni inquieti di un secolo fa, quando confini, lingue e identità erano in continua evoluzione. "Un posto al sole" diventa un palcoscenico speculativo in cui storia, fantasia e immaginazione ideologica si sovrappongono.
Il Padiglione albanese è stato commissionato dal Ministero del Turismo, della Cultura e dello Sport dell'Albania.
Nell'opera video a tre canali, recitazione dal vivo, marionette, animazione e una colonna sonora originale convergono per formare un teatro fittizio allestito in Zaum, un linguaggio sperimentale transrazionale sviluppato dai poeti futuristi russi all'inizio del XX secolo. Zaum fu creato come un "linguaggio puro", privo di regole grammaticali e sintattiche, con l'intento di decostruire l'ordine sociale. L'artista utilizza l'irrazionalità di Zaum per condurre lo spettatore ai limiti del linguaggio e oltre le possibilità di comunicazione, permettendogli di creare uno spazio in cui tutto può essere detto in modo nuovo.
Da un lato, la mostra diagnostica l'Albania come un "luogo da qualche parte", invariabilmente definito da proiezioni esterne e interne su di essa. Dall'altro lato, diventa un'espressione poetica di tutte le culture invisibili, le lingue minoritarie e l'ignoto. Il principale punto di riferimento per l'artista è la rivista "A Bloodless Murder" e il suo "Numero sull'Albania" (1916), pubblicato da un gruppo d'avanguardia con sede a Pietrogrado (oggi San Pietroburgo). Questa rivista satireggiava le pretese nazionalistiche e imperialiste della Russia pre-rivoluzionaria,ritraendo l'Albania attraverso un prisma di esotismo e fantasia orientalista. All'interno dello sguardo coloniale presentato in Albanian Issue, l'Albania emerge simultaneamente come una frontiera romanticizzata e come palcoscenico per gerarchie di civiltà, rivelando più sulle ansie e le ambizioni dei suoi osservatori stranieri che sul paese stesso.
I dipinti, i video, gli oggetti e le fotografie di Genti Korini, così come il suo ultimo film, Spider's Envy, presentato a Manifesta 14 (2022), ruotano attorno alla storia dell'Albania e al suo rapporto con la modernità, al suo patrimonio passato e presente e alle tensioni tra realtà e finzione, meno come narrazioni fisse che come condizioni instabili. Questo progetto rappresenta la continuazione del consolidato interesse di Genti Korini per le identità culturali e le loro complesse manifestazioni. Korini collega l'inquietudine del presente e le proiezioni sull'ignoto ai sogni inquieti di un secolo fa, quando confini, lingue e identità erano in continua evoluzione. "Un posto al sole" diventa un palcoscenico speculativo in cui storia, fantasia e immaginazione ideologica si sovrappongono.
Il Padiglione albanese è stato commissionato dal Ministero del Turismo, della Cultura e dello Sport dell'Albania.
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