Nei giardini della Villa attraversati dall'acquedotto neroniano
Nasce a Roma il Museo Wolkonsky
L.S.
12/12/2014
Roma - Il ricco patrimonio archeologico di 350 reperti marmorei di età imperiale che costituiscono la collezione Wolkonsky, da vita ad un nuovo museo nei giardini dell’omonima Villa, residenza dell’ambasciatore britannico a Roma.
Grazie al finanziamento di Shell Italia che ha contribuito al restauro di basso rilievi, statue, elementi architettonici e sarcofagi, il pubblico potrà ammirare la preziosa raccolta ottocentesca e il suo allestimento all’interno di due serre comunicanti che sorgono all’ingresso della dimora (dove i visitatori non interferiranno con il protocollo di sicurezza della Residenza), e che sono state predisposte per proteggere gli antichi resti in un giardino romantico che è attraversato da 36 campate dell’acquedotto neroniano.
Il suggestivo percorso espositivo rende omaggio all’originario fascino del rifugio dalla principessa Zenaida Wolkonsky che nel 1830 comprò il terreno agricolo accanto alla Basilica di San Giovanni e vi creò un ambiente meraviglioso e appartato in cui accogliere gli amici artisti e letterati.
Consulta anche:
Guida d'arte di Roma
Grazie al finanziamento di Shell Italia che ha contribuito al restauro di basso rilievi, statue, elementi architettonici e sarcofagi, il pubblico potrà ammirare la preziosa raccolta ottocentesca e il suo allestimento all’interno di due serre comunicanti che sorgono all’ingresso della dimora (dove i visitatori non interferiranno con il protocollo di sicurezza della Residenza), e che sono state predisposte per proteggere gli antichi resti in un giardino romantico che è attraversato da 36 campate dell’acquedotto neroniano.
Il suggestivo percorso espositivo rende omaggio all’originario fascino del rifugio dalla principessa Zenaida Wolkonsky che nel 1830 comprò il terreno agricolo accanto alla Basilica di San Giovanni e vi creò un ambiente meraviglioso e appartato in cui accogliere gli amici artisti e letterati.
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