Pavia Fotografia. Sguardi tra natura e città
© Stefano Montagna
Dal 9 Settembre 2015 al 18 Settembre 2015
Luogo: Spazio per le arti contemporanee del Broletto
Indirizzo: piazza della Vittoria
Orari: da martedì a venerdì ore 17-20; sabato e domenica 10:30-12:30; 17-20
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0382.399424
E-Mail info: chiara.argenteri@comune.pv.it
Tre mostre per un grande progetto di fotografia, firmato dall’Associazione Culturale Pavia Fotografia. Pavia Fotografia. Sguardi tra natura e città inaugura mercoledì 9 settembre 2015, ore 18, nello Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto di Pavia, e presenta fino al 18 settembre 2015 tre differenti esposizioni, legate tra loro dal tema del paesaggio cittadino, al confine tra ciò che è ancora natura e ciò che è decisamente urbano.
In mostra sono le immagini di Antonio Manidi, fotografo pavese e presidente dell’Associazione Culturale Pavia Fotografia (attiva sul territorio dal 1988), protagoniste della personale Metamorfosi, che dialogano con gli scatti di Stefano Montagna, raccolti nella personale I rumori del silenzio, e con quelli protagonisti della collettivaPaesaggio italiano, esito di un lavoro svolto da Antonio Manidi con altri fotografi, soci e allievi dell’Associazione pavese.
La Metamorfosi, come la intende Manidi, non è una semplice trasformazione, ma “un viaggio che parte dall’essenza, dall’anima, e dopo aver compiuto un lungo e intenso percorso, ritorna all’entità di partenza, per poi ricominciare un altro viaggio”. Gli scatti di Antonio Manidi cercano di cogliere l’essenza, di addentrarsi nel mistero e di percepirlo con lo sguardo: “Solo un’osservazione attenta consente di cogliere la sostanza propria di un elemento, attraverso magici istanti che la fotografia permette di rubare e condividere”.
I rumori del silenzio di Stefano Montagna si riferiscono a ciò che rimane dei grandi spazi - ex fabbriche abbandonate, come la Necchi. Si tratta di strutture vuote, “piene di detriti che ora fanno bella mostra di sé e danno tanta tristezza con la loro desolazione, e tutto sembra irreale. Ciò che resta, è solo un assordante silenzio”.
La collettiva Paesaggio italiano si concentra sull’Italia, sul contrasto tra paesaggi antichi e contemporanei, e sul confronto tra i due: “Il paesaggio – spiega Manidi – è la particolare fisionomia di un territorio e comprende (nelle sue caratteristiche fisiche, biologiche ed etniche) sia la realtà che l’apparenza di realtà. Da questo punto di vista il paesaggio è anche un potente linguaggio, e non esiste paesaggio senza la rappresentazione di esso. È il riflesso degli stati d’animo dell’osservatore, che lo modifica nell’immaginario psicologico, è il riflesso dello sguardo sul mondo di ogni singolo individuo, è una visione puramente soggettiva, legata all’esistenza, ai ricordi, alle emozioni”.
In mostra sono le immagini di Antonio Manidi, fotografo pavese e presidente dell’Associazione Culturale Pavia Fotografia (attiva sul territorio dal 1988), protagoniste della personale Metamorfosi, che dialogano con gli scatti di Stefano Montagna, raccolti nella personale I rumori del silenzio, e con quelli protagonisti della collettivaPaesaggio italiano, esito di un lavoro svolto da Antonio Manidi con altri fotografi, soci e allievi dell’Associazione pavese.
La Metamorfosi, come la intende Manidi, non è una semplice trasformazione, ma “un viaggio che parte dall’essenza, dall’anima, e dopo aver compiuto un lungo e intenso percorso, ritorna all’entità di partenza, per poi ricominciare un altro viaggio”. Gli scatti di Antonio Manidi cercano di cogliere l’essenza, di addentrarsi nel mistero e di percepirlo con lo sguardo: “Solo un’osservazione attenta consente di cogliere la sostanza propria di un elemento, attraverso magici istanti che la fotografia permette di rubare e condividere”.
I rumori del silenzio di Stefano Montagna si riferiscono a ciò che rimane dei grandi spazi - ex fabbriche abbandonate, come la Necchi. Si tratta di strutture vuote, “piene di detriti che ora fanno bella mostra di sé e danno tanta tristezza con la loro desolazione, e tutto sembra irreale. Ciò che resta, è solo un assordante silenzio”.
La collettiva Paesaggio italiano si concentra sull’Italia, sul contrasto tra paesaggi antichi e contemporanei, e sul confronto tra i due: “Il paesaggio – spiega Manidi – è la particolare fisionomia di un territorio e comprende (nelle sue caratteristiche fisiche, biologiche ed etniche) sia la realtà che l’apparenza di realtà. Da questo punto di vista il paesaggio è anche un potente linguaggio, e non esiste paesaggio senza la rappresentazione di esso. È il riflesso degli stati d’animo dell’osservatore, che lo modifica nell’immaginario psicologico, è il riflesso dello sguardo sul mondo di ogni singolo individuo, è una visione puramente soggettiva, legata all’esistenza, ai ricordi, alle emozioni”.
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