Arte in terapia: i quadri esposti in ospedale
10/08/2012
Un ospedale che si trasforma in una galleria d'arte. E' successo a Spoleto, dove le sale del San Matteo degli Infermi hanno ospitato una mostra intitolata Arte in terapia: 33 diagnosi d'artista.
I lavori esposti sono stati realizzati da artisti che sono stati pazienti e che hanno scritto le didascalie delle loro opere su un foglio di dimissione ospedaliera.
A sottolineare la funzione terapeutica dell'arte Alberto D'atanasio - professore di Storia dell’Arte e Semiologia dei linguaggi non verbali che ha curato la mostra insieme al dottor Nazzareno Miele, primario del Reparto di Medicina dell’Ospedale di Spoleto, e al direttore sanitario Luca Sapori - "Chi meglio di un artista sa guardare oltre l’immagine palese e trasformare il tutto in opera d’arte? Chi meglio di un medico, di un infermiere e di un operatore della sanità sa guardare oltre un corpo malato e vedere una persona che deve riacquisire la dignità del vivere nonostante tutto e tutti?".
La mostra, organizzata con il patrocinio della Provincia di Perugia, Comune di Spoleto, ASL3 Umbria e la collaborazione di Aglaia e Associazione per la lotta Contro il Cancro e la Futura Edizioni, sarà presto ospitata all'Ospedale San Giovanni Battista di Foligno e successivamente a Torino. Tornata a Spoleto entrerà nel programma ufficiale del prossimo Festival dei Due Mondi. Al termine del tour i quadri saranno messi all’asta ed il ricavato sarà devoluto alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Spoleto per acquistare attrezzature sanitarie e mediche per migliorare la qualità dei servizi di diagnosi e cura.
I lavori esposti sono stati realizzati da artisti che sono stati pazienti e che hanno scritto le didascalie delle loro opere su un foglio di dimissione ospedaliera.
A sottolineare la funzione terapeutica dell'arte Alberto D'atanasio - professore di Storia dell’Arte e Semiologia dei linguaggi non verbali che ha curato la mostra insieme al dottor Nazzareno Miele, primario del Reparto di Medicina dell’Ospedale di Spoleto, e al direttore sanitario Luca Sapori - "Chi meglio di un artista sa guardare oltre l’immagine palese e trasformare il tutto in opera d’arte? Chi meglio di un medico, di un infermiere e di un operatore della sanità sa guardare oltre un corpo malato e vedere una persona che deve riacquisire la dignità del vivere nonostante tutto e tutti?".
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