Fino al 23 agosto a Palazzo Bonaparte
Novecento italiano. Le collezioni di Generali si svelano al pubblico
Ubaldo Oppi, Figura (La Signora Ducrey), 1926-27 circa. Olio su tela. Collezione Gruppo Generali
Francesca Grego
18/07/2026
Roma - L’arte come lente privilegiata per leggere le trasformazioni della società italiana, le aspirazioni e le inquietudini che hanno attraversato il Paese lungo il corso del Novecento. È questa la visione alla base del collezionismo di Generali, che all’inizio degli anni Ottanta iniziava la costruzione delle sue prestigiose raccolte: non “opere per decorare gli uffici”, ma un progetto capace di raccontare l’evoluzione dell’Italia nel XX secolo. Una parte significativa di questo patrimonio si svela ora gratuitamente al pubblico nella cornice di Palazzo Bonaparte, sede espositiva del Gruppo nel cuore di Roma e luogo simbolo di Valore Cultura, il programma attraverso il quale dal 2016 Generali promuove su tutto il territorio nazionale iniziative per rendere l’arte e la cultura sempre più accessibili.
In occasione del decennale di Valore Cultura, fino al prossimo 23 agosto Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali regala ai visitatori una panoramica sull’arte del Secolo Breve dalla prospettiva di una delle più importanti collezioni d’impresa del nostro Paese. Tra le circa 50 opere selezionate dal curatore Costantino D’Orazio non mancano capolavori celebri e tuttavia raramente visibili dal vivo. Umberto Boccioni, Giorgio De Chirico, Gino Severini, Alberto Savinio, Antonio Donghi, Felice Casorati, Mario Sironi, Filippo De Pisis, Ubaldo Oppi, Massimo Campigli sono alcuni dei loro autori. Ai tesori di Generali si aggiunge poi un ospite d’onore, il dipinto Le tre età di Gustav Klimt, concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Gino Severini, Nature morte, 1916-1917. Olio su tela. Collezione Gruppo Generali © Gino Severini by SIAE 2026
Dalle sperimentazioni dei Futuristi agli enigmi della Metafisica, dalle atmosfere sospese del Realismo Magico alle esperienze più liriche e introspettive della figurazione italiana, la mostra è anche un viaggio attraverso i temi chiave del Novecento: la modernità, l’individuo, il paesaggio come luogo della memoria e dell’identità, il corpo come spazio di desiderio, fragilità e metamorfosi, la dimensione collettiva del vivere. Nell’arte, come dicevamo all’inizio, si specchiano il sentire e la vita dell’intero Paese. L’esposizione vuole essere perciò “il racconto di un'Italia che cambia, sogna, comunica e si riconosce nelle immagini che hanno attraversato il secolo scorso”, scrivono gli organizzatori: “Un'occasione unica per ammirare opere raramente esposte al pubblico e per riscoprire, attraverso lo sguardo degli artisti, la storia culturale, sociale ed emotiva dell'Italia del Novecento”.

Gustav Klimt, Le tre età, 1905. Olio su tela. Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
In occasione del decennale di Valore Cultura, fino al prossimo 23 agosto Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali regala ai visitatori una panoramica sull’arte del Secolo Breve dalla prospettiva di una delle più importanti collezioni d’impresa del nostro Paese. Tra le circa 50 opere selezionate dal curatore Costantino D’Orazio non mancano capolavori celebri e tuttavia raramente visibili dal vivo. Umberto Boccioni, Giorgio De Chirico, Gino Severini, Alberto Savinio, Antonio Donghi, Felice Casorati, Mario Sironi, Filippo De Pisis, Ubaldo Oppi, Massimo Campigli sono alcuni dei loro autori. Ai tesori di Generali si aggiunge poi un ospite d’onore, il dipinto Le tre età di Gustav Klimt, concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Gino Severini, Nature morte, 1916-1917. Olio su tela. Collezione Gruppo Generali © Gino Severini by SIAE 2026
Dalle sperimentazioni dei Futuristi agli enigmi della Metafisica, dalle atmosfere sospese del Realismo Magico alle esperienze più liriche e introspettive della figurazione italiana, la mostra è anche un viaggio attraverso i temi chiave del Novecento: la modernità, l’individuo, il paesaggio come luogo della memoria e dell’identità, il corpo come spazio di desiderio, fragilità e metamorfosi, la dimensione collettiva del vivere. Nell’arte, come dicevamo all’inizio, si specchiano il sentire e la vita dell’intero Paese. L’esposizione vuole essere perciò “il racconto di un'Italia che cambia, sogna, comunica e si riconosce nelle immagini che hanno attraversato il secolo scorso”, scrivono gli organizzatori: “Un'occasione unica per ammirare opere raramente esposte al pubblico e per riscoprire, attraverso lo sguardo degli artisti, la storia culturale, sociale ed emotiva dell'Italia del Novecento”.

Gustav Klimt, Le tre età, 1905. Olio su tela. Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
VEDI ANCHE
-
Mondo | Alla Kunsthal dal 24 ottobre al 28 febbraio
A Rotterdam arriva Signac
-
Udine | Dal 12 settembre 2026 ad Aquileia
Ad Aquileia, per la prima volta dopo sette secoli, i tre frammenti del Vangelo di Marco
-
Udine | Dal 28 luglio al 4 agosto 2026 ad Aquileia
Aquileia Film Festival 2026: Raccontare l'invisibile
-
Mondo | Dal 7 agosto al 24 gennaio al MASI Lugano Museo d’arte della Svizzera italiana
Umberto Boccioni verso la liberazione futurista. Presto una mostra a Lugano
-
Matera | A Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026
Mimmo Jodice: il Mediterraneo è memoria inquieta
-
Pisa | Presto in mostra a Palazzo Blu
Dal Whitney Museum a Pisa, Edward Hopper in 150 opere
LA MAPPA
NOTIZIE