Dall’8 luglio all’11 ottobre
Faccia a faccia con Vermeer. La donna in blu a Palazzo Barberini
Johannes Vermeer, Donna in blu che legge una lettera, 1662-1664 circa. Olio su tela, 46.5 x 39 cm. Rijksmuseum, Amsterdam, in deposito dalla Città di Amsterdam (Lascito A van der Hoop, 1885). Installation view a Palazzo Barberini. Foto Alberto Novelli e Alessio Panunzi I Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica
Francesca Grego
07/07/2026
Roma - Tre anni fa ha attratto nelle sale del Rijksmuseum di Amsterdam oltre 650 mila spettatori in cinque mesi, stabilendo il record europeo dell’esposizione più visitata del Terzo Millennio. Ora Johannes Vermeer approda a Roma in una mostra dossier intima e preziosa, che invita a guardare da vicino e con tutta la concentrazione necessaria uno dei capolavori protagonisti della monografica del 2023. Si tratta della Donna in blu che legge una lettera, tra i vertici della produzione del maestro olandese e senza dubbio uno dei suoi dipinti più noti, concesso eccezionalmente in prestito dal Rijksmuseum alle Gallerie Nazionali di Arte Antica. Da domani, mercoledì 8 luglio, fino al prossimo 11 ottobre, potremo ammirarlo a Palazzo Barberini in un progetto a cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita. Dopo l’allestimento di Giorgione. Da Budapest a Roma, le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono così il dialogo con altre importanti collezioni internazionali, per offrire al proprio pubblico nuove opportunità di incontro con i capolavori della tradizione artistica europea.
A Palazzo Barberini approfondimenti dedicati alla storia dell’opera, al contesto culturale in cui fu realizzata e alla tecnica pittorica di Vermeer introdurranno il pubblico alla visione del dipinto che, grazie al restauro condotto nei laboratori del Rijksmuseum, colpisce per l’intensità dei colori, in particolare per l’azzurro dell’abito della protagonista. Nella Sala Paesaggi sarà possibile osservarlo a distanza ravvicinata da un divanetto che invita alla contemplazione e ad apprezzare i raffinati dettagli disseminati nello spazio della tela.
Tra le immagini più celebri del Seicento olandese, la Donna in blu che legge una lettera condensa su una superficie relativamente piccola caratteri e temi della pittura di Vermeer: le atmosfere sospese e silenziose, l’intimità della vita quotidiana, gli interni domestici descritti nei particolari più minuti e soprattutto l’eccezionale uso della luce come strumento di costruzione dello spazio e delle emozioni. La corrispondenza epistolare - un’occasione per evocare sentimenti, relazioni e attese che restano affidati all’immaginazione dello spettatore - è un motivo ricorrente nell’arte del maestro, che attraverso pochi, fondamentali elementi trasforma un gesto comune in un’immagine di intensa concentrazione psicologica.

Installation view, Palazzo Barberini. Foto Alberto Novelli e Alessio Panunzi I Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica
A Palazzo Barberini approfondimenti dedicati alla storia dell’opera, al contesto culturale in cui fu realizzata e alla tecnica pittorica di Vermeer introdurranno il pubblico alla visione del dipinto che, grazie al restauro condotto nei laboratori del Rijksmuseum, colpisce per l’intensità dei colori, in particolare per l’azzurro dell’abito della protagonista. Nella Sala Paesaggi sarà possibile osservarlo a distanza ravvicinata da un divanetto che invita alla contemplazione e ad apprezzare i raffinati dettagli disseminati nello spazio della tela.
Tra le immagini più celebri del Seicento olandese, la Donna in blu che legge una lettera condensa su una superficie relativamente piccola caratteri e temi della pittura di Vermeer: le atmosfere sospese e silenziose, l’intimità della vita quotidiana, gli interni domestici descritti nei particolari più minuti e soprattutto l’eccezionale uso della luce come strumento di costruzione dello spazio e delle emozioni. La corrispondenza epistolare - un’occasione per evocare sentimenti, relazioni e attese che restano affidati all’immaginazione dello spettatore - è un motivo ricorrente nell’arte del maestro, che attraverso pochi, fondamentali elementi trasforma un gesto comune in un’immagine di intensa concentrazione psicologica.

Installation view, Palazzo Barberini. Foto Alberto Novelli e Alessio Panunzi I Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica
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