Entanglements: Connectivities Across Borders - Biennale Arte Venezia 2026

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Squero Castello - Padiglione Mongolia

Indirizzo: Castello 368 (Salizada Streta)

Curatori: Sainbayar Surenkhuu (commissioner), Uranchimeg Tsultem, Thomas Eller (curators)

Enti promotori:

  • Minister of Culture
  • Sports
  • Tourism and Youth

Sito ufficiale: http://www.instagram.com/mongoliapavilion2026venezia/


Il Padiglione della Mongolia alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia presenta Entanglements: Connectivities Across Borders, curato da Uranchimeg Tsultem e Thomas Eller. La mostra approfondisce temi di relazioni interspecie, spiritualità e scambi transnazionali, ricostruendo le storie della diplomazia e del commercio eurasiatico e mettendo in luce i legami tra l'Impero mongolo e Venezia nel XIII secolo.

Attraverso pittura, installazione e pratiche di media misti, la mostra esplora la Mongolia come luogo plasmato da antiche rotte commerciali, migrazioni e scambi culturali attraverso l'Eurasia, riflettendo su sistemi interconnessi di movimento, coesistenza e resilienza in un mondo segnato da confini in mutamento e da trasformazioni ecologiche. Il team del padiglione sottolinea come la mostra riconsideri la Mongolia non come una geografia fissa, ma come un campo dinamico di scambio. In un'epoca segnata dalla divisione politica, dalla crisi ecologica e da confini sempre più militarizzati, Entanglements riflette su migrazione, coesistenza e relazioni uomo-non umano, offrendo una visione di resilienza e pluralismo.

I quattro artisti presenti affrontano queste tematiche attraverso pratiche distinte. Nomin Bold, nota per l'utilizzo dello stile pittorico mongolo zurag — con i suoi dettagli intricati, la prospettiva appiattita e le rappresentazioni della vita nomade — mette in dialogo tradizione e modernità esplorando temi di scambio materiale, urbanizzazione e cultura del consumo. Dorjderem Davaa attinge nella sua pratica multimediale a elementi del mondo naturale e della mitologia mongola, lavorando spesso con materiali trovati come pelle di capra e corna di animali selvatici. Gerelkhuu Ganbold fonde con maestria la tradizione del Mongol Zurag con temi industriali e futuristi. Tuguldur Yondonjamts crea un dialogo profondo tra tradizioni antiche ed espressioni contemporanee.

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