Nino Migliori. Un fotografo d’avanguardia nell’Italia del neorealismo
Nino Migliori, Portatore di pane, 1956 | © Fondazione Nino Migliori
Dal 17 Novembre 2018 al 16 Gennaio 2019
Trieste | Visualizza tutte le mostre a Trieste
Luogo: Bastione Fiorito del Castello di San Giusto
Indirizzo: Piazza della Cattedrale 3
Curatori: Annamaria Castellan, Emanuela Sesti
Enti promotori:
- Comune di Trieste
- Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
- Fondazione Nino Migliori
- Fotografia Zeropixel
Costo del biglietto: Ingressi ad AIM e ai Musei del Castello: Intero 10 € | Ridotto 7 €
Telefono per informazioni: +39 040 631978
E-Mail info: info@imagemuseum.eu
Sito ufficiale: http://www.imagemuseum.eu
A Trieste dal 17 novembre 2018 al 16 gennaio 2019, AIM – Alinari Image Museum presenta la mostra fotografica Nino Migliori – un fotografo d’avanguardia nell’Italia del neorealismo, promossa da Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia, a cura di Annamaria Castellan ed Emanuela Sesti.
Nella sala temporanea di AIM – Alinari Image Museum al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto.
Catalogo: a cura di Emanuela Sesti, Edizione Alinari.
Nino Migliori inizia a fotografare nel 1948. La sua fotografia svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d'immagine europea.
Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Da una parte, quindi, in pochissimi anni, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell'epoca, il neorealismo: una visione della realtà fondata sul primato del "popolare", con le sue subordinate di regionalismo e di umanitarismo. Sull'altro versante Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se letti all'interno del versante più avanzato dell'informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere.
Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita. Migliori si trova ad essere, con Veronesi, Grignani, Munari e pochissimi altri, uno degli operatori che in Italia prosegue la ricerca delle avanguardie sul fronte della riflessione sui linguaggi iconici, con la fotografia come nodo centrale dell'immaginario e della ricerca formale contemporanei. È l'autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all'arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
Sue opere sono conservate presso MaMBo – Bologna; Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea – Torino; CSAC – Parma; Museo d'Arte Contemporanea Pecci – Prato; Galleria d'Arte Moderna – Roma; Calcografia Nazionale – Roma; MNAC – Barcellona; Museum of Modern Art – New York; Museum of Fine Arts – Houston; Bibliothèque Nationale – Parigi; Museum of Fine Arts – Boston; Musée Réattu – Arles; SFMOMA – San Francisco; The Metropolitan Museum of Art – New Yorked altre importanti collezioni pubbliche e private.
Inaugurazione con l’autore su invito: venerdì 16 novembre 2018 ore 18
ORARIO: Lun - Dom 10 - 17 (ultimo ingresso 16.30)
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