Franz Wimmer. Canzone d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke di Rainer Maria Rilke
Franz Wimmer. Canzone d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke di Rainer Maria Rilke
Dal 24 Febbraio 2015 al 31 Marzo 2015
Domodossola | Verbano-Cusio-Ossola | Visualizza tutte le mostre a Verbano-Cusio-Ossola
Luogo: Museo Immaginario
Indirizzo: via Mellerio 2
Orari: 11-13
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 339 3294909
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://museoimmaginario.blogspot.it
Franz Wimmer
Pittore di paesaggi austriaci e nudi, artista grafico, incisore, litografo e xilografo. Insegnante. Nato e morto a Vienna (1892-1974). Allievo di Rudolf Bacher (pittore e scultore, membro fondatore della Secessione Viennese nel 1897, successivamente presidente negli anni 1904/5 e 1912–14) e Ferdinand Schmutzer (incisore e noto fotografo ritrattista [Sigmund Freud, Albert Einstein, Francesco Giuseppe, Richard Strauss, i Wiener Philharmoniker, Karl Lüger], membro della Secessione Viennese nel 1901).
Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale pubblica due album di incisioni, Danza macabra e Noi uomini!. Autore di diversi cicli di incisioni per opere di Reiner Maria Rilke (Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke [‘Canto d’amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke’] e composizioni di Franz Schubert.
“Franz Wimmer dedica al Cornets di Rilke, sorta di lugubre canto patriottico, una serie di incisioni, che pubblica nude e crude, con l’intestazione dell’opera ma senza il testo. Questi lavori hanno una ispirazione classica, popolare, da ruvida ballata neomedievale già pronta per il cinema, senza i vezzi orientaleggianti di un Beardsley. L’ombra tiranneggia, i versi traslucidi di Rilke vivono in una interpretazione iliadica, ferrea. Che inimitabile paradosso: sembra di sfogliare una profetica graphic novel, in cui il testo poetico, francamente, sarebbe un illustrativo sovrappiù. Più che nell’alveo della Secessione viennese, qui siamo già in “era Marvel”, con tinte preraffaellite. Intriga – e il caso forse si accumula in destino, l’incontro in fatalità – il fatto che Franz Wimmer sia un artista dalla fama oscura: ne ricostruiamo la genealogia tramite i maestri, Rudolf Bacher (1862-1945), professore all’Accademia di Vienna e alfiere della Secessione, e Ferdinand Schmutzer (1870-1928), incisore, ma noto, soprattutto, per i ritratti fotografici a Sigmund Freud e Albert Einstein e Arthur Schnitzler. Franz Wimmer preferì le tenebre mistiche di Rilke alla rapacità della fama: la sua figura ricorda quella incisa dal grande poeta nei Quaderni di Malte Laurdis Brigge, in cui l’artista è un’anima ostile al mondo, che soccombe, straziando il vessillo”.
Pittore di paesaggi austriaci e nudi, artista grafico, incisore, litografo e xilografo. Insegnante. Nato e morto a Vienna (1892-1974). Allievo di Rudolf Bacher (pittore e scultore, membro fondatore della Secessione Viennese nel 1897, successivamente presidente negli anni 1904/5 e 1912–14) e Ferdinand Schmutzer (incisore e noto fotografo ritrattista [Sigmund Freud, Albert Einstein, Francesco Giuseppe, Richard Strauss, i Wiener Philharmoniker, Karl Lüger], membro della Secessione Viennese nel 1901).
Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale pubblica due album di incisioni, Danza macabra e Noi uomini!. Autore di diversi cicli di incisioni per opere di Reiner Maria Rilke (Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke [‘Canto d’amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke’] e composizioni di Franz Schubert.
“Franz Wimmer dedica al Cornets di Rilke, sorta di lugubre canto patriottico, una serie di incisioni, che pubblica nude e crude, con l’intestazione dell’opera ma senza il testo. Questi lavori hanno una ispirazione classica, popolare, da ruvida ballata neomedievale già pronta per il cinema, senza i vezzi orientaleggianti di un Beardsley. L’ombra tiranneggia, i versi traslucidi di Rilke vivono in una interpretazione iliadica, ferrea. Che inimitabile paradosso: sembra di sfogliare una profetica graphic novel, in cui il testo poetico, francamente, sarebbe un illustrativo sovrappiù. Più che nell’alveo della Secessione viennese, qui siamo già in “era Marvel”, con tinte preraffaellite. Intriga – e il caso forse si accumula in destino, l’incontro in fatalità – il fatto che Franz Wimmer sia un artista dalla fama oscura: ne ricostruiamo la genealogia tramite i maestri, Rudolf Bacher (1862-1945), professore all’Accademia di Vienna e alfiere della Secessione, e Ferdinand Schmutzer (1870-1928), incisore, ma noto, soprattutto, per i ritratti fotografici a Sigmund Freud e Albert Einstein e Arthur Schnitzler. Franz Wimmer preferì le tenebre mistiche di Rilke alla rapacità della fama: la sua figura ricorda quella incisa dal grande poeta nei Quaderni di Malte Laurdis Brigge, in cui l’artista è un’anima ostile al mondo, che soccombe, straziando il vessillo”.
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