Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency
Nan Goldin, Mark in the red car, Lexington, Mass. (1979) from The Ballad of Sexual Dependency, 1973-86, 126 archival pigment prints, in frames, each: 15 ¾ × 11 × 1⅛ inches (40 × 27.9 × 2.9 cm), overall dimensions variable, edition of 10 - courtesy © Nan Goldin | Gagosian, London
Dal 13 January 2026 al 21 March 2026
Londra |
Luogo: Gagosian Davies Street
Indirizzo: 17-19 Davies St
Orari: Mar - Sab 10.00 - 18.00
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
E-Mail info: london@gagosian.com
Sito ufficiale: http://gagosian.com/exhibitions/2026/nan-goldin-the-ballad-of-sexual-dependency/
Gagosian è lieta di annunciare una mostra di tutte le 126 fotografie tratte da The Ballad of Sexual Dependency, il fotolibro di Nan Goldin che ha definito un genere. L'inaugurazione, prevista per il 13 gennaio 2026 presso la galleria di Davies Street, segna la prima volta che l'intera opera viene esposta nel Regno Unito. La mostra coincide con il quarantesimo anniversario del volume, che Goldin descrisse all'epoca come "il diario che ho lasciato leggere alla gente".
Realizzato tra il 1973 e il 1986, The Ballad of Sexual Dependency è un'acuta riflessione su genere, intimità e potere, ampiamente considerato il capolavoro di Goldin. A quarant'anni dalla sua pubblicazione, le fotografie non solo definiscono l'epoca del centro di New York in cui sono state scattate, ma hanno anche influenzato decenni di cultura visiva e artisti in tutto il mondo. Goldin osserva: “Non seleziono le persone per fotografarle; fotografo direttamente dalla mia vita. Queste immagini nascono dalle relazioni, non dall'osservazione. Sono un invito al mio mondo, ma ora sono diventate la testimonianza di una generazione perduta. Mostrare "The Ballad" nella sua interezza quarant'anni dopo la sua pubblicazione significa riaffermare che il desiderio di trasformazione e la difficoltà di connessione e unione sono ancora attuali nel nostro mondo. Mi colpisce ancora il fatto che generazione dopo generazione ritrovi le proprie storie in "The Ballad", mantenendola viva.”
Scattata nella vivacità della vita reale e degli spazi quotidiani, l'approccio radicale di Goldin, sia dal punto di vista formale che cromatico, ha sovvertito lo status quo e ha contribuito a portare la fotografia dai margini al centro del discorso artistico contemporaneo. "The Ballad" è stato il manifesto di Goldin e il suo primo atto in una carriera decennale che ha affermato un nuovo potenziale per l'immagine fotografica.
Concepito inizialmente come una presentazione di diapositive accompagnata da una colonna sonora variegata che ne enfatizza la natura operistica, The Ballad ha debuttato nei locali notturni di New York e in mostre d'arte pubbliche prima della sua pubblicazione da parte di Aperture nel 1986. Primo dei numerosi libri di Goldin, è giunto alla sua ventitreesima ristampa e rimane uno dei fotolibri più formativi mai realizzati.
This Will Not End Well, un'importante retrospettiva itinerante dedicata al lavoro audiovisivo di Goldin, è in mostra al Pirelli HangarBicocca di Milano fino al 15 febbraio 2026 e sarà al Grand Palais di Parigi dal 18 marzo al 21 giugno 2026. La sua presentazione multimediale Stendhal Syndrome è in mostra alla Vancouver Art Gallery in Canada fino al 12 aprile 2026.
Realizzato tra il 1973 e il 1986, The Ballad of Sexual Dependency è un'acuta riflessione su genere, intimità e potere, ampiamente considerato il capolavoro di Goldin. A quarant'anni dalla sua pubblicazione, le fotografie non solo definiscono l'epoca del centro di New York in cui sono state scattate, ma hanno anche influenzato decenni di cultura visiva e artisti in tutto il mondo. Goldin osserva: “Non seleziono le persone per fotografarle; fotografo direttamente dalla mia vita. Queste immagini nascono dalle relazioni, non dall'osservazione. Sono un invito al mio mondo, ma ora sono diventate la testimonianza di una generazione perduta. Mostrare "The Ballad" nella sua interezza quarant'anni dopo la sua pubblicazione significa riaffermare che il desiderio di trasformazione e la difficoltà di connessione e unione sono ancora attuali nel nostro mondo. Mi colpisce ancora il fatto che generazione dopo generazione ritrovi le proprie storie in "The Ballad", mantenendola viva.”
Scattata nella vivacità della vita reale e degli spazi quotidiani, l'approccio radicale di Goldin, sia dal punto di vista formale che cromatico, ha sovvertito lo status quo e ha contribuito a portare la fotografia dai margini al centro del discorso artistico contemporaneo. "The Ballad" è stato il manifesto di Goldin e il suo primo atto in una carriera decennale che ha affermato un nuovo potenziale per l'immagine fotografica.
Concepito inizialmente come una presentazione di diapositive accompagnata da una colonna sonora variegata che ne enfatizza la natura operistica, The Ballad ha debuttato nei locali notturni di New York e in mostre d'arte pubbliche prima della sua pubblicazione da parte di Aperture nel 1986. Primo dei numerosi libri di Goldin, è giunto alla sua ventitreesima ristampa e rimane uno dei fotolibri più formativi mai realizzati.
This Will Not End Well, un'importante retrospettiva itinerante dedicata al lavoro audiovisivo di Goldin, è in mostra al Pirelli HangarBicocca di Milano fino al 15 febbraio 2026 e sarà al Grand Palais di Parigi dal 18 marzo al 21 giugno 2026. La sua presentazione multimediale Stendhal Syndrome è in mostra alla Vancouver Art Gallery in Canada fino al 12 aprile 2026.
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