Dal 7 febbraio a Milano
Un nuovo debutto per Georges de La Tour
Georgs de La Tour, Maddalena penitente, 1635-1640. Olio su tela, 113 x 92,7 cm. National Gallery of Art, Washington D.C.
Francesca Grego
03/02/2020
Milano - A dispetto del carattere difficile, nel Seicento Georges de La Tour era annoverato tra i migliori pittori viventi: enigmatico maestro della luce, sembrava muoversi con naturalezza su un filo sospeso, destreggiandosi tra spiritualità e realismo, delicatezza e brutalità. Ma il suo astro fu presto dimenticato. È solo ai primi del Novecento che si torna a parlare di lui, “un talento che spezzerebbe un manometro” secondo Roberto Longhi, un “genio” capace di “concepire un Caravaggio trasparente” e di “interpretare la parte serena delle tenebre” secondo André Malraux.
Dal 7 febbraio al 7 giugno andrà in scena la prima mostra monografica dedicata in Italia all’artista barocco. Georges de La Tour: l’Europa della luce porta a Milano una nutrita selezione di dipinti provenienti da 26 collezioni distribuite in tre continenti, tra cui quelle della National Gallery of Art di Washington, del J. Paul Getty Museum di Los Angeles e della Frick Collection di New York, oltre che di numerosi musei francesi. Un debutto in grande stile, che vede alla curatela la storica dell’arte Francesca Cappelletti coadiuvata da un solido comitato scientifico (l’ex direttore del Louvre Pierre Rosenberg, la direttrice del Getty Research Institute Gail Feigebaum, il vice direttore del Prado Andres Ubeda e il direttore del Musée Cognacq-Jay Annick Lemoine).
Sono in tutto poco più di 30 le opere attribuite con certezza a de La Tour – nessuna delle quali conservata in Italia - e nel percorso di Palazzo Reale non mancheranno i capolavori. L’intensa Maddalena penitente, La lotta dei musici, il Suonatore di ghironda col cane ben esemplificano una pittura fatta di gesti risoluti e contemplazione interiore, di “angeli presi dal popolo, santi senza aureola e soggetti presi dalla strada”, scrive la curatrice. In evidenza il contrasto tra una dimensione diurna, caratterizzata da crudo realismo, e quella notturna dell’arte del pittore francese, dove le figure risplendono assorte nella flebile luce di una candela, mentre una finissima capacità di osservazione alimenta quella vena naturalistica che ha spinto molti ad accostare de La Tour a Caravaggio. I confronti con altri grandi del Seicento - tra cui Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Hendrick ter Brigghen, Trophime Bigot - indagano sulla pittura dal vero e sulle sperimentazioni luministiche tipiche di questo periodo, in risposta ai numerosi interrogativi che ancora circondano la personalità artistica del protagonista.
Leggi anche:
• Da Van Gogh a Picasso: per la prima volta in Italia i gioielli della Collezione Thannhauser
• Cent'anni di Emilio Vedova a Palazzo Reale
• Dal Barocco ai robot, le mostre di Milano 2020
Dal 7 febbraio al 7 giugno andrà in scena la prima mostra monografica dedicata in Italia all’artista barocco. Georges de La Tour: l’Europa della luce porta a Milano una nutrita selezione di dipinti provenienti da 26 collezioni distribuite in tre continenti, tra cui quelle della National Gallery of Art di Washington, del J. Paul Getty Museum di Los Angeles e della Frick Collection di New York, oltre che di numerosi musei francesi. Un debutto in grande stile, che vede alla curatela la storica dell’arte Francesca Cappelletti coadiuvata da un solido comitato scientifico (l’ex direttore del Louvre Pierre Rosenberg, la direttrice del Getty Research Institute Gail Feigebaum, il vice direttore del Prado Andres Ubeda e il direttore del Musée Cognacq-Jay Annick Lemoine).
Sono in tutto poco più di 30 le opere attribuite con certezza a de La Tour – nessuna delle quali conservata in Italia - e nel percorso di Palazzo Reale non mancheranno i capolavori. L’intensa Maddalena penitente, La lotta dei musici, il Suonatore di ghironda col cane ben esemplificano una pittura fatta di gesti risoluti e contemplazione interiore, di “angeli presi dal popolo, santi senza aureola e soggetti presi dalla strada”, scrive la curatrice. In evidenza il contrasto tra una dimensione diurna, caratterizzata da crudo realismo, e quella notturna dell’arte del pittore francese, dove le figure risplendono assorte nella flebile luce di una candela, mentre una finissima capacità di osservazione alimenta quella vena naturalistica che ha spinto molti ad accostare de La Tour a Caravaggio. I confronti con altri grandi del Seicento - tra cui Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Hendrick ter Brigghen, Trophime Bigot - indagano sulla pittura dal vero e sulle sperimentazioni luministiche tipiche di questo periodo, in risposta ai numerosi interrogativi che ancora circondano la personalità artistica del protagonista.
Leggi anche:
• Da Van Gogh a Picasso: per la prima volta in Italia i gioielli della Collezione Thannhauser
• Cent'anni di Emilio Vedova a Palazzo Reale
• Dal Barocco ai robot, le mostre di Milano 2020
VEDI ANCHE
-
Mondo | Un antico delitto torna in scena a Vienna
Giallo al Kunsthistorisches Museum. L’assassina è Cleopatra?
-
programmi dal 19 al 25 ottobre
La settimana dell’arte in tv, da Caravaggio a Picasso
-
Genova | A Palazzo Ducale dal 15 ottobre al 2 maggio
Una collezione lunga 200 anni. I capolavori degli Scharf si svelano a Genova
-
Mondo | Dal 21 novembre alla National Gallery di Londra una grande mostra sul maestro fiammingo
Van Eyck, il volto dell'uomo moderno
-
Mondo | Una mostra all'Ashmolean di Oxford fino all'11 aprile 2027
Afrodite, le metamorfosi della dea dell'amore
-
Roma | Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027
Keith Haring torna a Roma. La mostra a Palazzo Braschi
LA MAPPA
NOTIZIE