Sorrento Art Experience
Sorrento Art Experience
Dal 15 Marzo 2015 al 20 Aprile 2015
Sorrento | Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Wonderwall Art Gallery
Indirizzo: corso Italia 26
Orari: tutti i giorni 10.30-13.30 / 17.30-22
Curatori: Manuela Esposito
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 081 8770667
E-Mail info: wonderwallartgallery@gmail.com
Sito ufficiale: http://wonderwallartgallery.com
WONDERWALL ART GALLERY inaugura la prima edizione di SORRENTOARTEXPERIENCE, un interattivo progetto espositivo che vede protagonisti otto artisti contemporanei, legati per nascita o per adozione all’incantevole Terra delle sirene. Un’occasione per poter vivere in prima persona il variegato panorama artistico del territorio, con un percorso i cui interpreti danno voce alla propria inconfondibile traccia stilistica.
La mostra, curata da Manuela Esposito con la collaborazione di Federica Barile, Caterina Ianni, Antonino Stinga, ospita più di venti opere tra pittura e scultura che accompagneranno i visitatori nella fruizione dell’inesauribile meraviglia dell’arte.
L’ecletticità dell’esposizione identifica per ciascun nome una personalità unica capace di creare un macrocosmo fatto di tradizione, sapienza culturale, conoscenza del territorio e passione. Una selezione di artisti che delinea uno sguardo obiettivo sulla qualità espressiva di personalità già affermate, attive nel panorama contemporaneo, attraverso cui dare rilievo al grande lavoro di studio e ricerca realizzato in questo territorio.
L’iniziativa, che contribuisce alla rinascita di un attivismo culturale, è indirizzata alla sensibilizzazione del pubblico riguardo le ricchezze di questo luogo, ed in particolare alla valorizzazione di un patrimonio culturale formato anche dalle espressioni artistiche presenti in questa ammaliante cornice.
Personalità accomunate da un indissolubile legame con questa terra cantata sin dai poemi omerici, ricca di una bellezza da cui attingere. Ricordi mescolati ai racconti millenari che il linguaggio dell’arte ha trasformato in immagini. Otto voci, che potremmo definire otto differenti poeti, emblematici cantori di una Sorrento sommersa tra il sogno, il mito e la realtà.
Dagli emozionati squarci dei vicoletti di Marina Falco, in cui l’uso espressionistico dei colori racconta la visione interiore dei luoghi in cui l’artista è cresciuta, si arriva alle oniriche visioni di Vincenzo Stinga, nei cui lavori i ricordi personali interagiscono con la storia e la leggenda locale creando vorticosi e perfetti equilibri di colore che narrano la vera storia della sua Sorrento. E ancora Renato Balsamo, in un suggestivo limbo pittorico dove si mescolano immaginazione e realtà, ricrea vedute diffuse di una trepidante luce mediterranea capace di rendere superflua la visione del reale e far diventare il bello più vero. Il roccioso litorale prende forma nei lavori di Giuseppe Rocco, da sempre dedito alla pittura e maestro della tarsia sorrentina, i cui paesaggi pittorici con fondamentali rimandi all’arte lignea, sono scanditi da un netto taglio orizzontale tra il cielo e l’acqua su cui si proietta il paesaggio. Il mare rivive nelle affascinanti figure plastiche di Paolo Sandulli, protagoniste dei suoi divertenti racconti che si trasformano in ironici amanti marini e sirene improvvisate in vasche da bagno.
Dall’immaginazione o citazione storico mitologica filtrata da suggestioni personali, ci si ritrova al cospetto di una realtà dirompente che non indugia nella descrizione di ogni singolo dettaglio, ma utilizza la luce come magnifico strumento di rivelazione. Ciò appare chiaro nelle creazioni di Enzo Prestileo i cui soggetti sono velati di un’atmosfera lirica, silenziosa e vibrante, resa da un cromatismo di piccole tracce pittoriche. Si è colpiti oltretutto dall’ingannevole gioco di Vittorio di Leva che contrappone alla realtà la sua simulazione, di cui lo spettatore diventa stupito testimone: rilegge in maniera del tutto personale l’arte che rappresenta come vero ciò che vero non è. In questo filone si inserisce il realismo di Umberto Simone, contraddistinto dall’uso di una calda luce ambrata che conferisce una meridiana luminosità a soggetti che provengono dalla più classica tradizione pittorica. Completano l’Art Experience incontri che coinvolgeranno artisti e visitatori, sollecitando la funzione sociale dell’arte. Un’esperienza che darà letteralmente la parola all’arte, non solo nel magnetico fascino della sua bellezza ma anche privilegiando il dialogo diretto tra lo spettatore e chi ha dato paternità all’opera.
La mostra, curata da Manuela Esposito con la collaborazione di Federica Barile, Caterina Ianni, Antonino Stinga, ospita più di venti opere tra pittura e scultura che accompagneranno i visitatori nella fruizione dell’inesauribile meraviglia dell’arte.
L’ecletticità dell’esposizione identifica per ciascun nome una personalità unica capace di creare un macrocosmo fatto di tradizione, sapienza culturale, conoscenza del territorio e passione. Una selezione di artisti che delinea uno sguardo obiettivo sulla qualità espressiva di personalità già affermate, attive nel panorama contemporaneo, attraverso cui dare rilievo al grande lavoro di studio e ricerca realizzato in questo territorio.
L’iniziativa, che contribuisce alla rinascita di un attivismo culturale, è indirizzata alla sensibilizzazione del pubblico riguardo le ricchezze di questo luogo, ed in particolare alla valorizzazione di un patrimonio culturale formato anche dalle espressioni artistiche presenti in questa ammaliante cornice.
Personalità accomunate da un indissolubile legame con questa terra cantata sin dai poemi omerici, ricca di una bellezza da cui attingere. Ricordi mescolati ai racconti millenari che il linguaggio dell’arte ha trasformato in immagini. Otto voci, che potremmo definire otto differenti poeti, emblematici cantori di una Sorrento sommersa tra il sogno, il mito e la realtà.
Dagli emozionati squarci dei vicoletti di Marina Falco, in cui l’uso espressionistico dei colori racconta la visione interiore dei luoghi in cui l’artista è cresciuta, si arriva alle oniriche visioni di Vincenzo Stinga, nei cui lavori i ricordi personali interagiscono con la storia e la leggenda locale creando vorticosi e perfetti equilibri di colore che narrano la vera storia della sua Sorrento. E ancora Renato Balsamo, in un suggestivo limbo pittorico dove si mescolano immaginazione e realtà, ricrea vedute diffuse di una trepidante luce mediterranea capace di rendere superflua la visione del reale e far diventare il bello più vero. Il roccioso litorale prende forma nei lavori di Giuseppe Rocco, da sempre dedito alla pittura e maestro della tarsia sorrentina, i cui paesaggi pittorici con fondamentali rimandi all’arte lignea, sono scanditi da un netto taglio orizzontale tra il cielo e l’acqua su cui si proietta il paesaggio. Il mare rivive nelle affascinanti figure plastiche di Paolo Sandulli, protagoniste dei suoi divertenti racconti che si trasformano in ironici amanti marini e sirene improvvisate in vasche da bagno.
Dall’immaginazione o citazione storico mitologica filtrata da suggestioni personali, ci si ritrova al cospetto di una realtà dirompente che non indugia nella descrizione di ogni singolo dettaglio, ma utilizza la luce come magnifico strumento di rivelazione. Ciò appare chiaro nelle creazioni di Enzo Prestileo i cui soggetti sono velati di un’atmosfera lirica, silenziosa e vibrante, resa da un cromatismo di piccole tracce pittoriche. Si è colpiti oltretutto dall’ingannevole gioco di Vittorio di Leva che contrappone alla realtà la sua simulazione, di cui lo spettatore diventa stupito testimone: rilegge in maniera del tutto personale l’arte che rappresenta come vero ciò che vero non è. In questo filone si inserisce il realismo di Umberto Simone, contraddistinto dall’uso di una calda luce ambrata che conferisce una meridiana luminosità a soggetti che provengono dalla più classica tradizione pittorica. Completano l’Art Experience incontri che coinvolgeranno artisti e visitatori, sollecitando la funzione sociale dell’arte. Un’esperienza che darà letteralmente la parola all’arte, non solo nel magnetico fascino della sua bellezza ma anche privilegiando il dialogo diretto tra lo spettatore e chi ha dato paternità all’opera.
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