Guido Reni. La consegna delle chiavi. Un capolavoro ritorna
© Gérard Blot | Guido Reni, Cristo consegna le chiavi a San Pietro, Pinacoteca San Domenico, Fano
Dal 15 June 2013 al 29 September 2013
Fano | Pesaro e Urbino
Luogo: Pinacoteca San Domenico
Indirizzo: via Arco d’Augusto
Orari: da martedì a domenica 18-22
Enti promotori:
- Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
- Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche
- Comune di Fano
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 051 6569105/ 392 2527126/ 0721 802885
Sito ufficiale: http://www.fondazionecarifano.it/
Sabato 15 giugno sarà inaugurata, presso la Pinacoteca San Domenico di Fano, la mostra Guido Reni, LaConsegna delle Chiavi. Un capolavoro ritorna. L’esposizione, ideata, voluta e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche ed al Comune di Fano, è stata resa possibile grazie alla gentile collaborazione del Musée du Louvre di Parigi, dei Musei Civici di Ascoli Piceno, della Pinacoteca Civica di Fano, della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola.
Per l’occasione si è costituito un comitato scientifico d’eccezione composto da alcuni tra i più illustri esperti del settore: Maria Rosaria Valazzi, Andrea Emiliani, Daniele Benati, Franco Battistelli, Rodolfo Battistini, Giuseppina Boiani Tombari, Daniele Diotallevi, Claudio Giardini, Stefano Papetti.
Fino al 29 settembre la Pinacoteca ospiterà la “Consegna delle Chiavi”, dipinta da Guido Reni per l’altare maggiore della chiesa fanese di San Pietro in Valle, tela “estratta” in epoca napoleonica (1797) ed oggi esposta presso il Musée du Louvre di Parigi. Saranno inoltre mostrati altri due prestigiosi capolavori del pittore bolognese, due “Annunciazione”, una realizzata per la chiesa di San Pietro in Valle, oggi nella Pinacoteca Civica del Palazzo Malatestiano, e l’altra proveniente dai Musei Civici di Ascoli Piceno.
Guido Reni (1575-1642) rappresenta uno degli esponenti di spicco del barocco italiano e la mostra, oltre a costituire un’occasione imperdibile per ammirare uno dei suoi maggiori capolavori, rientrato, seppur temporaneamente, dopo oltre due secoli di assenza dal territorio italiano, costituisce altresì una testimonianza del mecenatismo culturale del patriziato marchigiano nel corso del diciassettesimo secolo, nel momento in cui diversi aristocratici iniziano a mostrare interesse nei confronti della produzione artistica dei maggiori esponenti della scuola emiliano-bolognese.
Dopo la mostra su Guercino del 2011 e l’esposizione relativa a Simone Cantarini del 2012, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano prosegue la sua linea di recupero della storia e del vissuto culturale che hanno caratterizzato la città di Fano lungo tutto il suo percorso storico, con picchi di assoluto rilievo.
Ad arricchire la mostra concorre la redazione di un catalogo, edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, nel quale saranno raccolti saggi e approfondimenti dei massimi esperti del settore.
Per tutta la durata della mostra è stato inoltre predisposto un itinerario guidato alla scoperta delle opere del Seicento fanese.
Per l’occasione si è costituito un comitato scientifico d’eccezione composto da alcuni tra i più illustri esperti del settore: Maria Rosaria Valazzi, Andrea Emiliani, Daniele Benati, Franco Battistelli, Rodolfo Battistini, Giuseppina Boiani Tombari, Daniele Diotallevi, Claudio Giardini, Stefano Papetti.
Fino al 29 settembre la Pinacoteca ospiterà la “Consegna delle Chiavi”, dipinta da Guido Reni per l’altare maggiore della chiesa fanese di San Pietro in Valle, tela “estratta” in epoca napoleonica (1797) ed oggi esposta presso il Musée du Louvre di Parigi. Saranno inoltre mostrati altri due prestigiosi capolavori del pittore bolognese, due “Annunciazione”, una realizzata per la chiesa di San Pietro in Valle, oggi nella Pinacoteca Civica del Palazzo Malatestiano, e l’altra proveniente dai Musei Civici di Ascoli Piceno.
Guido Reni (1575-1642) rappresenta uno degli esponenti di spicco del barocco italiano e la mostra, oltre a costituire un’occasione imperdibile per ammirare uno dei suoi maggiori capolavori, rientrato, seppur temporaneamente, dopo oltre due secoli di assenza dal territorio italiano, costituisce altresì una testimonianza del mecenatismo culturale del patriziato marchigiano nel corso del diciassettesimo secolo, nel momento in cui diversi aristocratici iniziano a mostrare interesse nei confronti della produzione artistica dei maggiori esponenti della scuola emiliano-bolognese.
Dopo la mostra su Guercino del 2011 e l’esposizione relativa a Simone Cantarini del 2012, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano prosegue la sua linea di recupero della storia e del vissuto culturale che hanno caratterizzato la città di Fano lungo tutto il suo percorso storico, con picchi di assoluto rilievo.
Ad arricchire la mostra concorre la redazione di un catalogo, edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, nel quale saranno raccolti saggi e approfondimenti dei massimi esperti del settore.
Per tutta la durata della mostra è stato inoltre predisposto un itinerario guidato alla scoperta delle opere del Seicento fanese.
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