MeMus/Terrae Motus
MeMus/Terrae Motus, Reggia di Caserta
Dal 28 Marzo 2013 al 3 Giugno 2013
Caserta | Visualizza tutte le mostre a Caserta
Luogo: Palazzo Reale – Appartamenti Storici
Indirizzo: via Douet 2a
Orari: 8.30-19.30; chiuso il martedì
Costo del biglietto: appartamenti storici+parco+mostra 12 €; appartamenti storici+mostra 9 €
Telefono per informazioni: +39 0823 448084/ 0823 277358
E-Mail info: sbapsae-ce.uffstampa@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it
Mercoledì 27 marzo alle ore 12.00, negli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, sarà inaugurata la mostra MeMus – Terrae Motus, organizzata dalla Soprintendenza in collaborazione con MeMus (Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo) e con Civita.
La mostra intende valorizzare la collezione Terrae Motus, legata alla Reggia fin dal 1992 per volontà del collezionista Lucio Amelio, facendola dialogare per la prima volta con “Arte all'Opera, Opera ad Arte”, la mostra con cui il primo ottobre 2011 è stato inaugurato il MeMus, Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo, a cura di Laura Valente, Giusi Giustino, Nicola Rubertelli e Giulia Minoli.
Alle importanti opere di Kiefer, Ontani, Paladino, Paolini e Rauschenberg,si affiancano i preziosi manufatti realizzati dagli stessi artisti per la messa in scena di rappresentazioni al Teatro di San Carlo, poi successivamente esposte nell’ambito della mostra “Arte all’Opera” negli spazi del MeMus, lo spazio museale del Lirico di Napoli sito nel Palazzo Reale, all'interno del quale sono raccole foto di scena, bozzetti, costumi e altri suggestivi elementi di scenografie.
Così West Go Ho (1986) di Robert Rauschenberg dialoga “alla grande” con i “neapolitan gluts” realizzati dall’artista americano da poco scomparso, per Lateral Pass di Trisha Brown (San Carlo, stagione 1986-1987); le invenzioni di Luigi Ontani per Garibaldi en Sicile di Marcello Panni (stagione 2004-2005) si misurano con l’opera casertana Fofo non ha fifa (1986); l’olio e terracotta su tela di Anselm Kiefer (Et la terre tremble ancore, 1982) si confronta con i costumi e le scene realizzati per Elektra di Strauss (stagione 2003-2004); Re Uccisi dal decadere della forza (1981) di Mimmo Paladino “parla” alle scenografie realizzate per il Tancredi di Gioacchino Rossini, rappresentato al Lirico di Napoli nel 2002 per la regia di Toni Servillo. Infine, quanto ideato da Giulio Paolini per i titoli wagneriani Die Walküre(stagione 2004-2005) e Parsifal (stagione 2007-2008), si raffronta con due opere dello stesso artista presenti nella collezione casertana: un intellettualistico Senza titolo (1966) ed un’istallazione di gusto decisamente neoclassico, L’altra figura (1986).
La mostra MeMus – Terrae Motus ospita inoltre le foto di scena di Luciano Romano, artista napoletano che dal 1985 è testimone prezioso delle produzioni del Teatro di San Carlo.
Lungo il percorso anche una suggestiva selezione di immagini video tratte da Elektra, Die Walküre e Tancredi realizzate da Studio Azzurro e presenti nella galleria 3d di MeMus.
Così, oggi, il Palazzo Reale di Caserta e la “sua” Terrae Motus diventano il “teatro” e il “palcoscenico” di Memus.
La mostra intende valorizzare la collezione Terrae Motus, legata alla Reggia fin dal 1992 per volontà del collezionista Lucio Amelio, facendola dialogare per la prima volta con “Arte all'Opera, Opera ad Arte”, la mostra con cui il primo ottobre 2011 è stato inaugurato il MeMus, Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo, a cura di Laura Valente, Giusi Giustino, Nicola Rubertelli e Giulia Minoli.
Alle importanti opere di Kiefer, Ontani, Paladino, Paolini e Rauschenberg,si affiancano i preziosi manufatti realizzati dagli stessi artisti per la messa in scena di rappresentazioni al Teatro di San Carlo, poi successivamente esposte nell’ambito della mostra “Arte all’Opera” negli spazi del MeMus, lo spazio museale del Lirico di Napoli sito nel Palazzo Reale, all'interno del quale sono raccole foto di scena, bozzetti, costumi e altri suggestivi elementi di scenografie.
Così West Go Ho (1986) di Robert Rauschenberg dialoga “alla grande” con i “neapolitan gluts” realizzati dall’artista americano da poco scomparso, per Lateral Pass di Trisha Brown (San Carlo, stagione 1986-1987); le invenzioni di Luigi Ontani per Garibaldi en Sicile di Marcello Panni (stagione 2004-2005) si misurano con l’opera casertana Fofo non ha fifa (1986); l’olio e terracotta su tela di Anselm Kiefer (Et la terre tremble ancore, 1982) si confronta con i costumi e le scene realizzati per Elektra di Strauss (stagione 2003-2004); Re Uccisi dal decadere della forza (1981) di Mimmo Paladino “parla” alle scenografie realizzate per il Tancredi di Gioacchino Rossini, rappresentato al Lirico di Napoli nel 2002 per la regia di Toni Servillo. Infine, quanto ideato da Giulio Paolini per i titoli wagneriani Die Walküre(stagione 2004-2005) e Parsifal (stagione 2007-2008), si raffronta con due opere dello stesso artista presenti nella collezione casertana: un intellettualistico Senza titolo (1966) ed un’istallazione di gusto decisamente neoclassico, L’altra figura (1986).
La mostra MeMus – Terrae Motus ospita inoltre le foto di scena di Luciano Romano, artista napoletano che dal 1985 è testimone prezioso delle produzioni del Teatro di San Carlo.
Lungo il percorso anche una suggestiva selezione di immagini video tratte da Elektra, Die Walküre e Tancredi realizzate da Studio Azzurro e presenti nella galleria 3d di MeMus.
Così, oggi, il Palazzo Reale di Caserta e la “sua” Terrae Motus diventano il “teatro” e il “palcoscenico” di Memus.
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