Collettivo AART. Momento di gloria
Collettivo AART. Momento di gloria, Galleria Mies, Modena
Dal 12 Settembre 2014 al 14 Settembre 2014
Modena | Visualizza tutte le mostre a Modena
Luogo: Galleria Mies
Indirizzo: piazzetta Dè Servi
Curatori: Collettivo AART, Galleria Mies
Telefono per informazioni: +39 059 235395
E-Mail info: info@galleriamies.it
Sito ufficiale: http://www.galleriamies.it
Cosa ne è oggi della gloria e dei suoi cerimoniali? La celebrità è la sua versione deteriore o solo più democratica? Con “Momento di gloria” il collettivo AART vuole ragionare con ironia, insieme al pubblico del Festival della Filosofia di Modena (12-14 settembre 2014), attorno alla natura effimera della gloria e il prezzo del successo. Al centro dell’installazione, realizzata in collaborazione con la modenese Galleria Mies, c’è la “Macchina per l’erogazione automatica di opere d’arte a valore variabile”, ossia un parcometro adattato che, una volta inserite delle monete, stampa un biglietto su un verso del quale è presente un’opera d’arte (firmata e numerata) sul tema del festival, e sull’altro i dati dell’emissione, come una vera e propria autentica. In particolare, però, nella serata di venerdì la Macchina, installata in Piazzetta de’ Servi, diventerà lo spunto per una performance collettiva. L’acquisizione dell’opera, come un ticket, darà infatti diritto di accesso alla glorificazione: una apoteosi postmoderna, a tempo determinato. Con l’opera si acquisterà un “momento di gloria”, la cui durata, indicata dai dati di erogazione, è determinata dal valore economico stabilito dall’utente. Quanto siamo disposti a pagare per 15 minuti di celebrità? “Momento di gloria” fa parte del programma ufficiale del Festival della Filosofia 2014.
La Macchina per l’erogazione automatica di opere d’arte, del collettivo AAART, è un progetto che gioca sui luoghi comuni e i tabù dell’arte contemporanea, dai luoghi espositivi al mercato e i meccanismi di (ap)prezzamento, dall’aura al ruolo del pubblico. Ha esordito nel settembre 2013 alla VII Biennale di Soncino, all’interno della Rocca Sforzesca, e nel maggio 2014 è stata protagonista di un evento all’interno del Festival dei Comportamenti di Lodi. Dal 26 luglio è installata a Francavilla come parte del programma ufficiale del Premio Michetti.
Inserendo nell’apparecchio delle monete da un minimo di 50 centesimi a un massimo di 2 euro viene emessa un’opera d’arte. È dunque il pubblico a stabilire, decidendo quale prezzo è disposto a pagare, il valore economico dell’opera. Che però resta allo stesso tempo assolutamente contenuto e “accessibile”. Solitamente, infatti, solo un piccola parte del pubblico che visita le mostre può acquistare un’opera e portarla a casa. In questo caso non solo può entrarne in possesso ma può esserne parte stessa. L’ironia ha in tutto questo un ruolo portante. Il parcometro crea un forte spiazzamento - l’oggetto di uso quotidiano slitta di funzione ma in questo caso l’abitudine alla sua presenza ce ne fa prendere coscienza solo con ritardo - mentre la consuetudine al suo utilizzo facilita il rapporto diretto. Se l’opera d’arte è normalmente vista con timore reverenziale, accentuato dalla collocazione in spazi “sacri” come il museo o la galleria, dalla mediazione di storici, critici, mercanti e da “misteri” come la valutazione economica, qui è demitizzata e normalizzata dalla sua distribuzione per via automatica e dalla sua “tascabilità”.
AAART è un collettivo fondato e coordinato da Alessandro Beltrami e Marco Uggè; è composto da artisti, architetti, storici e critici dell’arte, operatori culturali. Si occupa di arte, di architettura, di design, ma soprattutto dei processi che arte, architettura e design possono generare. Ogni suo intervento vuole essere esperienza, non una constatazione. Il suo è un work in progress. Modularità ed espandibilità sono le sue parole chiave. Crede nella contaminazione e nell’ironia come approccio vitale.
La Macchina per l’erogazione automatica di opere d’arte, del collettivo AAART, è un progetto che gioca sui luoghi comuni e i tabù dell’arte contemporanea, dai luoghi espositivi al mercato e i meccanismi di (ap)prezzamento, dall’aura al ruolo del pubblico. Ha esordito nel settembre 2013 alla VII Biennale di Soncino, all’interno della Rocca Sforzesca, e nel maggio 2014 è stata protagonista di un evento all’interno del Festival dei Comportamenti di Lodi. Dal 26 luglio è installata a Francavilla come parte del programma ufficiale del Premio Michetti.
Inserendo nell’apparecchio delle monete da un minimo di 50 centesimi a un massimo di 2 euro viene emessa un’opera d’arte. È dunque il pubblico a stabilire, decidendo quale prezzo è disposto a pagare, il valore economico dell’opera. Che però resta allo stesso tempo assolutamente contenuto e “accessibile”. Solitamente, infatti, solo un piccola parte del pubblico che visita le mostre può acquistare un’opera e portarla a casa. In questo caso non solo può entrarne in possesso ma può esserne parte stessa. L’ironia ha in tutto questo un ruolo portante. Il parcometro crea un forte spiazzamento - l’oggetto di uso quotidiano slitta di funzione ma in questo caso l’abitudine alla sua presenza ce ne fa prendere coscienza solo con ritardo - mentre la consuetudine al suo utilizzo facilita il rapporto diretto. Se l’opera d’arte è normalmente vista con timore reverenziale, accentuato dalla collocazione in spazi “sacri” come il museo o la galleria, dalla mediazione di storici, critici, mercanti e da “misteri” come la valutazione economica, qui è demitizzata e normalizzata dalla sua distribuzione per via automatica e dalla sua “tascabilità”.
AAART è un collettivo fondato e coordinato da Alessandro Beltrami e Marco Uggè; è composto da artisti, architetti, storici e critici dell’arte, operatori culturali. Si occupa di arte, di architettura, di design, ma soprattutto dei processi che arte, architettura e design possono generare. Ogni suo intervento vuole essere esperienza, non una constatazione. Il suo è un work in progress. Modularità ed espandibilità sono le sue parole chiave. Crede nella contaminazione e nell’ironia come approccio vitale.
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