Maria Teresa Vittone. Fusioni metamorfiche
© Maria Teresa Vittone
Dal 11 Marzo 2017 al 22 Marzo 2017
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Satura art gallery
Indirizzo: piazza Stella 5/1
Orari: da martedì a sabato 15 - 19
Curatori: Mario Napoli
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 010 2468284
E-Mail info: info@satura.it
Sito ufficiale: http://www.satura.it
Attraverso le forme morbide della sua scultura, Maria Teresa Vittone riscopre la femminilità come tramite di dialogo con lo spazio e con la Natura. Il protagonista assoluto di queste opere è, infatti, il corpo della donna, plasmato secondo infinite declinazioni che vanno dalle suggestioni mitologiche a espressioni di puro movimento, quasi astratte. Le nudità flessuose riproducono l’impulso dinamico della creazione: la ragazza è la madre universale che, superando l’opulenza delle prime Veneri preistoriche, elabora una personalissima tensione delle linee, snelle ed essenziali fino a trasformarsi in puro segno, un grafema che incide l’ambiente in maniera simile alle calligrafie arabe dell’Alhambra di Granada. I soggetti sembrano nascere da un moto interiore che rielabora liberamente racconti, miti e leggende popolari per convogliarli in un unico meccanismo d’invenzione dell’identità individuale che, riprendendo gli stereotipi di una costruzione sociale patriarcale (o – viceversa – quelli di chiara impronta femminista), trova il senso della grazia e del sacrificio. È la stessa dicotomia formale che si notava negli studi plastici di Edgar Degas: le ballerine, solo abbozzate, erano da considerarsi come simbolo di quell’opposizione tra estasi estetica e dolore che rimane sottintesa in qualsiasi lavoro artistico. Si spiega così anche l’incompiutezza voluta dei modelli di cera dell’autore francese, continuamente rimaneggiati: i tratti somatici non definiti richiamano al primitivismo, cancellando le categorizzazioni dell’arte figurativa e lasciando intatto il valore comunicativo della danza. Per la scultrice non si tratta solo di studi ma di un incontro liberatorio, rivisitazione contemporanea dell’unione tra Amore e Psiche. Diluendo o annullando i connotati, si mette in risalto la forza vitale che scaturisce dal gesto: le mani esplorano le possibilità duttili dei diversi materiali, giocando con la loro consistenza e con il riverbero della luce (parte integrante dell’esperienza) in un discorso visivo e tattile a trecentosessanta gradi. È un’onda che, mostrandosi cangiante – ora liscia e ora grezza; ora fluida e ora spezzata – coniuga la passione carnale e l’urgenza del pensiero.
(Testo critico a cura di Elena Colombo)
Vernissage: 11 marzo 2017 h 17
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