“#Giovani scultori al Cassero. Focus sui finalisti del PNA 2015
Dal 21 Ottobre 2017 al 25 Febbraio 2018
Montevarchi | Arezzo | Visualizza tutte le mostre a Arezzo
Luogo: Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento
Indirizzo: via Trieste 1
Curatori: Federica Tiripelli
Enti promotori:
- Comune di Montevarchi
Costo del biglietto: Biglietto (Cassero + mostra), intero 4 euro ridotto 2 euro (under 18 anni, soci COOP, CTS, ISIC, ITIC, Touring Club, titolari Mondadori Card, Selecard, tessera ICOM). Scolaresche: 1 euro a studente. Gratuito: over 65 anni, under 6, disabili e possessori di Edumusei Card
Telefono per informazioni: +39 055.9108272-4
E-Mail info: info@ilcasseroperlascultura.it
Sito ufficiale: http://www.ilcasseroperlascultura.it
Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento - Museo Civico di Montevarchi, (Arezzo), ospita dal 22 ottobre 2017 – vernissage sabato 21 ottobre ore 17 - al 28 gennaio 2018 la mostra “#Giovani scultori al Cassero. Focus sui finalisti del PNA 2015” a cura del direttore scientifico del Museo Federica Tiripelli.
Una mostra tutta under 38 dalla curatrice agli artisti fino ai fotografi. Organizzato nell'ambito del progetto regionale “Toscanaincontemporanea2017”, grazie al partenariato tra il Comune di Montevarchi, l’”Associazione Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento” e l’”Associazione Fotoamatori F. Mochi”, l'evento espositivo ha ricevuto il patrocinio delle Accademie di Belle Arti di Torino, Urbino, Bari e Reggio Calabria e il sostegno della “Cooperativa Eco-Energie”.
“Un’ulteriore conferma – sottolinea l’assessore alla cultura del Comune di Montevarchi Maura Isetto – che Il Cassero rappresenta un’eccellenza nel panorama culturale italiano, e non solo. Uno degli obiettivi del Museo è anche quello di promuovere la scultura italiana, e questa mostra è una bella occasione per accendere i nostri riflettori su giovani artisti di grande prospettiva”. In mostra le opere dei tre scultori finalisti per la sezione scultura del “Premio Nazionale delle Arti Claudio Abbado” nel 2015: Noa Pane (Roma, 1983) - vincitrice del PNA nel 2017 -, Leardo Sciacoviello (Vercelli, 1979) – già assistente di David Mach - e Luigi Scopelliti (Reggio Calabria, 1988) che affrontano problematiche sociali contemporanee. Il percorso espositivo, in tutto sei opere, è allestito nelle sale della collezione permanente del Museo, in un dialogo con le sculture presenti. Al centro della ricerca di Noa Pane, affascinata dalla meccanica e all’uso di materiali meccanici e industriali di riciclo, ci sono le dinamiche familiari e sociali della donna in tutti i suoi ruoli. L’artista si interroga su quale sia la sua “funzione” nella società di oggi come evocano gli stessi titoli delle sue opere “Nature in a cage – series constriction” e “Untitled – series constriction 5”. “Noa Pane ci invita soprattutto a riflettere su ciò che genera la violenza, sulle relazioni tra uomo e donna – spiega la curatrice Federica Tiripelli -, sulla condizione di subordinazione e frustrazione che vive il genere femminile in molti contesti familiari e sociali anche in Occidente”. Come Noa Pane, anche Leardo Sciacoviello affronta il tema della violenza e focalizza l’attenzione sulle tragiche esistenze di coloro che sono stati rinchiusi nei manicomi e nelle carceri, veri e propri luoghi di segregazione e abuso, invece che di cura e recupero. E questo lo esprime con un suo stile personale dove la materia è davvero protagonista: figure in gomma siliconica, abbandonate su delle vecchie tavole di legno, di grande forza emotiva e originalità che non lasciano indifferenti. La scultura “Portami su quella che canta” trae ispirazione dall'omonimo libro di Alberto Papuzzi in cui si racconta la vicenda del dottor Giorgio Coda, processato e condannato per le “torture” inflitte ai pazienti, mentre “Di Stato si Muore”, incarnazione per l’artista dei misteriosi decessi e delle violenze che si verificano tra le mura delle carceri, fa invece riferimento al noto caso di Stefano Cucchi. Luigi Scopelliti, artista legato profondamente alla sua terra di origine - la Calabria - indagata un altro tipo di violenza, quella legata alla sopraffazione dell’uomo sulla natura. Nella sua opera “Mays” affronta il tema dell’invasione degli OGM nelle coltivazioni come appunto quella del mais, ma anche la rinascita e il ritorno alla terra. “Le quattro tavolette in pietra nera turca […] – precisa Federica Tiripelli -, sono quasi delle sacre “mense” che offrono semenze naturali, semi OGM (o meglio, ciò che ne resta), pannocchie scolpite nella pietra leccese e incarnano il singolare binomio naturale – artificiale, genuino – manipolato. Un’opera che è una riflessione sugli aspetti sociali, economici e politici dell’uso delle biotecnologie”.
Lo stesso tema della rinascita è proposto anche nell’affascinante installazione «Spazi di memoria», realizzata con oggetti di recupero a cui l’artista vuole donare nuova vita. La mostra diventa un momento di riflessione sui diversi linguaggi della scultura ma anche sul rapporto con altri linguaggi artistici come il video, realizzato dall’Associazione MACMA con Pierfrancesco Bigazzi, e le foto scattate da Lorenzo Della Vedova e Sofia Fabbrini, che documentano le opere e ne offrono una loro propria interpretazione arricchendo l’esperienza espositiva dei visitatori.
“#Giovani scultori al Cassero. Focus sui finalisti del PNA 2015”, è una mostra a cura del direttore scientifico del Museo Federica Tiripelli.
Orari: da giovedì a domenica: 10-13 e 15-18, aperto anche mercoledì 1 novembre.
Chiuso domenica 31 dicembre e lunedì 1 gennaio.
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