L’urlo indifferente. Fotografie di Stefano Cioffi
L’urlo indifferente. Fotografie di Stefano Cioffi
Dal 16 Luglio 2015 al 8 Agosto 2015
Luogo: Teatro Margherita
Indirizzo: piazza IV Novembre
Orari: da martedì a domenica 17-21
Curatori: Maurizio G. De Bonis
Enti promotori:
- Comune di Bari - Assessorato alla Cultura e al Turismo
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 080 5238335
E-Mail info: ufficiostampa@comune.bari.it
Sito ufficiale: http://www.comune.bari.it
Il 16 luglio alle ore 19 si inaugura presso il Teatro Margherita di Bari la mostra L'urlo indifferente del fotografo romano Stefano Cioffi, a cura di Maurizio G. De Bonis.
A 100 anni dall’ingresso dell’Italia nella grande guerra, il progetto fotografico di Cioffi racconta i luoghi descritti nel diario di guerra del naturalista e geografo Giovanni De Gasperi, morto in battaglia nel 1916.
La mostra – promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Bari e inserita nel programma ufficiale per le commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale – è aperta al pubblico dal 16 luglio all'8 agosto 2015.
Un percorso composto da un video e 20 fotografie scattate quasi interamente tra metà maggio e metà luglio 2013 e 2014, ovvero negli stessi giorni dell’anno in cui De Gasperi scrisse il suo diario.
Divenuto famoso da giovanissimo per un’avventurosa spedizione nella Terra del Fuoco, all’inizio della guerra De Gasperi fu arruolato come ufficiale degli alpini e schierato con le sue truppe sul passo di monte Croce, tra Coltrondo e Padola, nel Comelico. Il suo diario, pubblicato per volontà della famiglia nel libro che accompagna la mostra, affascina per la lucidità con cui descrive un fronte di guerra comunque in grado di suscitare riflessioni sulla natura e sul paesaggio.
Lontane dall’essere una semplice documentazione geografico-storicistica, le immagini di Cioffi rappresentano sentieri che vanno verso il nulla, boschi fittissimi, aree isolate avvolte nella nebbia e trasmettono il senso di alienazione vissuto dai soldati che un secolo fa combattevano un nemico spesso invisibile.
Cioffi – nelle parole di De Bonis – lascia che il suo sguardo ci racconti l’imperscrutabile complessità della situazione ambientale e la deriva di una coscienza umana che ha cancellato il concetto di convivenza civile; e in più allude compostamente alla brutalità con la quale l’uomo ha violato il linguaggio della natura. Le opere di Cioffi finiscono per esprimere una sensazione funesta di vuoto e di tormentosa attesa, di sospensione di senso che rende tangibile la penosa limitatezza delle azioni umane, l’orripilante voragine causata dalla morte di milioni di persone, la mancanza di un vero legame tra essere umano e natura. Il territorio della morte e della guerra diviene simbolo di un mistero forse irrisolvibile, di un problema gigantesco di relazione tra il genere umano e il mondo che lo ospita.
L’esposizione è accompagnata dal libro edito da Edizioni Osiride con testi critici dello stesso Stefano Cioffi e di Maurizio G. De Bonis e Paola Visentini. Il libro include la riproduzione integrale del Diario di Guerra di Giovanni De Gasperi con i disegni dello stesso autore.
Stefano Cioffi, fotografo, regista e musicista, lavora da anni in maniera trasversale e multidisciplinare facendo leva sulla sua formazione versatile e proponendo costantemente nuove produzioni di successo nazionale e internazionale. È stato più volte chiamato a esporre per prestigiosissime sedi museali italiane, e all’estero, in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, e negli Stati Uniti e in Giappone. Collabora con il quotidiano La Repubblica per il quale cura ritratti di musicisti e attori.
2015 L'urlo indifferente, a cura di Maurizio G. De Bonis, Museo in Trastevere, Roma - 2014 Harmonies: regards croisés, Galerie de la Grenette, Sion (Svizzera) - 2013 Il fantasma della realtà, a cura di Maurizio G. De Bonis, Fotografia - 2013, Festival Internazionale della fotografia, Ex-GIL, Roma; ; Pause, a cura di Francesco Ghio, Università di Roma Tre, Dipartimento di Architettura, ex Mattatoio, Roma. - 2012 62km #1 L'acqua nascosta del tempo, a cura di Francesca Marino e Flora Ricordy, testo critico di Babara Martusciello, Fotografia - 2012, Festival Internazionale della Fotografia, Galleria Fòndaco, Roma; Stillwaiting, a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova, Museo Carlo Bilotti, Roma; 62km #2, Sulla scia del Mignone, a cura di Serena Mosti, testo critico di Pierluigi Manieri, Museo Civico, Tolfa (RM); Groundscape, Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo, a cura di Lorenzo Canova; Stillwaiting, a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova, Galleria Fòndaco, Roma - 2011 La musica segreta delle cose, a cura di Lorenzo Canova, Museo di Palazzo Altieri, Oriolo Romano (VT); Groundscape, a cura di Lorenzo Canova, Centro espositivo Elsa Morante, Roma; Water sounds, La ferme asile e Museo Cantonale, Sion (Svizzera) a cura di Enrico Casularo - 2010 Whitelines, Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo, a cura di Lorenzo Canova - 2009 What is five?, a cura di Maria Savarese, La Luna nel bicchiere, Napoli.
A 100 anni dall’ingresso dell’Italia nella grande guerra, il progetto fotografico di Cioffi racconta i luoghi descritti nel diario di guerra del naturalista e geografo Giovanni De Gasperi, morto in battaglia nel 1916.
La mostra – promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Bari e inserita nel programma ufficiale per le commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale – è aperta al pubblico dal 16 luglio all'8 agosto 2015.
Un percorso composto da un video e 20 fotografie scattate quasi interamente tra metà maggio e metà luglio 2013 e 2014, ovvero negli stessi giorni dell’anno in cui De Gasperi scrisse il suo diario.
Divenuto famoso da giovanissimo per un’avventurosa spedizione nella Terra del Fuoco, all’inizio della guerra De Gasperi fu arruolato come ufficiale degli alpini e schierato con le sue truppe sul passo di monte Croce, tra Coltrondo e Padola, nel Comelico. Il suo diario, pubblicato per volontà della famiglia nel libro che accompagna la mostra, affascina per la lucidità con cui descrive un fronte di guerra comunque in grado di suscitare riflessioni sulla natura e sul paesaggio.
Lontane dall’essere una semplice documentazione geografico-storicistica, le immagini di Cioffi rappresentano sentieri che vanno verso il nulla, boschi fittissimi, aree isolate avvolte nella nebbia e trasmettono il senso di alienazione vissuto dai soldati che un secolo fa combattevano un nemico spesso invisibile.
Cioffi – nelle parole di De Bonis – lascia che il suo sguardo ci racconti l’imperscrutabile complessità della situazione ambientale e la deriva di una coscienza umana che ha cancellato il concetto di convivenza civile; e in più allude compostamente alla brutalità con la quale l’uomo ha violato il linguaggio della natura. Le opere di Cioffi finiscono per esprimere una sensazione funesta di vuoto e di tormentosa attesa, di sospensione di senso che rende tangibile la penosa limitatezza delle azioni umane, l’orripilante voragine causata dalla morte di milioni di persone, la mancanza di un vero legame tra essere umano e natura. Il territorio della morte e della guerra diviene simbolo di un mistero forse irrisolvibile, di un problema gigantesco di relazione tra il genere umano e il mondo che lo ospita.
L’esposizione è accompagnata dal libro edito da Edizioni Osiride con testi critici dello stesso Stefano Cioffi e di Maurizio G. De Bonis e Paola Visentini. Il libro include la riproduzione integrale del Diario di Guerra di Giovanni De Gasperi con i disegni dello stesso autore.
Stefano Cioffi, fotografo, regista e musicista, lavora da anni in maniera trasversale e multidisciplinare facendo leva sulla sua formazione versatile e proponendo costantemente nuove produzioni di successo nazionale e internazionale. È stato più volte chiamato a esporre per prestigiosissime sedi museali italiane, e all’estero, in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, e negli Stati Uniti e in Giappone. Collabora con il quotidiano La Repubblica per il quale cura ritratti di musicisti e attori.
2015 L'urlo indifferente, a cura di Maurizio G. De Bonis, Museo in Trastevere, Roma - 2014 Harmonies: regards croisés, Galerie de la Grenette, Sion (Svizzera) - 2013 Il fantasma della realtà, a cura di Maurizio G. De Bonis, Fotografia - 2013, Festival Internazionale della fotografia, Ex-GIL, Roma; ; Pause, a cura di Francesco Ghio, Università di Roma Tre, Dipartimento di Architettura, ex Mattatoio, Roma. - 2012 62km #1 L'acqua nascosta del tempo, a cura di Francesca Marino e Flora Ricordy, testo critico di Babara Martusciello, Fotografia - 2012, Festival Internazionale della Fotografia, Galleria Fòndaco, Roma; Stillwaiting, a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova, Museo Carlo Bilotti, Roma; 62km #2, Sulla scia del Mignone, a cura di Serena Mosti, testo critico di Pierluigi Manieri, Museo Civico, Tolfa (RM); Groundscape, Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo, a cura di Lorenzo Canova; Stillwaiting, a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova, Galleria Fòndaco, Roma - 2011 La musica segreta delle cose, a cura di Lorenzo Canova, Museo di Palazzo Altieri, Oriolo Romano (VT); Groundscape, a cura di Lorenzo Canova, Centro espositivo Elsa Morante, Roma; Water sounds, La ferme asile e Museo Cantonale, Sion (Svizzera) a cura di Enrico Casularo - 2010 Whitelines, Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo, a cura di Lorenzo Canova - 2009 What is five?, a cura di Maria Savarese, La Luna nel bicchiere, Napoli.
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