La Materia del Gesto. Carmine Di Ruggiero
Carmine Di Ruggiero, L’Urlatore, 1959, olio su tela
Dal 19 February 2022 al 3 April 2022
Benevento
Luogo: Museo Arcos
Indirizzo: Corso Garibaldi
Curatori: Ferdinando Creta
Enti promotori:
- Provincia di Benevento
Al Museo Arcos – Sezione Arte Contemporanea, con il Matronato del Museo Madre di Napoli, sabato 19 febbraio alle ore 10,30 sarà inaugurata una personale del maestro Carmine Di Ruggiero dal titolo La Materia del Gesto. Interverranno l’artista, il Presidente facente funzioni della Provincia di Benevento Nino Lombardi, il direttore artistico del Museo Arcos Ferdinando Creta e il Presidente di Sannio Europa Giuseppe Sauchella. La mostra è promossa dalla Provincia di Benevento con il supporto di Sannio Europa.
“L'esperienza artistica di Carmine Di Ruggiero – scrive Massimo Bignardi nel 1992 - si muove nei precisi confini disegnati da un assunto di Pascal, al quale spesso l'artista ricorre: 'Due eccessi, escludere la ragione, ammettere solo la ragione'. Il confronto penso che si delinei nei movimenti tra luce, superficie esplosiva di colore, sostanzialmente identificabile, spesso fenomenica e la luce, lo scuro, l'assenza di colori. La ragione che trova conferma nel giorno e la notte, il luogo del sogno, dell'inconscio. La pittura di Di Ruggiero ha questo doppio canale che corrisponde, anche, al suo difficile approccio con la città, con Napoli.”
“È uno spazio dell'immaginario collettivo che si dibatte tra contraddizioni e dualismo connaturati nell'animus del napoletano - osserva l'artista in un'intervista del 1985 - che ama dibattersi tra Vico e Pulcinella, tra Luca Giordano e 'Rossi pittatutto', tra Croce e la vita rutilante e inventata dei vicoli, tra il 'barocchetto' e i problemi degli altiforni dell'Italsider, tra camorra e perbenismo, tra la cultura viva e aperta e quella dei rimpianti per una serenata a Maria”. “Sempre consapevole – scrive Angela Tecce nel 2000 – della peculiarità della sintassi e dell’equilibrio interni all’universo di ciascun dipinto Carmine Di Ruggiero, all’apice del suo rigoroso iter creativo opera una 'riduzione' agli elementi percettivi minimali: colore, forma, spazio”.
Carmine Di Ruggiero è una personalità centrale non solo all'interno della cultura artistica meridionale italiana, ma anche di quella nazionale ed europea.
Allievo di Emilio Notte frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli partecipando contemporaneamente alla vita artistica. Le prime personali sono del 1960 alla Galleria Cancello di Bologna e del 1961 alla Galleria Traghetto di Venezia. Pittore astrattista già nel 1952 aderisce all'Informale con un gesto pittorico dinamico e veloce, giocato su abili accostamenti di minore o maggiore luce che gli permettono di indagare sui rapporti tra materia e forma. Nel 1964 è invitato ad esporre alla Biennale di Venezia che gli apre le porte del mondo artistico internazionale. Nel 1976 fonda il gruppo 'Geometria e ricerca' con Barisani, De Tora, Piccini, Tatafiore e Testa. Oltre a numerose collettive e personali in gallerie private italiane, espone anche in importanti spazi pubblici a Napoli come al Museo Pignatelli nel 1982 e nel 1991 alla rassegna 'Fuori dall'ombra. Nuove tendenze nelle arti a Napoli dal 1945 al 1965' a Castel Sant'Elmo. È tra i protagonisti della mostra itinerante "Gener-azioni" nel 1997 e della rassegna "Napoli 1950-1959" a Palazzo Diamanti a Ferrara nel 2000. Nel 2009 partecipa alla mostra 'Tracce segniche'con Auriemma, De Tora e Ferrenti a Castel dell'Ovo a Napoli. Del 2018 è l’ultima mostra al Pan di Napoli a cura di Rosario Pinto. E’ stato titolare della cattedra di Pittura all'Accademia di Napoli e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e di Napoli.
“L'esperienza artistica di Carmine Di Ruggiero – scrive Massimo Bignardi nel 1992 - si muove nei precisi confini disegnati da un assunto di Pascal, al quale spesso l'artista ricorre: 'Due eccessi, escludere la ragione, ammettere solo la ragione'. Il confronto penso che si delinei nei movimenti tra luce, superficie esplosiva di colore, sostanzialmente identificabile, spesso fenomenica e la luce, lo scuro, l'assenza di colori. La ragione che trova conferma nel giorno e la notte, il luogo del sogno, dell'inconscio. La pittura di Di Ruggiero ha questo doppio canale che corrisponde, anche, al suo difficile approccio con la città, con Napoli.”
“È uno spazio dell'immaginario collettivo che si dibatte tra contraddizioni e dualismo connaturati nell'animus del napoletano - osserva l'artista in un'intervista del 1985 - che ama dibattersi tra Vico e Pulcinella, tra Luca Giordano e 'Rossi pittatutto', tra Croce e la vita rutilante e inventata dei vicoli, tra il 'barocchetto' e i problemi degli altiforni dell'Italsider, tra camorra e perbenismo, tra la cultura viva e aperta e quella dei rimpianti per una serenata a Maria”. “Sempre consapevole – scrive Angela Tecce nel 2000 – della peculiarità della sintassi e dell’equilibrio interni all’universo di ciascun dipinto Carmine Di Ruggiero, all’apice del suo rigoroso iter creativo opera una 'riduzione' agli elementi percettivi minimali: colore, forma, spazio”.
Carmine Di Ruggiero è una personalità centrale non solo all'interno della cultura artistica meridionale italiana, ma anche di quella nazionale ed europea.
Allievo di Emilio Notte frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli partecipando contemporaneamente alla vita artistica. Le prime personali sono del 1960 alla Galleria Cancello di Bologna e del 1961 alla Galleria Traghetto di Venezia. Pittore astrattista già nel 1952 aderisce all'Informale con un gesto pittorico dinamico e veloce, giocato su abili accostamenti di minore o maggiore luce che gli permettono di indagare sui rapporti tra materia e forma. Nel 1964 è invitato ad esporre alla Biennale di Venezia che gli apre le porte del mondo artistico internazionale. Nel 1976 fonda il gruppo 'Geometria e ricerca' con Barisani, De Tora, Piccini, Tatafiore e Testa. Oltre a numerose collettive e personali in gallerie private italiane, espone anche in importanti spazi pubblici a Napoli come al Museo Pignatelli nel 1982 e nel 1991 alla rassegna 'Fuori dall'ombra. Nuove tendenze nelle arti a Napoli dal 1945 al 1965' a Castel Sant'Elmo. È tra i protagonisti della mostra itinerante "Gener-azioni" nel 1997 e della rassegna "Napoli 1950-1959" a Palazzo Diamanti a Ferrara nel 2000. Nel 2009 partecipa alla mostra 'Tracce segniche'con Auriemma, De Tora e Ferrenti a Castel dell'Ovo a Napoli. Del 2018 è l’ultima mostra al Pan di Napoli a cura di Rosario Pinto. E’ stato titolare della cattedra di Pittura all'Accademia di Napoli e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e di Napoli.
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