Piero Gemelli. Le stanze dei sogni dimenticati

© Piero Gemelli | Piero Gemelli. Le stanze dei sogni dimenticati, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma

 

Dal 19 Maggio 2026 al 12 Luglio 2026

Luogo: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Indirizzo: Piazzale di Villa Giulia 9

Orari: Martedì/domenica, 8.30/19.30 (ultimo ingresso 18.30, chiusura sale 19.00)

Costo del biglietto: Incluso nel biglietto ordinario del Museo

Telefono per informazioni: +39 063226571

Sito ufficiale: http://www.museoetru.it


C’è un luogo nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia che il pubblico non ha mai visto. Non una sala in restauro, non un corridoio di servizio: un intero universo parallelo fatto di scaffali, casse, carta velina e silenzio, dove dormono i reperti che il tempo ha dimenticato di nominare. Teste votive, frammenti di terracotta, oggetti rituali senza nome né storia ufficiale. Esistono, aspettano, nessuno li nota.

Piero Gemelli li ha ascoltati.

Dal 19 maggio, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita Le stanze dei sogni dimenticati, progetto di Piero Gemelli a cura di Maria Vittoria Baravelli. Per la prima volta nella storia del Museo, un artista ha ottenuto accesso ai depositi, quegli spazi dove nessun visitatore può entrare, dove riposano i reperti che Villa Giulia custodisce ma non riesce a mostrare, per raccontarli con il proprio linguaggio. Gemelli è entrato, ha costruito una storia in dialogo con alcune immagini del suo archivio . E quella storia debutta in un momento unico: il Ninfeo dell’Ammannati, capolavoro del Cinquecento romano e cuore architettonico di Villa Giulia, ha appena concluso il suo restauro. La prima cosa che accade in quello spazio ritrovato è questa mostra.

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Istituto del Ministero della Cultura.

Un esempio di valorizzazione integrata che unisce la conservazione della memoria storica alla visione artistica d’eccellenza.

Tutto nasce da una domanda: cosa succede agli oggetti che un museo possiede, ma non riesce a mostrare?

Teste votive, frammenti di terracotta, vasi incompleti, figure anonime che giacciono nei depositi non per scarsa importanza, ma per le inevitabili limitazioni di spazio, di restauro e di narrazione. Esistono, ma nessuno può ascoltarli.

Piero Gemelli partendo da questa sua domanda la trasforma in un progetto visuale. Formatosi in architettura a Valle Giulia, a Roma negli anni Settanta, porta con sé un rapporto affettivo con Villa Giulia che precede, di decenni, questo intervento site-specific. Quando entra nei depositi del Museo non lo fa come chi è chiamato a documentare: lo fa con il sentimento di chi sente. Ha scelto i reperti uno per uno, li ha studiati, li ha raccontati con la sua poetica. Ha lavorato con il tempo che serve, non con quello che si ha. Ogni testa votiva torna a essere un volto, ogni frammento un corpo, ogni anonimato una storia. La fotografia non è qui decorazione né mera documentazione, ma strumento di ricerca e di restituzione pubblica di un patrimonio condiviso.

Il risultato è un corpus fotografico che nasce dentro Villa Giulia e appartiene alla sua storia. Ogni scatto è un atto di cura: rivela l’invisibile, restituisce identità a ciò che il tempo ha dimenticato di nominare.
La mostra aperta al pubblico dal 19 maggio al 12 luglio 2026 è la forma in cui questo lavoro torna alla comunità. in dialogo con una selezione di immagini dall'archivio di Piero Gemelli L’esito naturale di un processo, non il suo punto di partenza.

A rendere possibile tutto questo ha contribuito in modo determinante la disponibilità della direttrice del Museo, Luana Toniolo, che ha aperto le porte dei depositi e accolto il progetto come parte integrante della propria missione istituzionale. Il coinvolgimento degli archeologi del Museo, che hanno accompagnato Gemelli nel percorso di selezione e conoscenza dei reperti, è stato parte essenziale della realizzazione del lavoro. Maria Vittoria Baravelli ha poi dato forma critica e narrativa a questo incontro, traducendo in parole quella visione personale dell' autore.. L’intera struttura produttiva e istituzionale è stata concepita e coordinata da Maya Anderson attraverso Bokeh Project, che ha reso possibile la convergenza di tutti questi elementi in un progetto unitario e coerente, con la collaborazione di Architetto Vision e l’Arch. Christin Longa.

«Per questi oggetti non ho voluto realizzare immagini di semplice documentazione. Ho voluto portarli dentro il mio linguaggio, dentro la mia grammatica visiva. Quelle fotografie sono opere nate dall’incontro tra il mio sguardo e la loro presenza antica.» Piero Gemelli, 2026

Commissionata da Papa Giulio III nel XVI secolo, Villa Giulia custodisce la più grande collezione etrusca al mondo e il celebre Sarcofago degli Sposi, icona universale di umanità e grazia. È un museo che è esso stesso opera d’arte: architettura, natura e mito in un equilibrio che non ha eguali in città.

Il Ninfeo della villa , diventa nel progetto metafora e scenario: uno spazio sospeso tra due vite, in attesa di una narrazione che lo riattivi.

In occasione della serata inaugurale del 18 maggio, Architetto Vision presenta il proprio format Non-Luogo attraverso un’installazione luminosa temporanea, pienamente reversibile, senza alcun intervento strutturale. Reperti etruschi del V-IV secolo a.C., fotografia contemporanea e architettura rinascimentale compressi in un unico sguardo.

«Le immagini di Gemelli ci ricordano che il museo non custodisce soltanto passato: custodisce possibilità in attesa. Memorie di ricordi futuri. Per un attimo, grazie al suo sguardo, quei reperti escono dagli archivi e occupano le sale del Ninfeo e tornano ad esistere.»
Maria Vittoria Baravelli, dal testo critico della mostra

Considerato tra i fotografi di moda italiani più importanti a livello internazionale, Gemelli ha costruito la propria carriera tra Vogue e le più autorevoli testate internazionali, sviluppando un’estetica sintesi tra voyeurismo e introversione, lo sguardo di un uomo che non si nasconde dietro l’obiettivo. Formatosi a Roma, si laurea in Architettura a Valle Giulia. Tra le principali esposizioni dedicate al suo lavoro si ricordano , 20 anni di Vogue Italia 1964- 1984 (Milano, 1985), A propos de la photographie italienne (Musée de l’Elysée, Losanna, 1992), Lo sguardo Italiano - fotografie di moda dal 1951, ( Rotonda della Besana, Milano, 2005 An Interior Life (Milano, 2019) Piero Gemelli - La Bellezza Svelata, fotografie e storie immaginate (Palazzo delle Arti di Napoli - Napoli 2021) Piero Gemelli, Immagini di un tempo sospeso (House of Lucie Foundation , Ostuni, 2025). Ultima pubblicazione Piero Gemelli, fotografie e storie immaginate, (2021), con testi di Riccardo Falcinelli, Emanuele Coccia, Carrie Scott, Ettore Molinario, Antonio Mancinelli, Maria Savarese. Accanto all’attività professionale come fotografo, direttore artistico e architetto, Gemelli porta avanti una personale ricerca su fotografia e grafica, dove il tempo sembra rallentare e l’immagine diventa spazio mentale

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF