Figure nel Paesaggio | CHIARA CAMONI. La Forza

Chiara Camoni, La Forza, 2025, installation view I Ph. Camilla Maria Santini

 

Dal 25 Giugno 2026 al 31 Dicembre 2026

Luogo: Accademia Carrara

Indirizzo: Piazza Giacomo Carrara 82

Curatori: Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato


Un progetto pluriennale di committenze ideato da Accademia Carrara e curato da Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato.
Nato per ampliare la collezione del museo oltre le sale espositive, il progetto affida a tre artisti italiani, di diverse generazioni, la realizzazione di opere concepite appositamente per i Giardini PwC e destinate a entrare stabilmente nel patrimonio della Carrara.

Figure nel paesaggio prende avvio nel 2026 con La Forza di Chiara Camoni. Nel 2027 proseguirà con una nuova commissione affidata a Paolo Icaro. Nello stesso anno torneranno nel giardino le sculture seicentesche di Marte e Minerva appartenute a Giacomo Carrara. Nel 2028 il ciclo si completerà con l’opera di Alessandro Pessoli. 

Il progetto nasce da una riflessione sul giardino come luogo abitato da figure. Dal Rinascimento in poi, statue, divinità, eroi, personaggi allegorici e creature fantastiche hanno popolato gli spazi verdi, instaurando un dialogo continuo tra natura e rappresentazione. Figure nel paesaggio riprende questa eredità e la rilegge attraverso il lavoro di tre artisti che, pur appartenendo a generazioni e percorsi differenti, condividono una profonda attenzione alla scultura di figura e un costante confronto con la tradizione. 

La scelta di Chiara Camoni (1974), Paolo Icaro (1936) e Alessandro Pessoli (1963) nasce dalla volontà di riunire personalità che hanno saputo elaborare una ricerca originale a partire da una consapevole relazione con la storia dell’arte. Nelle loro opere la figura si presenta come presenza contemplativa, soglia, incontro: una forma capace di instaurare una relazione con il paesaggio, con il luogo che la accoglie e con chi lo attraversa.

Anche le materie e i procedimenti scelti dai tre artisti instaurano un dialogo profondo con la natura. Nel gres, nella terracotta e nel marmo la materia conserva la traccia del gesto che l’ha trasformata, mantenendo visibile il legame tra forma artistica e mondo naturale. 

In questo contesto si inserisce anche il restauro delle sculture raffiguranti Marte e Minerva, realizzato in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. La loro ricollocazione prevista nel 2027, in concomitanza con la mostra dedicata al fondatore del museo, Giacomo Carrara, restituirà una testimonianza significativa della storia delle collezioni e del rapporto tra il museo e il suo giardino, riportando nello spazio aperto due figure che ne hanno accompagnato la storia. Il progetto valorizza i Giardini PwC come naturale estensione del museo. Riqualificato e aperto alla città nel 2024, questo spazio si consolida sempre più come un luogo di incontro tra patrimonio storico, natura e ricerca artistica del presente. 

Le opere commissionate a Camoni, Icaro e Pessoli sono state concepite appositamente per i Giardini PwC e sono destinate a entrare stabilmente nelle collezioni di Accademia Carrara. In dialogo con queste nuove acquisizioni si colloca anche il riallestimento delle sculture di Marte e Minerva appartenute a Giacomo Carrara, che restituisce al giardino una presenza storica legata alle origini del museo. 

CHIARA CAMONI (Piacenza, 1974)
Realizzata nel corso del 2025, La Forza inaugura Figure nel paesaggio. Ispirata all’iconografia dell’omonimo arcano dei Tarocchi, l’opera mette in relazione figura umana, animale e natura attraverso una comune materia generativa. L’opera è presentata in dettaglio nelle pagine seguenti. 

Le sculture di Marte e Minerva, appartenute a Giacomo Carrara, sono attualmente oggetto di un intervento di restauro realizzato in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. Il loro riallestimento negli spazi esterni del museo, previsto nel 2027 in concomitanza con la mostra dedicata a Giacomo Carrara, restituirà al giardino due figure che ne hanno accompagnato a lungo la storia, ricostituendo un importante tassello della memoria del luogo. 

Ho una giovane amica che fa i Tarocchi. Si chiama Anita. Mi mostra la carta della Forza: rappresenta una donna che chiude (o forse apre?) la bocca di un leone (o leonessa?). Provo a modellare le due figure, partendo da quel gesto, così forte. Accade che piano piano si staccano, si separano: scopro che mano e bocca sono della stessa materia, che fiorisce e frigge allo stesso tempo.
Chiara Camoni, artista 

La Forza, prima commissione del progetto Figure nel paesaggio, è il gruppo scultoreo realizzato da Chiara Camoni per i Giardini PwC di Accademia Carrara. Composta da due elementi – una donna e una leonessa – l’opera rilegge l’iconografia dell’undicesimo arcano maggiore dei Tarocchi, instaurando un dialogo con le carte del mazzo Colleoni conservate nel museo. Nell’antico mazzo Colleoni la Forza è una figura maschile che alza un bastone contro un leone, mentre nei più tardi mazzi marsigliesi è una donna a gareggiare con l’animale, ponendogli le mani tra le fauci. In omaggio ai Tarocchi e alla loro storia, Camoni ha creato una coppia simbiotica in cui figura umana e animale, entrambe di genere femminile, sono formate da una medesima materia, portando su di loro le tracce dell’originaria unione: non più elementi in lotta, ma creature plasmate con la stessa sostanza. Le figure esprimono la forza attraverso l’energia evocata dalla terra nera, che porta in sé una memoria di profondità e incandescenza, e attraverso la continuità con il suolo scuro del giardino, che le fa apparire come fossero nate per propulsione e germinazione dal terreno. Tra le mani della donna e la bocca della leonessa, un medesimo grumo di terra lacerato indica il punto di congiunzione tra le due figure. L’intera superficie delle sculture appare mossa, animata da un modellato atmosferico, come di una pasta cedevole al contatto con l’aria, ponendo l’opera in ideale continuità con alcune ricerche scultoree di inizio Novecento, da Medardo Rosso a Leonardo Bistolfi. La donna e la leonessa sono animate dal contrasto tra la solidità del loro imporsi nello spazio e la leggerezza del movimento delle superfici, increspate di inflorescenze, come fossero cosparse di petali di terra che tra le mani della donna si compongono in fiori e tra i denti della leonessa si mostrano come brandelli di materia generativa. La Forza si identifica in quest’opera con l’atto creativo naturale: il principio di ogni forma da un’unica origine, fatta di spirito e materia insieme. Camoni rovescia il carattere impositivo della forza in una ferma consapevolezza del tutto che accomuna ogni essere capace di riconoscersi parte della natura. L’osservatore incontra gli occhi delle sculture, come quelli di due figure sorelle: un po’ si guardano tra loro e un po’ attirano lo sguardo di chi si accosta alla soglia, in una triangolazione che segna l’ingresso in una dimensione sospesa tra natura e immaginazione. La capacità di mettere in relazione memoria iconografica, materia e natura in una forma che parla al presente è uno degli aspetti che hanno portato Accademia Carrara ad affidare a Chiara Camoni la prima commissione. La Forza interpreta così alcuni dei temi che attraversano l’intero progetto: la presenza della figura nel paesaggio, il rapporto tra gesto plastico e forme naturali e la possibilità di rinnovare immagini della tradizione attraverso nuovi linguaggi. L’opera di Chiara Camoni, artista protagonista del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2026, entra a far parte della collezione del museo grazie al contributo di PwC, a cui sono intitolati i Giardini del Museo. La partnership tra Accademia Carrara e PwC rappresenta un esempio virtuoso di come il dialogo tra cultura e impresa possa generare valore condiviso, promuovendo la tutela del patrimonio, l’innovazione e la restituzione di spazi e opportunità alla comunità.

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