Bill Beckley. The Name of the Rose
Bill Beckley, War of the Roses 1, 2017, pigment print, cm. 182,88x121,92
Dal 17 Febbraio 2018 al 28 Aprile 2018
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Galleria Studio G7
Indirizzo: via Val d'Aposa 4A
Orari: dal martedì al sabato 15.30 - 19.30. Mattina, lunedì e festivi per appuntamento.
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 051 2960371
E-Mail info: info@galleriastudiog7.it
Sito ufficiale: http://www.galleriastudiog7.it/
Sono e non sono un romantico. All’età di soli 13 anni ho dipinto per la prima volta una rosa e già allora intuivo che non poteva trasformarsi in una rosa del XIX secolo. Non poteva nemmeno essere la rosa di Gertrude Stein (Una rosa, è una rosa, è una rosa…). Negli anni ho poi trovato la mia rosa, fotografandone lo stelo nell’opera Roses Are (1974) e utilizzandola come uno degli elementi di Elements of Romance (1977). Questa composizione ricorda la sagoma di una scultura di Sol LeWitt che appartiene alla mia collezione. É stato un tentativo personale di combinare minimalismo e romanticismo, o forse si è trattato solo di un pretesto per fotografare una rosa.
Durante gli studi universitari alla Tyler School of Art, Temple University, ho seguito i corsi di uno dei più influenti professori dell’epoca, Italo Scanga, maestro di Bruce Nauman. In una delle conversazioni con Italo, che spesso avvenivano nella sauna del suo seminterrato, ho incontrato Bruce. Una volta, fu proprio lui a regalare ad Italo una targa curva con scritte le parole “Una rosa non ha denti”, e ad inchiodarla ad un albero.
Grazie ad Italo ho conosciuto anche Sol LeWitt, e Marcia Tucker, la futura curatrice del Whitney Museum of Art. Tutti mi hanno suggerito: “Leggi gli scritti di Wittgenstein”, il filosofo della lingua poi filosofo degli artisti concettuali negli anni Settanta. Marcia mi ha fatto anche avvicinare agli scritti di Roland Barthes, autore di Elementi di semiologia. (Elements of Semiology). La semiotica è lo studio dei segni, e di come gli stessi acquistano significato. Questo cammino letterario mi ha poi portato ad Umberto Eco, autore nel 1976 del Trattato di semiotica generale. Successivamente, con mia grande sorpresa, Eco ha composto il romanzo Il nome della rosa.
Faccio esplodere le rose e Ie enfatizzo attraverso il mezzo fotografico; esplodono nel vero senso della parola, di solito per mezzo di scintille artificiali. Ciò può definirsi divertente, bello e pericoloso: tutti elementi del sublime.
Nel 1978 ho allestito la prima mostra a Bologna presso lo Studio G7. Bologna è una delle città più belle nel mondo, è la casa dell’Università più antica d’Europa dove Umberto Eco ha insegnato, ed è una città famosa per la propria cucina. Quel mio primo viaggio a Bologna, allo stesso modo di questo oggi, sembra un vero colpo di fortuna".
Bill Beckley, 15 gennaio 2018, New York City
Vernissage: 17 febbraio 2018 ore 18
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A BOLOGNA
-
Dal 18 Ottobre 2015 al 31 Dicembre 2030
Museo Geologico Giovanni Capellini
Il Mosasaurus di Novafeltria al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna
-
Dal 5 Marzo 2026 al 19 Luglio 2026
Palazzo Pallavicini
Ruth Orkin. The Illusion of Time
Visualizza tutte le mostre a Bologna
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 16 Aprile 2026 al 6 Settembre 2026
Zurigo | Museo Rietberg
Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea
-
Dal 28 Maggio 2026 al 30 Agosto 2026
Venaria Reale | Reggia di Venaria
ROBINO. Eredità visive di tre generazioni
-
Dal 26 Maggio 2026 al 13 Settembre 2025
Milano | Pinacoteca di Brera
Giovanni Agostino da Lodi
-
Dal 28 Maggio 2026 al 1 Agosto 2026
Napoli | Palazzo Reale
Alberto Biasi e altre visioni delle superfici: Hsiao, Rotta Loria, Tornquist
-
Dal 19 Maggio 2026 al 12 Luglio 2026
Roma | Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Piero Gemelli. Le stanze dei sogni dimenticati
-
Dal 19 Maggio 2026 al 18 Ottobre 2026
Milano | Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Werner Bischof. Point of view