Transart 2018

Opera Charlemagne Palestine

 

Dal 06 Settembre 2018 al 30 Settembre 2018

Bolzano

Luogo: Sedi varie

Indirizzo: sedi varie

Telefono per informazioni: +39 0471 673070

E-Mail info: info@transart.it

Sito ufficiale: http://www.transart.it/


Comunicato Stampa:
Dal 6 al 30 settembre fa il suo ritorno il festival di cultura contemporanea Transart. Fabbriche e chiese, parchi tecnologici e fortezze austriache, laghi e centri per la raccolta differenziata, serre, musei di storia locale, castelli: è un viaggio che unisce in un unico racconto i luoghi più imprevedibili dell’Alto Adige, invitando il pubblico a sfidare i propri limiti per provare ancora, di fronte al contemporaneo, un senso autentico di meraviglia. 
Transart pone domande, forza i limiti dell’orizzonte. Tocca, alza lo sguardo, motiva, parla a tutti. 
Fra le esperienze di quest’anno: concerti amplificati da piccoli droni, chef e musicisti fianco a fianco per comporre un’unica orchestra, classici della letteratura riletti in chiave elettro-beat, mondi paralleli di luci e suono, notti di stelle e flamenco, dj-set iperbolici, concerti per voce in riva a un lago nero o…per campanacci nei pascoli sfiorati dal sole dell’autunno.
 
L’opening di Transart dentro giardino di sculture e musica
Cosa vediamo - cosa abbiamo visto, cosa ascoltiamo - cosa abbiamo sentito? La diciottesima edizione del festival si apre, con una prima assoluta, (6.09)su un giardino di opere d’arte. Fra di esse, le figure candide, allucinate e visionarie di Pawel Althamer, gli umoristici assemblaggi scultorei di Isa Genzken, le dichiarazioni politiche, impresse nel legno, di Jimmy Durham, i menhir di Adolf Vallazza. In questo labirinto si muovono le voci di due stelle della classica contemporanea e d’avanguardia, quelle della cantante e compositrice polacca Agata Zubel, una massa di capelli neri, una voce capace di convincere e stregare, e del baritono Frank Wörner. Un percorso immaginato appositamente per Transart, che avrà come filo rosso un testo dello scrittore e drammaturgo tedesco Heiner Mueller e le architetture di luce di Bartok Nalazek che plasmeranno gli spazi industriali delle Officine FS fino a trasformarli in un luogo dalle infinite possibilità visive e sonore. 
 
Arte e musica contemporaneo nei luoghi del lavoro
Un classico della letteratura del novecento sarà terreno di gioco del secondo spettacolo della stagione (7.09), ospitato nel cuore di metallo della fabbrica Alpewa. All’attore austriaco Philipp Hochmair e alla sua band, gli Elekrohand Gottes, il compito di trasporre in chiave contemporanea lo spirito rivoluzionario, il tragico senso di libertà e del sublime delle ballate del poeta tedesco Friedrich Schiller (7.09)
Ha ospitato gli appuntamenti più epocali del festival, nel 2008 è stato centro propulsore  di Manifesta 7, biennale itinerante di arte contemporanea: oggi, con un nuovo nome e una nuova missione, il nuovo Parco tecnologico di Bolzano, NOI - Nature of Innovation, ospita lo spettacolo in prima assoluta, Crisis (13.09). Co-prodotto da Transart con Ravello Festival, evoca una celebre creazione di Merce Cunningham e porta in scena le opere di compositori dell’avanguardia musicale come i lavori di Francesco Filidei e Simon Steen-Andersen, Sylvano Bussotti, Helmut Lanchenmann e tanti altri. Un progetto che intende andare oltre i “limiti” del concerto o della performance teatrale intesa in senso tradizionale, intrecciando musica, danza e arti. 
 
Siamo in un centro per la raccolta differenziata (14.09)Impakt, progetto dell’artista multimediale Herman Kolgen, nasce dall’esperienza di un trauma fisico vissuto in prima persona. Punto di partenza per riflettere sulla prossimità e onnipresenza della violenza, Impaktè lo sviluppo di un flusso sonoro e di immagini generate in tempo reale e prese a prestito dal web. Come una roulette russa, il risultato di questo spettacolonon è mai certo: attraverso radicali sequenze multimediali, contemporaneamente seduttive e repellenti, Kolgen discute sull’ambiguità che si nasconde nel profondo di ognuno di noi. Nella stessa sera, l'intervento dell’artista Sissa Micheli si intreccerà con quello del sound artist Marcos Rondon. 
Massima concentrazione, precisione e presenza (22.09): la formazione hand werk, ensemble di musica da camera con una vocazione per la sostenibilità, porta a Bolzano dei "ricercatori analogici". I brani del contemporaneo si aprono a nuove trasformazioni sotto le mani dei musicisti che lavorano per produrre musica con strumenti non convenzionali e oggetti comuni come tavoli, palloncini, voci e sorgenti sonore elettroniche. Nella torre dell’azienda Alperia, “l’operaio sonoro” Stefano Bernardi inseguirà invece il compositore barocco Georg Philipp Telemann in un elettrizzante viaggio verticale. 
Museruole - women in experimental music (27.09),è un festival tutto al femminile dedicato all’improvvisazione e alla composizione. Sperimentale, elettronico e spudoratamente intransigente, quest’anno verrà accolto all’interno del festival Transart. Un pull di musiciste, Sabine Ercklentz, Jasmine Guffond, Fahranaz Hatam, Les Femmes Savantes, Andrea Neumann, Andrea Parkins, Ana-Maria Rodriguez e Ute Wassermann, accoglieranno il pubblico nello splendore della serra Schullian.  
 
Il dj setting infinito: Transart incontra MUTEK
Anche quest’anno il programma di Transart si intreccia con quello di MUTEK (8.9), festival internazionale di creatività digitale e musica elettronica con base a Montreal. Alain Monge, direttore della rassegna canadese comporrà una line up in cui si condenseranno esperienze sonore e visive fuori dall’ordinario, come quella di Alexis Langevin-Tétreault che porterà nei capannoni della fabbrica ex-Masten il progetto Interference (String Network). Sul palco, Tétrault costruisce un’intricata rete di cavi e fili con cui interagisce per creare un universo ipnotico fra rumore industriale, elettronica e musica acusmatica. Attraverso la messa in scena della relazione dialettica tra uomo e macchina, Interférences(String Network) è un'allegoria dell’oggi, globalizzato e iperconnesso, in cui l'individuo cerca di ricavare il significato dalla sua esistenza e preservare la sua libertà di azione. Fra gli altri ospiti Woulg/Push1Stop con Interpolate, conversazione generativa sulla fisicità e portata emotiva del suono, il progetto Wiklow del produttore musicale Dean, fra interfacce digitali e techno psicoacustico, le esplorazioni elettroniche e i viaggi insonni di Deadbeat, Monteith, The Mole e Dasha Rush.
 
Un museo come Hub creativo
Con il formato INAUDITO, (15.09) curato in collaborazione con il compositore Hannes  Kershbaumer,Transart invade il Museo Civico di Bolzano, un’architettura novecentesca di 6 piani, per farne per un giorno la sua “Torre di Babele” musicale. Il suono dell’orchestra mdi entra nella trama dell’edificio diffondendosi dalla cantina medievale alle scale, dalla sala barocca fino alla cima della torre. Il compositore e regista Federico Campana presenta il suo ultimo progetto Storie di amore e odio, una sorta di teatro musicale multimediale dedicato alla volatilità e persistenza delle emozioni più estreme - nel bene e nel male - espresse su Internet. Il duo austriaco Kutin/Kindlinger lavora sui temi della vulnerabilità e della nostalgia creando cortocircuiti sonori usando un grande vetro a prova di proiettile. Caroline Mayrhofer e Massimiliano Girardi danno voce a opere di compositori italiani, tra cui Edo no hanadi Giorgio Netti, un ciclo in nove parti per flauto dolce tenore e delicati haiku del poeta giapponese Matsuo Basho.
Il compositore (28.09) e direttore d'orchestra, Johannes Kalitzke rivelerà invece gli strati senza tempo di un grande capolavoro del cinema muto. La fame e la miseria sono i pilastri principali de I tessitori (Die Weber), commovente storia della prima era industriale, creata nel 1928 dal regista Frederic Zelnik, musicata da Kalitzke ed eseguita dall’Orchestra Haydn.

Nella natura: il respiro e la meraviglia del contemporaneo
Quest’estate una copertina del magazine americano Time è stata realizzata con 958 droni in volo sopra Folsom, California. Il progetto, uno dei più grandi show mai creati negli Stati Uniti, ha ricreato in cielo lo storico lettering della rivista. Un chiaro omaggio al nuovo ruolo assunto da questi oggetti nei più diversi ambiti della vita umana, compresa quella artistica. Con il progetto ANIMA (9.09) l’artista multimediale Tomoko Mukaiyama, esplora nuove dimensioni per lo spazio-concerto. Nel prato della chiesetta medievale di San Vigilio (Bolzano), circonda e sovrasta un pianoforte e il suo pubblico con uno sciame di droni per condizionarne irreversibilmente l’esperienza. Qui, il canto sospeso di Agata Zubel, alla sua seconda apparizione, si intreccerà con le energie magiche del lago di San Vigilio.Fra le vigne della piccola cittadina di Appiano, sbarca il flamenco del Trío Arbós & Rafael de Utrera, rivisitato in chiave contemporanea (12.09). Un danzatore e un cantante, insieme a uno dei gruppi da camera più prestigiosi del panorama musicale spagnolo, riflettono, partendo da estetiche molto diverse, sull'essenza del flamenco attraverso opere originali commissionate e sponsorizzate dalla prestigiosa fondazione Ernst von Siemens.
E’ un omaggio a chi riesce a sentirsi “un’opera della natura bellissima e meravigliosa” quello che invece il rapper e compositore americano Napoleon Maddox, celebra in Twice the First Time (21.09), toccante storia in musica delle sue prozie, le gemelle siamesi Millie-Cristine McKoy. Nate in schiavitù nel 1851, hanno vissuto una vita straordinaria, sospesa fra i quattro angoli del mondo, rovesciando la loro condizione di fenomeni da circo in un’opportunità di emancipazione e libertà. Maddox, affiancato dal giovane beat boxer Sorg, riflette sul ruolo dell’artista afroamericano contemporaneo tra impegno, spettacolo e stereotipi. Inoltre, con il progetto I'm singing black, a cura di Gianpaolo Chiriacò, si apre una finestra sulla vita quotidiana degli immigrati africani arrivati in Alto Adige, nel cuore della Val Venosta. Siamo quello che mangiamo e…ascoltiamo. Feeding Frenzy (20.09) è un concerto interattivo di 90 minuti centrato sul cibo, sulla sua produzione e consumo: una performance "su misura", realizzata in collaborazione con attori locali che coinvolge chef stellati, musicisti e camerieri, tutti in scena contemporaneamente durante lo spettacolo. Ogni cuoco prepara un cibo particolare, ogni musicista ha il suo spartito, le reciproche azioni sono amplificate dal suono e il suono è parte integrante del piatto cucinato.  La possente architettura del Forte di Fortezza, confine estremo della penisola, è invece il punto di accesso per il viaggio nell’inconscio dell'artista Michael Fliri (29.09).L’archetipo della maschera, con tutte le sue possibilità dinamiche e performative, è al centro di questo lavoro site specific commissionato da Transart, che si arricchisce della presenza del musicista belga Koen Vermeulen. 
La Colombia, un castello, una cantina: gli esperimenti elettroacustici di Nicolas Perret e Silvia Ploner, al secolo Island Songs, incontrano il genio sregolatissimo dell’arte minimale americana Charlemagne Palestine (29.09). Il pianoforte a coda di Palestine sarà il fulcro di un concerto che trarrà spunto dalla raccolta dell’uva, dal rumore delle viti nel vento e della fermentazione per mischiarli con i suoni di altre latitudini, fino alle coste latinoamericane. I luoghi dell’evento saranno la cantina Niedermayr e il castello di Gandegg, normalmente inaccessibile al pubblico. 
Chiude quest’edizione del festival il progetto Carillon Extended di Olaf Nicolai: iniziato in maggio con un concerto per campanacci e mucche sui prati di Museion, vede la sua chiusura in una calma giornata di autunno, sui prati alpini del Salto (30.09).

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