Piero Chiariello. Natura Digitale

Piero Chiariello, 2011, Barche al porto di Torre del Greco, Inchiostro su carta tra alluminio e plexiglass, 161 x 112 cm
Dal 26 Marzo 2014 al 20 Luglio 2014
Caserta
Luogo: dirartecontemporanea|2.0 gallery
Indirizzo: via Enrico Caruso 9
Curatori: Veronica D'Auria
Telefono per informazioni: +39 333 4461479
E-Mail info: dirartecontemporanea@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.dirartecontemporanea.eu
Piero Chiariello, 2011, Barche al porto di Torre del Greco, Inchiostro su carta tra alluminio e plexiglass, 161 x 112 cm
La dirartecontemporanea|2.0 gallery è lieta di annunciare l'apertura in rete (www.dirartecontemporanea.eu) mercoledì 26 marzo 2014 dalle ore 20.00, della personale "Natura Digitale" di Piero Chiariello.
"L'esposizione composta da lavori digitali, in cui si fondono fotografia, computer art e video arte, mostra le ricerche visive condotte dell'artista negli ultimi anni.
Chiariello indagando la materia dell'immagine, fissa e in movimento, penetra tra le trame e i pixel e innescando processi fa emergere la natura digitale nelle sue possibili manipolazioni "indotte" e casuali.
Svelano un altro aspetto della "Natura digitale" le parole dell'artista riferite al ciclo di lavori che ci appare nella prima sala: << Le mie opere mostrano il lato "naturale" della tecnologia: a volte qualcosa interrompe la "corretta" visualizzazione delle immagini sullo schermo.
Cos'è? Un malfunzionamento? Un errore? Per me è la natura.
Per qualche motivo il percorso degli elettroni viene deviato o modificato e le immagini che vediamo sono il risultato di equilibri naturali spontanei.>>
Mosaici statici di riprese video registrate da Chiariello per la città danno luogo ad una nuova visione: paesaggi frammentati "immobili" in cui convivono spazio/tempo diversi catturati e cristallizzati nello sfarfallio della riproduzione.
Da fotografie e da riprese, di paesaggi quotidiani come di opere d'arte, hanno origine stampe e video caratterizzati dalla dilatazione delle "Linee" che compongono le immagini. Fasce, verticali o orizzontali, che espandendosi sulla superficie aprono orizzonti nel visibile, si schiudono nelle sfaccettature dei colori e nella squadratura bidimensionale allungata dei pixel mantenendo la riconoscibilità della sorgente che si svela nella sua complessità.
L'artista nelle sue sperimentazioni digitali prosegue e attualizza le ricerche sulla percezione, e di conseguenza sulla configurazione dell'esistente, impressioniste e cubiste ed incrocia la pixel e glitch art come le indagini condotte sull'elaborazione di tessiture minimaliste dell'immagine." (Veronica D'Auria).
Ad accompagnare lo spettatore nel percorso espositivo due testi critici, del curatore della mostra Veronica D'Auria e del critico d'arte Domenico Esposito.
Nato nel 1972 a Torre del Greco (NA) dove vive e lavora. Artista poliedrico, sperimentatore, spazia tra i più diversi generi (pittura, fotografia, musica, video). Studia architettura presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e nel 1989 inizia a comporre musica, a dipingere e a studiare arte da autodidatta. Dal 1996 il suo interesse per la chimica e la fisica lo porta a sperimentare l'interazione tra sostanze chimiche e naturali, liquide e solide, con la corrente elettrica e le onde sonore. Grazie alla fotografia cattura istanti di questi mutevoli esperimenti in cui la musica, modificando colori e forme delle sostanze, modella la materia divenendo strumento pittorico e scultoreo.
Dal 2001 intraprende la ricerca digitale legata al suono con una serie di lavori dal titolo "Waves" in cui cristallizza immagini di un oscilloscopio mostrando in un unico colpo d'occhio il flusso temporale della musica.
Nel 2006 inizia a dedicarsi al progetto "Linee" volto ad indagare la percezione ed interpretazione della realtà attraverso l'ingresso e l'ingrandimento delle "maglie del visibile" (L. Strangis). A partire da fotografie, da lui scattate, seleziona delle fasce dell'immagine, verticali o orizzontali, che dilata fino a ricoprire l'intera superficie.
Da questa ricerca nasceranno anche i suoi lavori audiovisivi che inserendo l'elemento temporale mostreranno la motilità degli elementi che costituisco l'immagine "fissa".
Recentemente si è dedicato a continuare una ricerca intrapresa nel 2005: immagini nate dalla fortuita interruzione del flusso video in cui frammenti temporali e visivi diversi si trovano a formare un unico panorama frastagliato.
Ha partecipato a mostre di rilievo in prestigiosi spazi espositivi tra cui citiamo "CAM - Casoria Contemporary Art Museum" Casoria (NA); "White Box Museum", Pechino; "Fondazione March", Padova; "Museo MAV", Ercolano; "MACRO- Museo Arte Contemporanea Roma", Roma; "muBA-Museu Belas Artes" di San Paoulo, Brasile; "PAN- Palazzo delle Arti di Napoli" Napoli; Galleria "Il ritrovo di Rob Shazar", Sant'Agata de' Goti (BN).
La dirartecontemporanea|2.0 gallery è lieta di annunciare l'apertura in rete (www.dirartecontemporanea.eu) mercoledì 26 marzo 2014 dalle ore 20.00, della personale "Natura Digitale" di Piero Chiariello.
"L'esposizione composta da lavori digitali, in cui si fondono fotografia, computer art e video arte, mostra le ricerche visive condotte dell'artista negli ultimi anni.
Chiariello indagando la materia dell'immagine, fissa e in movimento, penetra tra le trame e i pixel e innescando processi fa emergere la natura digitale nelle sue possibili manipolazioni "indotte" e casuali.
Svelano un altro aspetto della "Natura digitale" le parole dell'artista riferite al ciclo di lavori che ci appare nella prima sala: << Le mie opere mostrano il lato "naturale" della tecnologia: a volte qualcosa interrompe la "corretta" visualizzazione delle immagini sullo schermo.
Cos'è? Un malfunzionamento? Un errore? Per me è la natura.
Per qualche motivo il percorso degli elettroni viene deviato o modificato e le immagini che vediamo sono il risultato di equilibri naturali spontanei.>>
Mosaici statici di riprese video registrate da Chiariello per la città danno luogo ad una nuova visione: paesaggi frammentati "immobili" in cui convivono spazio/tempo diversi catturati e cristallizzati nello sfarfallio della riproduzione.
Da fotografie e da riprese, di paesaggi quotidiani come di opere d'arte, hanno origine stampe e video caratterizzati dalla dilatazione delle "Linee" che compongono le immagini. Fasce, verticali o orizzontali, che espandendosi sulla superficie aprono orizzonti nel visibile, si schiudono nelle sfaccettature dei colori e nella squadratura bidimensionale allungata dei pixel mantenendo la riconoscibilità della sorgente che si svela nella sua complessità.
L'artista nelle sue sperimentazioni digitali prosegue e attualizza le ricerche sulla percezione, e di conseguenza sulla configurazione dell'esistente, impressioniste e cubiste ed incrocia la pixel e glitch art come le indagini condotte sull'elaborazione di tessiture minimaliste dell'immagine." (Veronica D'Auria).
Ad accompagnare lo spettatore nel percorso espositivo due testi critici, del curatore della mostra Veronica D'Auria e del critico d'arte Domenico Esposito.
Nato nel 1972 a Torre del Greco (NA) dove vive e lavora. Artista poliedrico, sperimentatore, spazia tra i più diversi generi (pittura, fotografia, musica, video). Studia architettura presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e nel 1989 inizia a comporre musica, a dipingere e a studiare arte da autodidatta. Dal 1996 il suo interesse per la chimica e la fisica lo porta a sperimentare l'interazione tra sostanze chimiche e naturali, liquide e solide, con la corrente elettrica e le onde sonore. Grazie alla fotografia cattura istanti di questi mutevoli esperimenti in cui la musica, modificando colori e forme delle sostanze, modella la materia divenendo strumento pittorico e scultoreo.
Dal 2001 intraprende la ricerca digitale legata al suono con una serie di lavori dal titolo "Waves" in cui cristallizza immagini di un oscilloscopio mostrando in un unico colpo d'occhio il flusso temporale della musica.
Nel 2006 inizia a dedicarsi al progetto "Linee" volto ad indagare la percezione ed interpretazione della realtà attraverso l'ingresso e l'ingrandimento delle "maglie del visibile" (L. Strangis). A partire da fotografie, da lui scattate, seleziona delle fasce dell'immagine, verticali o orizzontali, che dilata fino a ricoprire l'intera superficie.
Da questa ricerca nasceranno anche i suoi lavori audiovisivi che inserendo l'elemento temporale mostreranno la motilità degli elementi che costituisco l'immagine "fissa".
Recentemente si è dedicato a continuare una ricerca intrapresa nel 2005: immagini nate dalla fortuita interruzione del flusso video in cui frammenti temporali e visivi diversi si trovano a formare un unico panorama frastagliato.
Ha partecipato a mostre di rilievo in prestigiosi spazi espositivi tra cui citiamo "CAM - Casoria Contemporary Art Museum" Casoria (NA); "White Box Museum", Pechino; "Fondazione March", Padova; "Museo MAV", Ercolano; "MACRO- Museo Arte Contemporanea Roma", Roma; "muBA-Museu Belas Artes" di San Paoulo, Brasile; "PAN- Palazzo delle Arti di Napoli" Napoli; Galleria "Il ritrovo di Rob Shazar", Sant'Agata de' Goti (BN).
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